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UNO SPAZIO TRENTINO NEL MUSEO DEL PAPA MONTANARO

Il santuario-museo Jana Pawla II di Cracovia è il più importante complesso al mondo dedicato alla figura e all’opera di San Giovanni Paolo II. Nella parte museale, la Provincia autonoma di Trento, attraverso Trentino Marketing, ha allestito una sezione permanente dedicata alla memoria del legame profondo che univa il Papa “venuto di lontano” con il Trentino e le sue montagne

Si rafforza il legame fra il Trentino e la Polonia nel ricordo di San Giovanni Paolo II, il Papa che durante il suo lungo pontificato visitò la nostra terra per ben cinque volte, suscitando sempre grandi emozioni e riuscendo a regalare persino quell'immagine inconsueta di sciatore che fece il giro del mondo quando, nel luglio del 1984, raggiunse il Rifugio Caduti dell'Adamello al Passo della Lobbia in compagnia dell'allora presidente della Repubblica, Sandro Pertini.

A Cracovia, all’interno del Centrum Jana Pawla II, il più importante museo-santuario al mondo dedicato al ricordo della figura e dell’opera del papa polacco, il 21 settembre é stata inaugurata una sezione permanente dedicata a questo legame fra San Giovanni Paolo II e la terra trentina.

Il museo-santuario Jana Pawla II sorge proprio nel luogo nel quale un tempo si trovava la cava della “Solvay” dove Karol Wojtyla aveva lavorato in gioventù. Un complesso di edifici imponente, interamente dedicato alla storia, alla vita e all'azione del Papa polacco santificato dalla Chiesa nel 2011, di cui sono parte il santuario, il museo, un centro conferenze, l’Istituto Giovanni Paolo II e un centro di ritiri.

Una breve cerimonia religiosa officiata dall’Arcivescovo metropolita di Cracovia Marek Jędraszewski nella chiesa interna al Centro, accompagnata dai canti del Coro Cima Tosa, ha preceduto il momento ufficiale dell’inaugurazione.

Erano presenti oltre all’Arcivescovo di Cracovia, il Presidente del Santuario Jan Kabziński, l’Assessore alla cultura della Provincia autonoma di Trento, l’Amministratore unico di Trentino Marketing Maurizio Rossini, il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Ugo Ruffino, per la Fondazione Stava Clemente Deflorian e il Console onorario per la Polonia in Trentino Walter Cappelletto. Successivamente al taglio del nastro il Coro Cima Tosa si è nuovamente esibito per i presenti.

I contatti avviati dalla Provincia autonoma di Trento con i responsabili del Centro Jana Pawla II erano approdati due anni fa alla sottoscrizione di un accordo di collaborazione che ha avviato l’iter del progetto. Ora questo percorso è giunto al termine con l’inaugurazione della sezione dedicata al Trentino.

L’intento dell’allestimento che occupa uno spazio di circa 370 mq ed è stato interamente realizzato dal Servizio per il Sostegno Occupazionale e la Valorizzazione Ambientale della Provincia autonoma di Trento, è non solo di raccontare, ma di far percepire ai visitatori con tutti i loro sensi il legame intimo tra il Papa Karol Wojtyla ed il Trentino, con il suo paesaggio e con i suoi abitanti.

Papa Giovanni Paolo II ha visitato cinque volte il territorio trentino, tra l’agosto del 1979 e l’aprile del 1995, e queste sue visite si sono legate fortemente alla storia di questa terra e del suo popolo. Eventi che la popolazione trentina ha vissuto con emozione e che hanno lasciato ricordi indelebili nel tempo e che si sono impressi nella memoria del popolo trentino. Una fra tutte l’immagine del Papa inginocchiato nel cimitero di Tesero davanti alla lapide con i nomi delle 268 vittime di Stava.

Non a caso il simbolo scelto per la mostra è l’impronta di una scarpa da montagna degli anni ’70 - ‘80. L’impronta rispecchia i segni che le visite di Papa Giovanni Paolo II hanno lasciato lungo il suo cammino e soprattutto all’identità della comunità trentina. È però anche simbolo del forte rapporto del personaggio Karol Wojtyla con le montagne di questa terra, le camminate che ha fatto lungo i sentieri, le strade e le vie che ha percorso, le sciate sui ghiacciai e le orme che ha lasciato nei rifugi dove s’intratteneva assieme alle guide alpine locali. L’impronta è perciò il simbolo del legame tra il territorio trentino ed il personaggio che amava le sue montagne e vedeva in loro il mezzo per sentirsi fisicamente più vicino al cielo. Ma è anche il simbolo del modo più antico con il quale scoprirle grazie al camminare, attraverso un percorso senza scorciatoie.

Nell’allestimento questo ricordo è affidato a foto dalla grande forza comunicativa. E poi documenti, grandi pannelli fotografici bifacciali che riproducono i paesaggi montani trentini più legati alle visite del Papa polacco, ma anche immagini d’archivio e alcune video-testimonianze di quanti hanno vissuto le visite del Papa. Due bacheche espongono anche le rocce toccate dai piedi del Papa in Trentino, il granito dell’Adamello, la dolomia della Marmolada, il porfido di Stava, la pietra rossa del Duomo di Trento e altri artefatti d’epoca legati alla montagna.

Il centro sarà aperto ai visitatori nelle prossime settimane.

(p.p.)

Trento, 21 settembre 2018



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