Vacanze Sicure in Trentino: come ci prendiamo cura di te

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Che cos’è il taiafén?

Dalla Val di Fassa alla Val dei Mocheni: un sentiero per conoscere le radici dei trentini

Probabilmente non hai mai avuto a che fare con questo strumento, soprattutto se vivi in città, ma i nostri nonni lo conoscevano bene. Si tratta del “tagliafieno”, un attrezzo usato, appunto, per tagliare il fieno. Infatti, capitava che il fieno ammassato nel fienile, in inverno si compattasse al punto da non poter essere più asportato con la forca. Per fortuna c’era il taiafén, che permetteva di tagliare quanto bastava per dar da mangiare agli animali.

È solo uno dei numerosi attrezzi che un tempo potevi trovare nelle case o nei fienili dei contadini trentini. Oggetti che hanno un significato speciale, perché ognuno di essi racconta una storia che ricorda ciò che eravamo. Per leggerla tutta non ti resta che intraprendere il nostro sentiero culturale dedicato alle tradizioni popolari, un itinerario nel Trentino tra musei etnografici, mulini, malghe e case contadine.

Si parte da San Michele all’Adige e si fa tappa in Val di Fassa (Tappe A-B)

La prima tappa del nostro itinerario è nel paese di San Michele all’Adige, dove trovi il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, uno dei più importanti musei di cultura e tradizione popolare d'Italia. Ben 43 sale, distribuite su 5 piani, che raccontano con passione e dovizia di particolari temi come l’agricoltura, l’artigianato, l’allevamento, la viticoltura… con un interessante focus sulla tradizione del Carnevale nelle Alpi e in Europa. Ecco, se vuoi sapere cos’è il taiafén, di sicuro qui trovi la risposta!

Circa un’ora e un quarto di auto ti separano dal prossimo museo, che ti porta nel cuore della Val di Fassa, nel borgo di Vigo, dove si parla ancora l’antica lingua ladina. Qui, ai piedi del Catinaccio, si trova il Museo Ladin de fascia, che ospita le collezioni etnografiche dell’Istituto Culturale Ladino. Supporti multimediali, punti informativi e le tavole del disegnatore Milo Manara ti aiuteranno a scoprire la cultura di questo affascinante popolo delle Dolomiti.

Dopo aver fatto visita al museo, fermati fino al tramonto, per assistere allo spettacolare fenomeno dell’enrosadira, quando il sole tinge le Dolomiti di rosa.

Verso le montagne della Val di Sole (Tappe C-D-E)

Raggiungere le prossime tre tappe richiede due ore circa di auto, per spostarti sul versante ovest del Trentino, in Val di Sole, e scoprire come si viveva tra questi borghi di montagna nel secolo scorso.

Prima tutto quindi, devi visitare il Museo della Civiltà Solandra, a Malé, con la sua ricca collezione di attrezzi dell’epoca che ti aiutano a comprendere i mestieri che costituivano il fulcro della società di allora, dal contadino all’allevatore, dal falegname al ramaio. Nel museo, inoltre, sono stati ricostruiti fedelmente gli ambienti domestici, come ad esempio la stùa (la camera da letto), oppure la cucina dell’epoca, dove ci si scaldava nei lunghi inverni al calore del focolare.

Bene: ora è il momento di visitare un mulino ad acqua del secolo scorso ancora funzionante. Stiamo parlando del Mulino Ruatti, in Val di Rabbi, a poca distanza da Malè. La visita parte dall’esterno dove sono visibili le ruote ad acqua che mettono in moto i macchinari della Sala di Molitura, collegate a canali che, dal torrente Rabbiés, portano l'acqua fino all’opificio. Al primo piano del mulino invece si trova l’abitazione del mugnaio e della sua famiglia, con le camere da letto, la cucina e la tradizionale stùa. All’ultimo piano infine c’è il fienile, con la camera del famèi (il garzone), interamente in legno.

L’ultima di queste tre tappe è in Val di Pejo, nel paese di Strombiano, dove si trova Casa Grazioli, conosciuta anche come casa de la Béga, soprannome di Domenica Grazioli, la donna che l’ha abitata fino al 1991. Qui tutto è rimasto come una volta, compresi gli abiti nell’armadio, le foto di famiglia e le cucine con le pareti annerite dal fumo del focolaio. Un vero salto nel passato, prima di partire per la prossima destinazione, nel cuore delle Dolomiti di Brenta.

Dalla Val Rendena alla Valle del Chiese (Tappe F-G)

Il nostro sentiero ti porta infatti nel paese di Caderzone, nel Parco Naturale Adamello Brenta, per visitare il Museo della Malga. Ospitato al pian terreno delle scuderie del Rione Lodron-Bertelli, il museo racconta il lavoro svolto presso gli alpeggi sparsi sul territorio delle Giudicarie: dal pascolo, alla mungitura, fino alla trasformazione del latte in prodotti caseari. Il modo migliore per conoscere a fondo la quotidianità della vita in malga.

Circa quaranta minuti di auto ti separano dalla Val Rendena alla Valle del Chiese, dove si trova la prossima tappa: la Casa Museo Marascalchi, nel paese di Cimego. Dentro trovi ancora gli arredi e gli oggetti che un tempo venivano utilizzati dalla omonima famiglia giudicariese, emigrata nel 1962. Hai l’impressione che il tempo si sia cristallizzato per mostrarti uno stile di vita che sembra molto distante da noi, ma che ancora è vivo in questi luoghi e nella memoria degli anziani.

Tra cimbri e mocheni (Tappe H-I-L-M)

Se all’inizio del nostro sentiero ti abbiamo fatto conoscere la lingua dei ladini e le loro tradizioni, ora ti mostreremo due luoghi simbolo della cultura cimbra e di quella mochena, le altre minoranze linguistiche del Trentino.

Cominciamo con il fare la conoscenza dei cimbri, visitando la Casa Museo Haus Von Prükk, a Luserna. Nata dal restauro conservativo di una antica dimora contadina cimbra risalente all’Ottocento, oggi conserva arredi, abiti e oggetti in uso il secolo scorso.

Dopo aver conosciuto i cimbri, sei pronto per "fare amicizia" con i mocheni. Per farlo, ti apriamo la porta di un’altra abitazione: la Casa Museo Filzerhof, nel comune di Fierozzo, nella Valle dei Mocheni. Si tratta di un maso trasformato in museo etnografico, che ben racconta l’organizzazione rurale dei mòcheni, coloni di lingua tedesca insediatisi nella valle a partire dal Duecento.

Il tuo viaggio sulle tracce delle tradizioni trentine si conclude nel cuore della Valsugana, per visitare il Museo etnografico Collezione Tarcisio Trentin, nel comune di Telve di Sopra. le sue sale ospitano una raccolta di oltre 2.000 oggetti che documentano la vita quotidiana che si svolgeva in Valsugana. 

In questo sentiero ti abbiamo accompagnato solo in alcuni dei nostri musei etnografici. In Trentino ce ne sono molti altri che aiutano a mantenere viva la memoria del nostro territorio, raccontando chi eravamo, per guardare il presente con occhi più consapevoli.

Scopri tutti i musei sulle tradizioni popolari in Trentino!

Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina

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Museo Ladino di Fassa

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Museo della Civiltà Solandra | © Foto Archivio Apt Val di Sole

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Haus von Prükk - Luserna

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Filzerhof e mulino De Mil

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Pubblicato il 19/10/2020