PERCORSI TRA PASSATO E CONTEMPORANEITÀ

La memoria del Concilio tridentino al Castello del Buonconsiglio, le avanguardie artistiche al MART, la metafora della montagna per spiegare la scienza al MUSE, il lavoro in montagna nelle collezioni del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina i tesori dell'arte sacra al Museo Diocesano Tridentino, il nuovo Spazio Melotti del Museo Civico di Rovereto

Si passeggia nelle sale dove i potenti Principi Vescovi ricevevano i delegati del Sacro Romano Impero; si attraversano logge e cortili sulle tracce del Cardinale Bernardo Clesio, l'illuminato signore artefice della Trento rinascimentale. Vetro, acciaio, avveniristiche cupole e architetture ecosostenibili ci accompagnano nel viaggio tra le opere dei maestri delle maggiori correnti artistiche del '900 italiano e internazionale, o tra le installazioni interattive dedicate al sapere scientifico e al territorio. Visitare i musei del Trentino, le collezioni permanenti o quelle temporanee, equivale a sfogliare un libro di storia dell’arte e dell’architettura, camminando nel tempo dal Rinascimento all’epoca contemporanea.

 

Al Castello del Buonconsiglio, architetture, stili e storie a confronto

Il monumentale Castello del Buonconsiglio è stato il simbolo stesso del potere: la residenza dei Principi Vescovi trentini, direttamente nominati dagli imperatori del Sacro Romano Impero tra il 1200 e la fine del 1700. Qui la storia scorre nella successione degli stili e delle architetture, che convivono senza sovrapporsi: un effetto scenografico potente e rivelatore. Dall'imponente mastio cilindrico che caratterizza il nucleo più antico del Castelvecchio e la loggia in stile gotico-veneziano affacciata sulla città, si passa al rinascimentale Magno Palazzo attraverso la barocca Giunta Albertiana. Da non perdere assolutamente la Torre dell'Aquila dove si ammira il “ciclo mesi”, capolavoro del gotico internazionale.

In concomitanza con i lavori di riallestimento del castello previsti nel corso del 2018 il Museo proporrà due mostre “dossier”. Il 22 giugno sarà inaugurata la rassegna Madonna in blu. Una scultura veronese del Trecento, dedicata ad una rarissima scultura in pietra policroma del Trecento, tra le pochissime testimonianze rimaste di scultura lapidea veronese del Trecento a Trento. Proveniente dal complesso agostiniano di San Marco, la Madonna è stata ora restaurata e ricondotta alle sue splendide cromie originali. Su tutte la veste blu di azzurrite che ne fa un unicum nel panorama artistico nazionale. La mostra sarà l'occasione per presentarla, all'interno del rinnovato percorso museale, nel suo contesto storico, iconografico e stilistico. La seconda mostra al Castello del Buonconsiglio intitolata Sotto il cielo d’Egitto. Un capolavoro ritrovato di Francesco Hayez verrà inaugurata il 9 novembre e sarà visitabile fino al 24 febbraio 2019.

www.buonconsiglio.it

 

Al MART, la piazza dell’arte del ‘900

Il polo museale roveretano è un punto di riferimento internazionale nell'ambito della ricerca e della valorizzazione delle arti figurative contemporanee. Tra le opere che hanno trovato casa al Mart vi sono i capolavori della pittura italiana del XX secolo riuniti nella Collezione Giovanardi.
Fino al 26 agosto è possibile visitare la mostra Viaggio in Italia. I paesaggi dell’Ottocento dai Macchiaioli ai Simbolisti a cura di Alessandra Tiddia. Protagonisti di questa mostra dedicata alla pittura dell’Ottocento sono i panorami del Bel Paese, meta prediletta dei viaggiatori europei impegnati nel tradizionale Grand Tour. L’esposizione attraversa un secolo di ricerche dedicate al paesaggio e ai suoi effetti di luce e colore: dalle esperienze pittoriche maturate nell’Italia meridionale con la Scuola di Posillipo fino ai “paesaggi dell’anima” di tendenza simbolista presentati nelle prime edizioni della Biennale di Venezia, passando per la fondamentale e innovativa esperienza dei Macchiaioli toscani. Le invenzioni tecnologiche che hanno caratterizzato il XIX secolo, come la fotografia, la possibilità di osservare il mondo da nuovi punti di vista (le vedute aeree dalla mongolfiera, per esempio) e una mutata sensibilità segnano l’evoluzione della pittura di paesaggio da un’idea di semplice veduta a quella, più complessa e soggettiva, di visione. In mostra opere di Bezzi, Ciardi, De Nittis, Fattori, Fragiacomo, Gigante, Lega, Signorini.

www.mart.trento.it

 

Il MUSE, la scienza come non l’avete mai vista

Difficile non accostare lo skyline del MUSE, il Museo delle scienze di Trento progettato da Renzo Piano, ai profili delle montagne del Trentino. All'interno il percorso espositivo utilizza la metafora della montagna per raccontare la vita sulla Terra. Si inizia dall'alto: terrazza e quarto piano sono il regno di elementi come il sole e il ghiaccio. Scendendo si approfondiscono le tematiche delle biodiversità, della sostenibilità, dell'evoluzione, fino al piano interrato e alle meraviglie della serra tropicale. Installazioni e scenografie trasformano la visita in un viaggio esperienziale per tutte le età. Per i bambini c’è l’innovativo spazio Maxi Ooh!, dove utilizzare i sensi per toccare, annusare, gustare, vedere e sentire, lasciandosi sorprendere dai segreti della natura.

