Quali mostre vedere in Trentino?

Dai paesaggi urbani di Berengo Gardin al Mart alla musica nelle corti al Buonconsiglio

Fotografia d'autore, musica nelle corti europee, biodiversità e arte contemporanea: sono questi alcuni dei temi al centro delle mostre dell'autunno culturale del Trentino. Ecco quelle da mettere subito in agenda.

Il Mart di Rovereto guida la stagione con la mostra “Mondi da abitare”, dedicata a Gianni Berengo Gardin e ai suoi celebri paesaggi urbani. Sempre al Mart, dal 28 novembre, la mostra "Fronti opposti. Arte italiana tra Guttuso e Vedova", dedicata alla scena artistica del secondo dopoguerra.

A Trento il Castello del Buonconsiglio risuona con la mostra “Il potere della musica”, un viaggio per scoprire il ruolo che la musica ha rivestito nelle corti tra il XV e il XVII secolo. Il MUSE, invece, nel suo spazio Agorà ospita “Il Parlamento della biodiversità”, progetto che invita a immaginare una forma di rappresentanza anche per le altre specie che condividono con noi il pianeta.

Poco distante, Palazzo delle Albere ospita "Flowing Waters. Arte, natura e scienza dell'acqua intorno a noi", una riflessione sull'acqua come elemento essenziale per la vita e risorsa sempre più preziosa.

Completano il panorama due coinvolgenti esperienze immersive: una alle Gallerie di Trento e una al METS di San Michele all'Adige, dove arte contemporanea e patrimonio etnografico si incontrano per affrontare temi di forte attualità come la dignità, la salute e la sicurezza sul lavoro.

Sono le mostre di punta della stagione autunnale, una selezione di appuntamenti che da soli valgono una visita in Trentino. Nel resto dell'articolo scopriamo anche le altre esposizioni in programma sul territorio.

 

MOSTRE A ROVERETO

MOSTRE A TRENTO

MOSTRE  ED INIZIATIVE IN TRENTINO

 


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Info accessibilità in musei e luoghi di cultura

Il Trentino, nei suoi luoghi della cultura, offre molte opportunità di visite guidate accessibili e proposte esperienziali a pubblici con disabilità.

Diverse realtà culturali, oltre all’abbattimento delle barriere architettoniche, hanno creato percorsi multisensoriali e impiegato l’uso della tecnologia per permettere l’accesso e la fruizione alla cultura a tutte le persone. 

Qui trovi le iniziative messe in atto dai principali musei del Trentino

 

COPERTINA: Mostra Flowing Waters, Palazzo delle Albere, Trento - foto di Matteo De Stefano

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PRIMO PIANO

 

IN PRIMO PIANO: Aperto il nuovo spazio espositivo Novecento Trentino '14 '72

Aperto un nuovo spazio espositivo permanente dedicato al Novecento Trentino, nel cuore della città di Trento, in Via Torre d'Augusto, 39. Oggetti, foto, filmati e testimoni raccontano gli anni che vanno dalla prima guerra mondiale al secondo statuto d’autonomia.

Un luogo dove i grandi eventi si intrecciano con le vite quotidiane, costruendo un racconto vivo grazie alle voci e ai volti delle persone che quegli eventi li hanno vissuti. Dal diario di un soldato alla fisarmonica di un emigrato, dal busto di un imperatore alle videointerviste dei testimoni del Novecento. Gli oggetti parlano e le storie di ieri diventano chiavi per comprendere la realtà di oggi, in uno spazio aperto a chiunque voglia leggere il presente partendo dalle tracce del passato.

