AVVENTO E CARNEVALE NELLA CULTURA DEL TERRITORIO

Il fascino dei Presepi lignei e delle colorate "mascherate" All'origine dei costumi e dei riti che animano le comunità nelle valli trentine da dicembre a febbraio, il periodo che corre tra l'Avvento, il Natale e il Carnevale vi è un ancestrale rapporto con la natura e i suoi elementi capaci di influenzare nel bene e nel male la vita di queste popolazioni: Esperienze originali tenute vive grazie all'impegno di Associazioni culturali locali

I presepi artigianali

Espressione della religiosità popolare evocata con originalità e fantasia i presepi del Trentino nelle settimane di Avvento vengono allestiti all’aperto o nelle chiese. Realizzati utilizzando i materiali più vari, i più pregiati sono in legno ed evidenziano l’abilità degli artigiani locali.

A Tesero, in Val di Fiemme (www.presepiditesero.it), la raffigurazione della Natività si ripete per le vie del paese da oltre quarant’anni. Sono un centinaio le composizioni collocate tra le case, negli avvolti e nelle cantine, sotto archi e porticati sulle fontane in pietra. Un percorso di circa un’ora attraversa il paese toccando in successione i diversi presepi illuminati dal tardo pomeriggio fino alla mezzanotte. Meta finale, piazza Cesare Battisti, dove è allestita la raffigurazione della Natività con statue a grandezza naturale come quelle più volte esposte in Piazza San Pietro a Roma.

Da oltre vent’anni il paese di Miola, sull’Altopiano di Pinè, si trasforma nel “Paés dei presepi” ospitando dall’8 dicembre al 7 gennaio tantissime rappresentazioni realizzate dalle famiglie negli antichi portici, nelle finestrelle delle stalle, all’interno degli avvolti e delle fontane.

In Val di Sole, precisamente ad Ossana, viene organizzata l’iniziativa “Presepi e musica”, che dal 1 dicembre al 7 gennaio propone un itinerario a tema segnalato da un suggestivo percorso di luce alla scoperta di cento presepi attraverso il centro storico e fino al castello di Ossana. Si potranno così ammirare tante piccole opere d’arte realizzate con materiali insoliti quali stoffa, legno, sementi o foglie di granoturco.

Tra storia e tradizione ecco i carnevali più curiosi

Centinaia di maschere, costumi dei più bizzarri, carri allegorici, scherzi, lanci di coriandoli, musica e l'immancabile profumo dei dolci tipici - grostoi e frittelle - e del vin brulè che pervade le strade dei paesi: anche in Trentino "semel in anno licet insanire" in occasione del Carnevale, e la tradizione nelle valli alpine si carica di significati e riti ancestrali, legati soprattutto alle originali figure e personaggi che li animano, legate al rapporto stretto delle popolazioni con gli elementi ed ai cicli naturali.

Particolrmente caratteristico il Carnevale Ladino, nel suggestivo scenario delle Dolomiti della Val di Fassa, in programma dal 17 gennaio al 13 febbraio tra le tradizionali “mascherèdes”, spettacoli satirici nell'antica lingua locale e le sfilate di "Bufòn", "Marascons" e "Lachè", che indossano le tipiche maschere di legno realizzate dagli artigiani scultori della valle, eredi di un’arte antica e sempre viva.

Il Carnevale dei Matòci, in calendario il 10 febbraio in Val di Fiemme, ripropone invece l’antica usanza dei cortei nuziali e divenuta espressione carnevalesca già ai primi del '900. Nella frazione di Valfloriana protagonisti personaggi che indossano abiti dai colori sgargianti, per l’appunto i Matòci, agghindati con fiocchi e coccarde e il volto coperto dalle facère, le tradizionali maschere in legno.

Il Carnevale di Grauno in Val di Cembra, in programma dal 9 al 13 febbraio, rappresenta un vero e proprio filo diretto con epoche passate. È un rito animato dai giovani del paese e che culmina il martedì grasso con l’accensione del grande albero, elemento di antichi riti precristiani di propiziazione e di fecondità. Questo momento conclusivo è preceduto da un complesso rituale che prevede il prelievo del pino dalla montagna soprastante, il suo trascinamento in piazza, la rappresentazione di una commedia con la “condanna” dell’ultimo maschio andato sposo al battezzo del pino e quindi l’innalzamento del maestoso albero nella “Busa del Carneval”.

Il Carnevale asburgico di Madonna di Campiglio dal 12 al 16 febbraio, permette invece di rievocare i fasti e lo spirito dell'epoca che vide la principessa Sissi e l’imperatore Francesco Giuseppe soggiornare nella località, proiettandola nell'elite delle destinazioni del turismo alpino più di moda. Momento clou di questo appuntamento il Gran ballo imperiale nello splendido Salone Hofer, fra dame e principi asburgici in splendidi abiti e gli immancabili valzer.

Fra le palme dei viali di Arco si svolge la più grande e spettacolare sfilata dei carri allegorici del trentino, mentre il centro storico dal 3 all'11 febbraio si trasforma in un vero parco dei divertimenti per i più piccoli animato dall’allegria di trampolieri, clown e giocolieri.