Rolando Trenti - Kailedoscope Caleidoscopio

ROLANDO TRENTI / KALEIDOSCOPE - CALEIDOSCOPIO

VATTARO / PALAZZO BORTOLAZZI / SALA CONSILIARE / 29 GIUGNO – 10 AGOSTO 2018 INAUGURAZIONE VENERDI 29 GIUGNO ORE 18.00

 

Cromatismo, leggerezza, stupore, trasparenza, metamorfosi, sono alcuni degli elementi che attraversano tutta la ricerca pittorica di Rolando Trenti, figura centrale dell’arte contemporanea trentina del secondo Novecento, al quale il comune di Altopiano della Vigolana dedica una mostra dall’evocativo titolo “Kaleidoscope/Caleidoscopio”. Il caleidoscopio, una macchina ottica tanto semplice nel suo meccanismo di funzionamento quanto affascinante per le infinite combinazioni visive ch’è in grado di generare, viene assunto come metafora dei processi operativi e poetici che hanno caratterizzato il lavoro di Trenti durante tutte le molteplici fasi del suo singolare e complesso percorso. La mostra è stata realizzata, attraverso il particolare allestimento curato dall’architetto Alessandro Passardi, come una sorta di piano-sequenza lungo il quale una ventina di opere, appartenenti a cicli pittorici differenti, dialogano organicamente tra loro grazie ad una collocazione che prevede differenti piani prospettici, modulati e alternati in un unico spazio visivo.

Attuata lungo la superficie della tela o della carta, distese in orizzontale sul pavimento, utilizzando pigmenti spesso diluiti con l’acqua, nella sua pittura Rolando Trenti ha sempre tenuto fede ad un principio di profondità, di orizzonte “allargato”, che si realizza attraverso un equilibrio raffinatissimo di rarefazione e di concentrazione dei colori, dei segni, delle presenze che abitano le sue opere. Non si tratta solo di una dinamica di ordine puramente compositivo e spaziale, ma anche e soprattutto della sensibilità con la quale l’artista ha saputo inserire nell’opera un gradiente temporale e psicologico, l’urgenza e la necessità di dare forma ad un processo di interiorizzazione dei luoghi e dalle esperienze - fisiche ed emotive - dalle quali nascevano le immagini che davano forma ai suoi cicli pittorici.

In quasi quarant’anni di attività, un dato forse è rimasto costante nella ricerca di Trenti: pensare il quadro, l’opera, come un luogo sensibile, come una “finestra” aperta contemporaneamente su due direzioni, quella esterna e quella interna, luogo d’incontro e di sovrapposizione tra la dimensione del reale e quella dell’immaginario, tra la fisicità dell’esistente e la sua trasfigurazione poetica.

Vicinanza e lontananza, movimento e sospensione, presenza e assenza, alla base del suo operare vi è sempre stata un attitudine dialettica, la volontà di attuare una visione nitida ed equilibrata, eppure sempre misteriosa, laterale, sfuggente, mai definitiva.

In tal senso risulta esemplare l’attenzione dedicata dall’artista al tema del paesaggio. Nei lavori di Rolando Trenti il paesaggio sembra infatti essere una costante ideale, oltre che visiva, un punto verso il quale direzionare la propria sensibilità e mettersi in una condizione di ascolto e di attenzione. E’ un paesaggio che viene avvicinato con delicatezza e sensibilità, secondo visioni molteplici che si articolano tra vicinanza e lontananza, tra l’osservazione precisa e la deriva poetica. Nei differenti cicli pittorici lungo i quali si è realizzata la sua ricerca, Trenti è infatti riuscito ad attraversare quel complesso insieme di suggestioni fisiche ed emotive che ne costituiscono la forma, sempre mutevole, e a fare emergere la complessità che il paesaggio racchiude e della quale noi diveniamo gli stupefatti visitatori.

In tal senso il reale che ci circonda entra nei lavori di Trenti uscendone trasfigurato, in un gesto quasi da alchimista, capace di raccogliere la leggerezza del vento, di sospendere il brulichio dell’acqua, estrarre il cristallo da un cielo turchino. Le presenze che attraversano i suoi dipinti sono le forme che riemergono dalla natura come dalla memoria, tracce che costituiscono una sorta di archeologia del presente. Dal paesaggio naturale alle planimetrie delle città, dalle trasparenze alchemiche dei cristalli, dell’acqua e dell’aria, alle suggestioni poetiche delle aree industriali dismesse, l’attenzione di Trenti si è sempre rivolta a tutto ciò che racchiude un movimento sospeso, una storia da ricostruire attraverso la decantazione e il ricordo, all’immediatezza di un segno che racchiude una complessità da decifrare, qualcosa di vivo, dinamico, metamorfico. Il suo lavoro pare attraversato da suggestioni che possono essere percepite ma non fissate, trattenute ma non descritte, libere dalle leggi della gravità fisica, dove anche le parole, talvolta, risultano superflue.

 

Orari apertura:

Lunedì chiuso
Martedì 15-18
Mercoledì 10-12
Giovedì 15-18
Venerdì 15-19
Sabato 15-19
Domenica 10-12

 



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