  • Il percorso si apre con la Grande Guerra, evidenziandone l’impatto sulla popolazione e sul territorio.
  • Segue il periodo tra le due guerre, con la ricostruzione e il ventennio fascista.
  • La terza sezione racconta la partecipazione trentina alla seconda guerra mondiale, l’occupazione tedesca, i bombardamenti e la Resistenza.
  • Il percorso si chiude con le trasformazioni politiche, sociali ed economiche dal 1945 al 1972, con particolare attenzione alle vicende dell’autonomia

 

Info: https://www.visittrentino.info/it/guida/da-vedere/musei/novecento-trentino-14-72

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Mart di Rovereto

 

Da ottobre al Mart la mostra "Gianni Berengo Gardin. Mondi da abitare"

Dal 24 ottobre 2026 al 14 febbraio 2027 il Mart di Rovereto dedica una grande mostra a uno tra i maggiori protagonisti della fotografia italiana, Gianni Berengo Gardin (1930-2025) indagando uno degli aspetti centrali della sua poetica: la vocazione architettonica.

Il progetto insiste sullo sguardo da “urbanista” con cui Berengo Gardin ha osservato il mondo, cogliendo la disposizione geometrica dei luoghi, i volumi dei paesaggi, i giochi di pieni di vuoti che costituiscono gli spazi del vivere quotidiano, l’osmosi tra paesaggio esterno e intimo. Da un lato le costruzioni volumetriche del paesaggio e delle strutture che lo costituiscono; dall’altro il “fattore umano”, le persone che quello stesso ambiente abitano, conoscono, percorrono. I mondi da abitare, sono quindi visioni urbanistiche precise, e insieme poetiche e sognanti, degli spazi costruiti, che accolgono e, nel contempo, vengono vissuti.

Attraverso 150 immagini, provenienti dall’Archivio del fotografo, la mostra si concentra con particolare attenzione tanto sul metodo compositivo, quanto sul lungo e appassionato lavoro di documentazione svolto nei cantieri dei progetti realizzati dai grandi architetti che Gardin frequentò a lungo.

Completano l’esposizione preziosi documenti, provenienti ancora dall’Archivio, e le testimonianze degli architetti con cui Gardin lavorò lungamente.

 

E da novembre la mostra "Fronti opposti. Arte italiana tra Guttuso e Vedova"

Dal 28 novembre 2026 al 4 aprile 2027 il Mart ospita anche la mostra "Fronti opposti. Arte italiana tra Guttuso e Vedova", che approfondisce il periodo del secondo dopoguerra, dalla Biennale di Venezia del 1948, con la quale l’Italia torna a dialogare con il sistema dell’arte internazionale, alla Biennale del 1964, che celebrerà la rivoluzione della Pop Art americana.

Anni durante i quali si sviluppano due correnti principali: una figurativa e una più astratta. Se la prima tende al realismo sociale, perseguendo intenti politici ideologici che credono nella funzione civile e morale dell’arte, raccontando il mondo del lavoro, la condizione umana, la guerra e la ricostruzione; la seconda, informale, si concentra sull’energia vitalistica e drammatica del gesto pittorico che, ugualmente, è manifestazione di un pensiero filosofico e politico.

Protagonisti Renato Guttuso ed Emilio Vedova. Il confronto tra questi artisti apre la strada a una vitale sperimentazione che culmina nell’opera radicale di tre artisti che restituiranno all’arte italiana la sua posizione internazionale: Lucio Fontana, Alberto Burri e Piero Manzoni.

 

Fino a novembre la mostra "Di quadro in quadro. L'arte della citazione"

Fino all'1 novembre 2026 la mostra "Di quadro in quadro. L'arte della citazione", a cura di Daniela Ferrari. Attraverso otto sezioni, il percorso espositivo esplora i meccanismi di corsi e ricorsi storici, mostrando come gli artisti si confrontino con chi li ha preceduti. Grandi maestri e grandi eredi.

Si comincia con il capolavoro Giovane che guarda Lorenzo Lotto realizzato da Giulio Paolini nel 1967, esempio emblematico di questo dialogo tra passato e presente. 

La mostra raccoglie le opere di grandi maestri che hanno citato o sono stati citati, come Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Felice Casorati, Filippo de Pisis, Renato Guttuso. Vengono proposti, inoltre, suggestivi dialoghi tra epoche diverse, dall’antico al contemporaneo, vere e proprie sequenze che uniscono, per esempio, Vermeer a Salvador Dalí; Lorenzo Lotto e Velázquez a Giulio Paolini; Claude Monet a Vik Muniz, Stefano Arienti e Mario Schifano; Leonardo ad Andy Warhol.

