Rovereto e Vallagarina: il quarto tratto de Il Sentiero della Pace

Dal Rifugio Damiano Chiesa al Rifugio Achille Papa, passando per Rovereto

Il quarto tratto del Sentiero della Pace inizia e finisce in quota - dal Rifugio Damiano Chiesa fino al Rifugio Achille Papa – ma, nelle sue sette tappe, scende, sale e ridiscende più volte. Sarai così in vetta, con viste aperte sul lago di Garda, la Vallarsa e la Valle dell’Adige e poi nei paesi del fondovalle, come Mori, Isera e la più grande Rovereto. 

I 126 km di questo quarto tratto ti portano a vedere da vicino i luoghi della Grande Guerra di questa parte di Trentino. Trincee, resti e camminamenti, che lungo il percorso possono aiutare a recuperare la memoria di un passato e a consolidare uno spirito di pace. Ci sono anche rifugi, prati verdi, piazzette storiche e musei. Un percorso da affrontare a piedi e, per alcuni tratti, anche in mountain bike, comunque sempre col passo misurato e tranquillo del trekking di montagna. 

Questo tratto del Sentiero della Pace può essere percorso in sette giorni.

Prima di incamminarti, ti consigliamo di leggere con attenzione le norme della prudenza in montagna e consultare in anticipo i gestori dei rifugi per avere la certezza che siano aperti e che abbiano posto per pernottare. 

Sentiero della Pace: tratto 4 | Rovereto e Vallagarina

Tappa 1: Dal Rifugio Damiano Chiesa a Mori

Dalla vetta del Monte Altissimo fino al paese Mori ci sono ben 39 km! Una tappa sicuramente lunga, ma che è quasi tutta in discesa, mai ripida né difficile. Se inizi a percorrerla con questo pensiero, gambe e mente si avvieranno senza indugi. 

Lungo il cammino, potresti vedere, in volo o a riposo, uno dei lepidotteri più iconici dei pascoli alpini: la grande farfalla bianca punteggiata di nero e rosso, la Parnassius apollo. Il Monte Baldo, mondo prezioso e raro che custodisce specie botaniche uniche al mondo, è l’habitat ideale per questa farfalla.  

Appena prima di Polsa, trovi un esempio di impluvio artificiale, uno tra i pochi ancora osservabile nella sua interezza. Se non sai cos’è, eccoti una breve descrizione! Si tratta di un’estesa superficie squadrata lastricata di pietra, obliqua e adatta a raccogliere l'acqua, filtrarla e convogliarla in grossi serbatoi posti più a valle. Frutto dell’ingegno umano durante la Grande Guerra per evitare di aspettare lenti e modesti rifornimenti, che sarebbero bastati solo per pochi giorni.   

Dopo dolci saliscendi e ampi panorami, l’ultimo tratto rimasto attraversa piccoli borghi fino poi ad arrivare senza fatica al paese di Mori. È piacevole stare nelle varie piazzette per rifornire la borraccia di acqua fresca delle fontane oppure scegliere un bar per un meritato ristoro. Magari un buon panino con salumi e formaggi locali.  

Tappa 1

Dal Rifugio Damiano Chiesa a Mori
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Tappa 2: Da Mori a Ronzo Chienis

La seconda tappa del quarto tratto è intensa, ma varia e stimolante. Riprendi quota e raggiungi la cima del Monte Creino, con le sue viste generose e i resti intatti delle trincee e dei bunker. 

La vetta del Monte Creino conserva alcune delle trincee meglio conservate dell'intero Sentiero della Pace, osservatori e parte di ampi complessi abitativi. Seppure a rischio naturale di crollo, questi luoghi sono aperti ed esplorabili.  

Dopo i monumenti al dolore, la seconda tappa si conclude a Ronzo Chienis, in Val di Gresta. Questa piccola valle è “l'orto del Trentino”.  Il clima mite del Garda arriva fin quassù, e permette di coltivare grano e verdure ad altitudini insolite. Qui si pratica l'agricoltura sostenibile da almeno ottant’anni, cioè da quando si volle istituire un consorzio agricolo locale attento sia alla qualità dei prodotti sia al portafoglio dei coltivatori. 

Tappa 2

Da Mori a Ronzo Chienis
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Sentiero della Pace: tratto 4 | Rovereto e Vallagarina

Tappa 3: Da Ronzo Chienis a Rovereto 

Nella terza tappa del quarto tratto sali da Ronzo Chienis fino alla vetta del Monte Biaena, e poi giù fino al fondovalle.  
 
Sulle colline di Isera si allungano i festoni dei vigneti. La produzione tipica di Isera è il fruttato Marzemino, vino fra i più nobili del Trentino e già citato nel Don Giovanni di Mozart. A Isera il ponte sull’Adige segna simbolicamente la prima metà del Sentiero della Pace.  

La fine della terza tappa è Rovereto, la ‘Città della Pace’. In città puoi visitare splendidi musei, come il Mart, il Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, il Museo Storico Italiano della Guerra e la Casa d’Arte Futurista Depero. 

