Perché in Trentino si vive bene

Che sia per trascorrere qualche giorno nella natura, per fare sport, per lavorare, per imparare, o anche solo per testare la buona cucina, quella in Trentino è un’esperienza di qualità. Lo dice l’Italia, che sceglie la provincia di Trento non solo per il turismo, ma per il tenore di vita; lo conferma l’Europa, che certifica l’impegno provinciale nella direzione della sostenibilità

Quali sono gli ingredienti per una qualità della vita “elevata”? Indubbiamente servizi e infrastrutture che funzionano, un’economia differenziata e dinamica, un’istruzione eccellente e una tensione costante, di investimenti e impegno, in innovamento e sviluppo. Senza tralasciare la presenza di risorse, un ambiente curato e attivamente gestito e, certamente, la bellezza del contesto naturale. Tutte qualità che Trento, seconda fra le 110 città italiane analizzate per qualità della vita nel 2017, ha confermato con orgoglio di possedere.

 

Se si parla di qualità ambientale, Trento sbaraglia 109 città italiane aggiudicandosi, secondo la statistica dell’Università La Sapienza di Roma, il primo posto. Parchi naturali e Reti di riserve, patrimoni UNESCO e Riserve della biosfera, siti Natura 2000 e riserve provinciali: una composizione di aree protette che complessivamente copre oltre il 30% del territorio. Ma la protezione, fra queste montagne, non è solo un fatto di regole e divieti: è un modus vivendi adottato dalle comunità che le abitano per garantire, in ogni aspetto della propria esistenza, una tutela attiva e partecipata. Ecco perché in Trentino tutto, dalle produzioni agricole a quelle artigianali, dall’utilizzo delle risorse all’educazione, dalla gestione delle attività turistiche allo sport, concorre agli obiettivi di conservazione. Una visione riconosciuta di recente anche a livello europeo: dopo i due Parchi naturali (Adamello Brenta e Paneveggio Pale di San Martino), ad ottobre 2017 anche il sistema delle Reti di riserve ha ottenuto la Carta Europea del Turismo Sostenibile, a conferma di come natura, paesaggio e qualità ambientale siano centrali tanto nell’agenda politica, quanto nella sensibilità comune del Trentino.

E una buona gestione non può che dare buoni risultati, come attestano le bandiere blu assegnate nel 2017 - 10 delle 342 migliori spiagge italiane appartengono a laghi trentini - e le bandiere arancioni del Touring Club. Cinque paesi trentini sono stati inseriti tra "I borghi più belli d'Italia", luoghi speciali, dove la sostenibilità ambientale, la tutela del territorio, il patrimonio artistico-culturale e la qualità dell’accoglienza si uniscono per regalare autenticità al viaggio.

 

Con un numero di visitatori che supera i 5 milioni all’anno sono in molti, in Trentino, a impegnarsi su un unico fronte comune: fare del turismo un’esperienza sostenibile. Come? Mediante risparmio energetico ed idrico, riduzione degli impatti, promozione dei prodotti a km 0 e miglioramento paesaggistico. Sono queste alcune delle scelte adottate da Comuni, aziende, aree protette, attività produttive, hotel, ristoranti e rifugi in quota per garantire un equo utilizzo delle risorse e dar modo ai propri ospiti di partecipare attivamente alla tutela del territorio.

Diversi marchi certificano questo forte e coordinato impegno: alcuni come Qualità Trentino, Ecoristorazione Trentino, Slow Food, Green Way Primiero, EMAS e PEFC, sono sempre esposti e visibili: per chi vive o visita questa parte d’Italia rappresentano dunque una garanzia di qualità, ma anche un prezioso strumento per partecipare allo sviluppo sostenibile e alla tutela dell’eccezionale patrimonio naturale di questa regione.

 

Per ottenere risultati di qualità così elevati è necessaria una altrettanto alta qualità educativa. Ai primi posti delle classifiche nazionali e ben piazzata anche in quelle internazionali, anche l’Università trentina si aggiudica, non a caso, un voto eccellente sia per la qualità dell’istruzione, sia per l’elevata capacità di autofinanziamento, per la forte volontà e capacità di aprirsi all'Europa e al mondo, per il successo riconosciuto nella ricerca scientifica e, non ultimo, per la soddisfazione degli studenti.

Un riconoscimento che potrebbe estendersi anche alle quasi 40 realtà di ricerca pubbliche e private, articolate in centri, progetti congiunti, laboratori nazionali, spin off e start up, che oggi impiegano 3800 addetti, a testimonianza di come il Trentino abbia scelto di investire buona parte della sua fiducia, tradotta in investimenti e impegno, nella ricerca come motore di innovazione e sviluppo. Perle all’occhiello, in questo panorama di eccellenza, le Fondazioni Edmund Mach e Bruno Kessler nonché il MUSE - Museo delle Scienze, la cui attività scientifica è riconosciuta a livello internazionale.