Tra gli artisti contemporanei sono presenti, tra gli altri e le altre, Salvo, Luigi Ontani, Mariella Bettineschi, Mirella Bentivoglio, Flavio Favelli.

 

Info: www.mart.tn.it

 

SOTTO: Gianni Berengo Gardin, Veduta della nuova ICO fabbrica Olivetti Ivrea, progetto di Luigi Figini e Gino Pollini,1957 ca

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MITAG

 

 

Al MITAG continua fino all'8 dicembre la mostra sul colonialismo italiano

Uno sguardo disincantato sull'avventura coloniale italiana. Dal 23 maggio 2025 e fino all'8 dicembre 2026 il MITAG (Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto) ospita la mostra "E noi che ne sappiamo?”, che si interroga sulle modalità con le quali sono state raccontate e si possono narrare oggi le vicende coloniali italiane del periodo tra la fine dell’Ottocento e la Seconda guerra mondiale.

La mostra vuole stimolare una riflessione critica su come l’immaginario coloniale italiano sia stato fondato su stereotipi e letture romanticizzate, usati per legittimare il dominio e la violenza. Gli oggetti e le immagini esposti, ci interrogano anche su rimozioni e pregiudizi che permangono ancora oggi.

Oggetti, immagini, documenti, strumenti di propaganda e beni personali conservati nei depositi di numerosi musei regionali sono presentati con il loro duplice significato: testimonianze che sono servite a costruire immaginario e propaganda coloniale, ma anche fonti necessarie per una conoscenza critica della storia coloniale italiana.

 

E la mostra permanente che racconta l'armistizio del 1943

8 settembre 1943: una data fondamentale nella storia italiana. La proclamazione dell'armistizio obbligava gli italiani a fare una scelta che avrebbe determinato il loro destino. Il Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto ospita la mostra permamente "1943. La scelta".

Attraverso i ricordi, le lettere e i cimeli di chi fu protagonista di quegli eventi, la mostra racconta la vicenda di combattenti, disarmati e resistenti che contribuirono a definire questo passaggio nodale della storia italiana.

 

Info: www.museomitag.it 

 

SOTTO: Foto di Sabrina Bortolotti

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MUSE di Trento

 

 

Al MUSE il progetto espositivo “Il Parlamento della biodiversità”

Se le altre specie potessero prendere parola, cosa ci direbbero? Immaginiamo un parlamento composto non solo da esseri umani ma anche dalle specie animali e vegetali che vivono sulla Terra: "Il Parlamento della biodiversità". Da questa idea nasce questo progetto espositivo, ospitato dal 16 ottobre 2026 al 2 maggio 2027 negli spazi di MUSE Agorà, la piazza partecipativa del museo.

L’iniziativa invita a immaginare una forma di rappresentanza anche per le altre specie che condividono con noi il pianeta: un esercizio di riflessione sul rapporto tra esseri umani, ecosistemi e altre forme di vita, ma anche sulla responsabilità di tutelare la ricchezza biologica della Terra. 

 

Info: www.muse.it

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CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO

 

 

Al Castello del Buonconsiglio "Il potere della musica"

Che ruolo ha avuto la musica nelle corti europee tra il XV e il XVI secolo? La risposta è nella mostra "Il potere della musica. Arte, corti e strumenti dal Rinascimento al Barocco", al Castello del Buonconsiglio di Trento dal 24 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027.

Un percorso espositivo che svela come le note e le armonie siano diventate strumenti di magnificenza, partendo dai tesori custoditi nelle sale del castello: dai celebri Codici musicali rinascimentali, tra i più importanti d'Europa, agli strumenti protagonisti degli affreschi di Romanino e Dosso Dossi, dai ritratti di buffone di corte di Paolo Alemanno ad alcuni dipinti provenienti da prestigiosi musei del mondo. 

Un viaggio tra la cultura dei Principi-Vescovi e lo sfarzo delle grandi corti italiane, sulle note della colonna sonora del potere.