Tappa 3

Da Ronzo Chienis a Rovereto
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Tappa 4: Da Rovereto al Rifugio Monte Zugna 

La quarta tappa non è troppo lunga, ma è sicuramente intensa. Dal centro di Rovereto sali fino al Rifugio Monte Zugna. E allora gambe in spalla! 

Ti consigliamo, all’inizio del percorso, una piccola deviazione per vedere da vicino, sul Colle di Miravalle, la Campana dei Caduti. Fusa con il bronzo dei cannoni delle nazioni che hanno partecipato alla Prima guerra mondiale, i suoi 100 rintocchi diffondono ogni sera un messaggio universale di pace. 

La pendenza non dà tregua, si arrampica sul versante fino su al Monte Zugna. Quando si apre il bosco, ecco la bella Vallarsa con le bastionate del Monte Corno Battisti e la cuspide del Monte Cornetto. Prosegui e incontri, lungo il percorso, i resti del "Trincerone", la linea di difesa italiana durante la Grande Guerra, dove nella primavera del 1916 si infranse l’offensiva austro-ungarica nota come Strafexpedition.  

Il Rifugio Monte Zugna è in una piacevole radura. Prima del pranzo (la polenta con funghi è davvero golosa!), i prati verdi sulla Valle dell’Adige sono il posto migliore per riprendersi dalla fatica della salita. 

Tappa 4

Da Rovereto al Rifugio Monte Zugna
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Sentiero della Pace: tratto 4 | Rovereto e Vallagarina

Tappa 5: Dal Rifugio Monte Zugna al Rifugio Fraccaroli 

Questa tappa è splendida, di giusta fatica, ma con grandi panorami. La risalita dell'irta Val di Gatto con il Carega apre le porte delle Piccole Dolomiti. 

Tra Passo Buole e il Rifugio Fraccaroli, tra giugno ed agosto, è tutta una profusione di stelle alpine, fiore che simboleggia la ruvida bellezza della montagna. Gli eserciti austriaco e tedesco ritenevano la stella alpina un simbolo di valore militare e la ricamavano sulle mostrine dei baveri. Al Museo delle Guerra di Rovereto, nella sala dedicata al primo conflitto mondiale, alza lo sguardo verso la Karlsbluse della 25a Compagnia di Alta Montagna dell’esercito austro-ungarico! Vedrai una delicata stella alpina metallica adornare il grigio colletto della giubba di un cecchino. 

Il Rifugio Fraccaroli, destinazione finale di questa quinta tappa, è appena sotto la cima del Carega, imperdibile al tramonto o all’alba e, se limpido, lascia intravedere persino l’Adriatico. 

Tappa 5

Dal Rifugio Monte Zugna al Rifugio Fraccaroli
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Tappa 6: Dal Rifugio Fraccaroli al Rifugio Achille Papa 

In questa tappa prevalentemente in discesa, è imperdibile il passaggio ai piedi del gruppo del Sengio Alto, la catena delle Piccole Dolomiti con il torrione del Cornetto. Se hai esperienza, puoi percorrere la spettacolare cresta, per una variante più tecnica e impegnativa.  

Ai piedi del Monte Cornetto, presso i vasti pascoli della Malga Boffetal, trovi il “Bovetal Boulder Park”, un vasto comprensorio di massi erratici di varie dimensioni adatti alla pratica del bouldering - la disciplina sportiva, sorella dell’arrampicata in falesia. Perché allora non sfruttare queste immani rolling stones per approcciare la pacifica arte dell’arrampicata?  

Prima di arrivare al Rifugio Achille Papa, vale la pena fermarsi, godersi il paesaggio e, soprattutto, esplorare la vicinissima Strada delle 52 Gallerie, autentico prodigio ingegneristico militare. La costruzione della Strada delle 52 Gallerie sul Pasubio rappresenta un vanto internazionale dell'esercito italiano, considerata la complessità dell'impresa e l'efficacia dei risultati. 

Tappa 6

Dal Rifugio Fraccaroli al Rifugio Achille Papa
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Sentiero della Pace: tratto 4 | Rovereto e Vallagarina

Tappa 7: Dal Rifugio Achille Papa al Rifugio Lancia 

L’ultima tappa del quarto tratto del Sentiero della Pace è molto corta, molto piacevole, di grande rilievo storico e alto impatto emotivo. Tra il Dente Italiano e quello Austriaco, attraversando i crateri delle bombe e delle mine, puoi toccare con mano la tragedia della guerra. 

Sulla vetta del Dente Austriaco, girati verso la linea italiana! ‘… lo sconvolgimento del Dente Italiano è così innaturale ed i massi proiettati in alto dall’esplosione continuano a sfidare le leggi della gravità tanto che, se la nebbia è complice, sembrerà la mina appena esplosa.’ (da La Grande Guerra e Il Sentiero della Pace – Claudio Fabbro) 

Tappa 7

Dal Rifugio Achille Papa al Rifugio Lancia
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Published on 11/04/2024