Fino al 6 gennaio il MUSE ospita la mostra Genoma umano. quello che ci rende unici, l’esposizione che – grazie a un allestimento dal forte impatto scenografico e ad ambientazioni legate alla vita quotidiana - affronta interrogativi che ci riguardano profondamente e sui quali, oggi, è focalizzato un settore importante e promettente della ricerca in campo biologico. Grazie a un percorso interattivo e immersivo - che può contare su numerosi supporti multimediali ed exhibit in grado di toccare le corde più profonde della sensibilità personale - attraverso video e multi-proiezioni di grande impatto scenico e la mediazione dell’arte - la mostra affronta tre questioni fondamentali sul patrimonio genetico umano: quanto conta il DNA, quali altri fattori intervengono nella sua definizione (ad esempio ambiente e stili di vita), come e quanto possiamo intervenire per modificarlo.

www.muse.it

 

Al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina il percorso del lavoro nelle Alpi

Con i suoi cinque piani, le 43 sale e oltre 12 mila oggetti esposti, è il più importante museo etnografico italiano e uno dei più ricchi in ambito europeo e alpino. È ospitato all'interno della antica Prepositura agostiniana di San Michele all'Adige eretta nel secolo XIII. Il convento ha conservato un insolito chiostro triangolare oltre alla preziosa chiesa barocca. Interamente dedicato alle tradizioni popolari trentine, il museo di San Michele celebra il lavoro rurale, le ingegnose e versatili tecnologie comuni a tanti mestieri del mondo contadino. Racconta di un mondo oggi scomparso o profondamente trasformato e che il geniale fondatore del museo, Giuseppe Šebesta, riuscì pazientemente a ricostruire nelle sale dove hanno trovato collocazione anche mulini, magli, segherie veneziane, telai e torni. www.museosanmichele.it

 

Al Museo Diocesano Tridentino, tra i tesori dell'arte sacra

Fin dalla sua fondazione nei primi anni di fine secolo il Museo Diocesano Tridentino si è occupato della salvaguardia del patrimonio artistico della diocesi trentina documentando l’evolversi della vita culturale e religiosa della locale comunità ecclesiale attraverso la conservazione, lo studio e la valorizzazione, anche in chiave pastorale, del patrimonio di arte sacra dell’Arcidiocesi di Trento e dei beni culturali di cui il museo è responsabile. Dal 1963, in occasione del IV centenario del Concilio di Trento, il Museo si è insediato, nel Palazzo Pretorio, l'originaria residenza dei principi vescovi, accanto alla Cattedrale di San Vigilio. Le collezioni del Museo, che coprono un arco cronologico compreso tra il XIII e il XIX secolo, danno conto della ricca produzione artistica locale destinata ai luoghi di culto della diocesi. Al museo compete anche la custodia della basilica paleocristiana di San Vigilio e dei reperti archeologici rinvenuti nel corso degli scavi nel sottosuolo della Cattedrale.

www.museodiocesanotridentino.it

 

Al Museo Civico Rovereto per viaggiare dalla preistoria ai robot

La varietà degli interessi coltivati al suo interno - scienze naturali, archeologia, arti figurative e tecnologia - ne ha fatto un punto di riferimento per la vita civile, economica e culturale di Rovereto. Il museo si articola in sette sezioni (archeologia, arte, botanica, fisica, numismatica, scienze della terra, zoologia), diverse tra loro per ambiti di ricerca, ma unite profondamente dalla volontà di realizzare una nuova forma di istituzione museale, nella quale non solo la conservazione della memoria e la valorizzazione delle collezioni storiche, ma anche l'apertura ai servizi e alle nuove tecnologie per la tutela e lo studio del territorio possano trovare uno spazio adeguato. La Fondazione Museo Civico di Rovereto ha attuato da tempo una strategia di "musealizzazione diffusa" che l'ha portata a muoversi con efficacia sul territorio, varcando i confini istituzionali delle sale museali. L'esempio più recente è l'apertura nel settecentesco palazzo Alberti Poja in Corso Bettini, accanto al MART, del nuovo Spazio Fausto Melotti, scultore, ceramista, appassionato musicista, autore di poesie e aforismi, uno dei più celebri artisti italiani del Novecento, nato a Rovereto nel 1901. La selezione di opere in mostra comprende disegni, sculture, ceramiche, installazioni polimateriche realizzate tra il 1930 e il 1980, provenienti dalla Collezioni del MART.

www. fondazionemcr.it