 

E la collezione egizia completamente rinnovata

Un viaggio tra piramidi e faraoni, in un castello rinascimentale. Il Castello del Buonconsiglio di Trento nell'estate 2026 ha presentato al pubblico la sua collezione egizia completamente rinnovata.

Il nuovo allestimento permanente si snoda attraverso cinque aree tematiche: dalla genesi della raccolta al pantheon delle divinità, dal ruolo del faraone alla scrittura, fino ai segreti del costume e della moda egizia.

Punto focale del percorso è la sala dedicata ai riti dell’Aldilà, seguita da una sala esperienziale inedita: un ambiente scenografico in cui il visitatore non sarà un semplice spettatore, ma verrà immerso nei profumi, nei suoni e nei sapori dell’antico Egitto.

Grazie a tecnologie interattive, percorsi didattici innovativi e laboratori esperienziali, grandi e piccoli possono sperimentare in prima persona le pratiche dell’antico Egitto, cimentandosi nella lavorazione del papiro e del lino, esplorando le tecniche artigianali e avvicinandosi ai linguaggi simbolici della civiltà faraonica attraverso attività coinvolgenti e multisensoriali.

 

Info: www.buonconsiglio.it

 

SOTTO: Girolamo Romanino, Concerto di flauti, Castello del Buonconsiglio

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MUSEO DIOCESANO

 

 

Al Museo Diocesano la mostra su Nicolò Dorigati, maestro del Barocco

Al Museo Diocesano fino al 15 febbraio 2027 puoi visitare la mostra "Nicolò Dorigati. Nel segno del Barocco", la prima esposizione monografica dedicata a uno dei principali protaognisti della pittura trentina tra Seicento e Settecento.

Riunito per la prima volta un nucleo significativo delle opere di Dorigati, artista trentino che per quasi cinquant'anni lavorò soprattutto per la Chiesa, realizzando pale d'altare, cicli decorativi e ritratti destinati a chiese, conventi e famiglie del territorio. 

Alcuni dei dipinti in mostra al Museo Diocesano e provenienti dai depositi del Museo, sono esposti al pubblico per la prima volta e diversi lavori sono stati restaurati o sottoposti a interventi di manutenzione in vista dell'esposizione. Il percorso racconta la formazione bolognese dell'artista, il rapporto con importanti committenti come la famiglia Lodron e il suo ruolo nella cultura figurativa del tardo Barocco trentino.

Cuore della mostra è la ricostruzione dell'arredo della chiesa di Santa Croce a Lodrone, oggi sconsacrata e profondamente trasformata nel corso dell'Ottocento. Le grandi tele con le Storie della Vera Croce, dipinte da Dorigati per il presbiterio, vengono riunite insieme ai frammenti superstiti dell'apparato scultoreo di Cristoforo Benedetti. Un allestimento che integra opere e tecnologie multimediali permette di ricostruire virtualmente l'aspetto dell'antico presbiterio e di riportare alla memoria un luogo oggi quasi cancellato.

 

Info: museodiocesanotridentino.it

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LE GALLERIE DI TRENTO

 

 

A Le Gallerie un percorso immersivo per entrare nella mente e nel cuore degli atleti

Si chiama "Competition" la terza e ultima mostra del percorso espositivo "Anelli di congiunzione", all’interno del programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. La mostra, ospitata negli spazi de Le Gallerie di Trento fino al 6 gennaio 2027, accompagna i visitatori nella mente dell’atleta prima, dopo e durante l’esperienza competitiva. 

Felicità, tristezza, rabbia, paura, sorpresa, disgusto: come si declinano le 6 emozioni di base nelle esperienze passate e presenti delle discipline olimpiche e paralimpiche? Da questa domanda parte il percorso espositivo, che si sviluppa attraverso 4 sezioni:  “Speed and Emotion”, “Before the competition”, “During the competition” e “After the competition”, ciascuna delle quali si presenta come una grande installazione immersiva audiovisiva. 

 

Una mostra che racconta gli Ottant'anni del giornale l'Adige

Un viaggio lungo otto decenni di storia locale, nazionale e internazionale attraverso il filtro del quotidiano, tra rinnovamento tecnologico, rivoluzioni editoriali e sfide future, in un mondo sempre più proteso verso il digitale. Fino al 27 giugno 2027 le Gallerie ospitano la mostra "Una storia quotidiana. Ottant'anni del giornale l'Adige". 

Fondato 80 anni fa, il quotidiano «l’Adige» ha rappresentato e rappresenta un’importante voce nel contesto mediatico locale. Nato come «Il Popolo trentino», nel 1951 ha assunto il nome attuale, nel corso degli anni ha svolto un ruolo centrale nel raccontare da una parte le trasformazioni del territorio così come, dall’altra, nel connettere il Trentino all’Italia e al mondo: è questa infatti l’essenziale funzione di una testata locale.

Attraversare il percorso espositivo è come sfogliare il quotidiano: la prima pagina, la politica, la cronaca, le inchieste, le notizie dalle valli, fino allo sport e alle iniziative rivolte alla comunità dei lettori e delle lettrici. I livelli di lettura si intrecciano costantemente, mettendo a confronto i piccoli fatti della vita quotidiana trentina con i grandi snodi della storia mondiale.

A dare corpo al “racconto di carta” anche un ricco patrimonio materiale: la mostra è arricchita da attrezzature tipografiche e tecnologiche, cimeli sportivi, documenti d’archivio, oggetti di uso quotidiano e una selezione di filmati storici e testimonianze che trasformano la visita in una immersione nella memoria collettiva.

 

Fino all'8 novembre la mostra "Immaginario alpino"

Continua fino all'8 novembre 2026 "Immaginario alpino. Escursioni fotografiche negli Archivi Alinari", mostra di fotografia storica che racconta le Alpi come spazio di vita, tra antropologia visiva e paesaggio culturale. Per la prima volta a Le Gallerie circa 100 immagini provenienti dal prestigioso archivio fiorentino suddivise in cinque sezioni. Un ritratto dello spazio alpino dove si confondono passato e presente, terre alte e fondovalle, sguardi e pratiche, stereotipi e frammenti di realtà.

 

Fino a dicembre la mostra sull'esperienza trentina della Seconda Guerra Mondiale

Fino alla fine del 2026, visitando le Gallerie hai accesso alla mostra "La seconda guerra mondiale: l'esperienza trentina". Un percorso espositivo che racconta l’esperienza trentina durante il conflitto: i fronti di battaglia con l’esercito italiano, le difficili scelte dopo l’armistizio del 1943, la guerra in casa vissuta sotto la minaccia dei bombardamenti e del controllo nazista della regione.

 

 

Info: www.museostorico.it

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GALLERIA CIVICA

 

Alla Galleria Civica di Trento  la mostra "Pietre di pane. Memorie di geografie fragili

Dal 17 luglio al 15 novembre 2026 la Galleria Civica di Trento ospita la mostra "Pietre di pane. Memorie di geografie fragili", un focus sulle terre alte, spesso attraversate da processi estrattivi e fenomeni di spopolamento. 

Intrecciando opere delle Collezioni del Mart con interventi site-specific e un panel di opere di arte pubblica e attività extramuros, il percorso prende forma attraverso una costellazione di "villaggi", nuclei di memorie parziali e architetture silenziose organizzati attorno a diversi campi di intensità. Latenze, in cui emergono resti e assenze apparenti; Attriti, segnati da archivi incompleti, conflitti e storie irrisolte; Derive, attraversate da migrazioni e discontinuità territoriali; Riattivazioni, in cui pratiche performative mettono in relazione le tracce con la presenza dei visitatori.

In questi spazi di confine la mostra apre una soglia di interrogazione. Anche ciò che appare inerte, una pietra, un luogo abbandonato, può custodire qualcosa di organico e lievitante. Che pane porta in sé ogni pietra?

 

Info: www.mart.tn.it

 

SOTTO: Mladen Stilinović, For Marie Antoinette '68, 2008 (dettaglio), Courtesy the estate and Galerie Martin Janda, Vienna. Ph. Manuel Carreon Lopez / kunst-dokumentation

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PALAZZO DELLE ALBERE

 

Al Palazzo delle Albere l'arte contemporanea racconta il mondo dell'acqua

Si chiama “Flowing waters. Arte, natura e scienza dell'acqua intorno a noi”, la mostra che il Palazzo delle Albere di Trento ospita dal 10 ottobre 2026 al 6 giugno 2027. Nato dalla collaborazione dei musei Mart e MUSE, la mostra riunisce le opere di artisti contemporanei le cui ricerche indagano fenomeni naturali, processi tecnologici e trasformazioni ambientali legati all’acqua. I loro lavori sono messi in dialogo con una selezione di opere moderne e contemporanee provenienti dal patrimonio del Mart e da importanti collezioni pubbliche e private.

Attraverso accostamenti tra epoche e linguaggi diversi, il percorso espositivo – articolato sui due piani del palazzo – propone uno sguardo trasversale sul rapporto tra arte, natura e conoscenza, mostrando come artisti di tempi diversi abbiano interpretato e rappresentato il rapporto delle comunità umane con l’acqua.

 

Info: www.mart.tn.it

 

FOTO: Matteo De Stefano

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TRENTO SOTTERRANEA

 

 

Nella Trento Sotterranea una mostra sulle decorazioni nella Trento romana

Sai che sotto Trento ci sono i resti dell'antica Tridentum romana? Puoi esplorarla visitando il S.A.S.S. (Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas), in piazza Cesare Battisti, nel centro storico o la Villa di Orfeo, in via Rosmini (sempre nel centro storico).

Entrambi gli spazi, dal 18 dicembre 2025 e fino al 31 ottobre 2026 ospitano la mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”. L’esposizione, a cura di Cristina Bassi e Barbara Maurina, offre ai visitatori una nuova visione della città fondata dai Romani sulle sponde del fiume Adige. Mosaici, affreschi e reperti marmorei esposti per la prima volta al pubblico conducono alla scoperta dei colori che abbellivano gli spazi privati e pubblici della Trento di duemila anni fa.

Il percorso espositivo comprende una sezione dedicata ai Colori sulla mensa che, in dialogo con la sezione “Ostriche e vino. In cucina con gli antichi romani” allestita allo Spazio Archeologico del Sas, svela pietanze, ricette e condimenti della cucina degli antichi. I reperti in mostra ci parlano di gusti raffinati, di forme estetiche ricercate e di maestria nell’esecuzione, come testimonia il magnifico mosaico policromo che si ammira nella Villa di Orfeo. 

Tra gli oggetti esposti al pubblico per la prima volta, spicca una testa di Bacco in marmo bianco, rinvenutanel corso degli scavi archeologici condotti negli anni Novanta sotto la Cattedrale, in piazza Duomo.

Completa la mostra un video che propone la ricostruzione virtuale della Trento romana con un focus sulla vivacità e sulla varietà cromatica che caratterizzavano sia gli elementi architettonici sia gli ambienti domestici.

A corredo dell’esposizione è previsto un ricco calendario di attività con laboratori didattici sulla pittura e sul mosaico rivolti alle scuole e una rassegna di film archeologici sul tema della policromia nel mondo antico.

 

Nello Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas sono disponibili alcuni visori per la realtà virtuale che ti permettono di immerferti nell’antica città fondata dai Romani sulle sponde del fiume Adige duemila anni fa. I visori sono disponibili gratuitamente nel sito, e vanno a integrare le visite guidate e le iniziative proposte dai Servizi Educativi dell’Ufficio beni archeologici.

 

Info: https://sites.google.com/provincia.tn.it/icoloriditridentum

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PIAZZA VENEZIA

 

Un viaggio nella storia di Trento a Piazza Venezia

Dall'8 ottobre al 6 dicembre 2026 il Parco di Piazza Venezia ospita la mostra "Da Piazza delle Armi a giardino - Piazza Venezia e il monumento ad Alcide De Gasperi". Un viaggio nella storia della città attraverso le immagini che raccontano come sia cambiato nel corso degli anni questa piazza storica.

Nata nella seconda metà dell’Ottocento per rispondere alle esigenze militari dell’Impero austriaco, allarmato dai moti rivoluzionari del 1848, il suo primo nome è stato  Piazza d’Armi, per richiamare le parate e le esercitazioni delle truppe imperiali che qui si svolgevano. 

Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, venne scavata la grande galleria nella collina, tutt'ora esistente alle spalle dei campi da tennis. Tra il 1944 e il 1945 offrì rifugio a migliaia di persone durante i bombardamenti. Realizzata con grave ritardo, quando le incursioni aeree avevano già provocato decine di vittime nel quartiere della Portela, era costituita da caverne umide e malsane, scavate nella roccia. Nonostante le condizioni difficili, rappresentò un riparo prezioso per chi era rimasto in città e non aveva trovato sicurezza nelle valli. 

La trasformazione definitiva del parco in un luogo della memoria avviene nel 1956. Il 14 ottobre di quell’anno circa 20.000 persone partecipano all’inaugurazione del imponente monumento dedicato al trentino Alcide De Gasperi, scomparso appena due anni prima.

 

Info: https://museostorico.it

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METS

 

Al METS la mostra immersiva “Un lavoro a regola d’Arte”

Dal 17 aprile al 30 novembre 2026, il METS - Museo Etnografico Trentino di San Michele all'Adige ospita “Un lavoro a regola d’Arte. Dignità, Salute e Sicurezza per un mondo del lavoro migliore”, un progetto espositivo immersivo che intreccia arte contemporanea e patrimonio etnografico per affrontare, in modo innovativo e coinvolgente, i temi della dignità, della salute e della sicurezza sul lavoro. Un’iniziativa che nasce con l’obiettivo di contribuire a immaginare e costruire un mondo del lavoro più sicuro, dignitoso e umano.

Ideata dagli artisti di Imagem Paola Samoggia e Carlo Magrì, la mostra si configura come un’esperienza emozionale e multisensoriale. Il percorso si sviluppa attraverso sette sale, ciascuna dedicata a un cortometraggio, accompagnando il visitatore in un racconto immersivo fatto di immagini, musica, danza e videoarte. Un racconto potente e suggestivo che, attraverso il linguaggio del contemporaneo, affronta temi centrali e urgenti come la dignità del lavoro, la salute e la sicurezza, con uno sguardo attento al fenomeno delle “morti bianche” e alla necessità di promuovere una cultura diffusa della prevenzione.

Il percorso espositivo affronta le molteplici dimensioni del lavoro: il legame tra uomo e natura, l’interazione con le macchine, fino al lavoro come strumento di emancipazione sociale. A concludere l’esperienza, un’installazione ispirata all’opera del premio Nobel Muhammad Yunus, ideatore del microcredito, che invita a riflettere sul lavoro come leva per il superamento della povertà e per la costruzione di modelli economici più equi e sostenibili.

 

Fino a novembre la mostra "L’officina dei giocattoli"

Fino al 30 novembre 2026 al METS puoi visitare anche la mostra "L’officina dei giocattoli. Storie e sogni di legno dalla montagna”, un’esposizione che invita a scoprire il giocattolo di legno non solo come oggetto di gioco, ma come prezioso patrimonio storico, sociale ed etnografico, capace di raccontare in maniera avvolgente la vita quotidiana delle comunità alpine tra XIX e XX secolo.

La mostra è l’occasione per presentare una parte di una collezione di eccezionale valore, composta da centinaia di giocattoli di legno, intagliati e dipinti artigianalmente, recentemente acquisita dal Museo, che costituisce una testimonianza preziosa, rara e autorevole del gioco nelle diverse classi sociali. Bambole, utensili, attrezzi in miniatura o altari domestici che riflettevano una visione del mondo in cui il gioco diventava strumento di formazione e di attribuzione di un preciso ruolo sociale.

La mostra del METS  invita a riflettere, riscoprendo un passato non privo di contraddizioni ma ricco di senso, e a riconoscere nel giocattolo un prezioso strumento per comprendere la società di ieri e aprire una riflessione su quella di oggi.

Integra il percorso espositivo una zona ludica, pensata “a misura di bambini e famiglie”, nella quale sarà possibile cimentarsi nell’esperienza del gioco in maniera libera e spontanea

 

Info: https://www.museosanmichele.it/

Mostre in Trentino | Trento, Rovereto e alte località

CASTEL PERGINE

 

 

A Castel Pergine la mostra "Il peso della fragilità"

Castel Pergine, in Valsugana dal 16 maggio al 2 novembre 2026 ospita la 33a Mostra Annuale d’Arte Contemporanea, intitolata “Il peso della fragilità”, con le opere degli artisti Lois Anvidalfarei e Magnus Pöhacker, protagonisti di un intenso dialogo scultoreo radicato nella ricerca della forma e del corpo.

Il percorso espositivo di scultura monumentale si sviluppa tra la collina, i giardini e gli ambienti interni del maniero, riunendo 31 opere di grande formato realizzate con materiali differenti, accanto a lavori di dimensioni medie collocati nel Palazzo Baronale.

Il progetto nasce da una riflessione condivisa sulla “pesantezza del nostro tempo”, in cui l’umanità contemporanea, pur immersa nel progresso, continua a confrontarsi con fragilità, contraddizioni e crisi profonde. In questo scenario, la scultura diventa un linguaggio capace di sostituire le parole, trasformandosi in strumento di interpretazione e dialogo con il presente.

La mostra offre l’occasione di vivere Castel Pergine nella sua interezza: alla visita espositiva si possono affiancare percorsi nel castello, una sosta gastronomica nel ristorante gourmet o nel bistrot, oppure un soggiorno nelle camere dell’hotel, per un’esperienza contemplativa tra arte, storia, natura e paesaggio.

 

Info: https://www.fondazionecastelpergine.eu/

Mostre in Trentino | Trento, Rovereto e alte località

MUSEO LUSERNA

 

Il museo di Luserna ospita la mostra dedicata a due cittadini illustri

Si chiama "Laüt vo Lusérn – Persone di Luserna", la mostra temporanea che il museo Lusérn di Luserna ospita fino al 30 ottobre. L'esporizione è dedicata a due figure emblematiche della storia culturale di Luserna: il pittore Rheo Martin Pedrazza e lo psicoanalista Elvio Fachinelli.

Allestita al quinto piano del museo, spazio tradizionalmente riservato alle grandi esposizioni annuali, la mostra intende rendere omaggio a due personalità che, pur operando in ambiti differenti, hanno saputo interrogare profondamente il rapporto tra individuo, comunità e identità culturale, lasciando un’eredità di grande valore umano e intellettuale.

l percorso espositivo si sviluppa in due sezioni principali. La prima, dedicata a Rheo Martin Pedrazza, presenterà i dipinti dell’autore in dialogo con riproduzioni di opere di grandi artisti del Novecento che ne hanno influenzato la ricerca artistica. L’allestimento sarà arricchito da pannelli trilingui in cimbro, italiano e tedesco, immagini d’archivio e video-interviste che approfondiranno il contesto biografico e creativo dell’artista. 

La seconda sezione sarà invece dedicata a Elvio Fachinelli. Attraverso una linea temporale, materiali d’archivio, foto, video, documenti originali e giornali dell’epoca, il visitatore potrà ripercorrere la nascita delle sue opere più significative e l’influenza esercitata sul pensiero contemporaneo. L’allestimento è stato concepito per rendere accessibili anche i passaggi più complessi della sua riflessione teorica, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza immersiva e partecipata. 

A completare il progetto espositivo sarà un articolato programma di iniziative collaterali. I contenuti dedicati a Pedrazza confluiranno in un catalogo dello storico dell’arte Lorenzo Ferrarese – tra i curatori dell’esposizione “Laüt vo Lusérn” assieme a Elena Nicolussi Giacomaz e Maura Bello – che approfondirà opere e connessioni ancora poco esplorate della produzione dell’artista.

 

Info: www.lusern.it

 

Centro Documentazione Luserna | © Azienda per il Turismo Alpe Cimbra
Pubblicato il 27/10/2026