Per il Trentino la sicurezza è al primo posto

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La curiosità rigenera la mente

Passeggiate a tema archeologico tra natura e storia

Viaggiare significa essere curiosi, vedere posti nuovi, e magari anche luoghi misteriosi, che custodiscono i segreti della storia più antica. Il Trentino è una terra abitata fin dai tempi più remoti, e lo sappiamo grazie ai tanti reperti ritrovati sul territorio.

Dalla preistoria all’età del ferro, dall’epoca romana all’alto medioevo, ti invitiamo ad esplorare una serie di luoghi affascinanti che ci parleranno degli antichi abitanti di queste terre. Ci sono infatti molti siti archeologici visitabili in ogni stagione, da abbinare a facili escursioni adatte a tutta la famiglia. 

Giudicarie Esteriori - Fiav? - Torbiera - Biotopo

Le palafitte di Fiavé

L’UNESCO ha inserito le palafitte di Fiavé nel suo programma di tutela dei beni culturali, assieme a quelle di Ledro e ad altre, ritrovate in diverse località dell’arco alpino. La particolarità del sito archeologico di Fiavè risiede nella sua antichità e nell’eccezionalità dei reperti: manufatti in legno, ciotole, utensili di cucina, strumenti di lavoro, che si sono perfettamente conservati per oltre 4000 anni nei terreni umidi della torbiera.
Il fascino del luogo, che si può percorrere in una piacevole passeggiata in piano, sta nell’immaginare i nostri antenati intenti a costruire le loro capanne costruite con rami, tronchi e tetti in paglia, su piattaforme appoggiate su palizzate di legno. A Fiavè gli archeologi hanno stimato ci fossero quaranta capanne, per una comunità piuttosto grande, che contava circa un centinaio di persone.

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Due passi nella storia | Siti archeologici in luoghi suggestivi

Gli antichi metallurghi

Al Passo del Redebus, che collega l'Altopiano di Piné alla Valle dei Mocheni, immerso fra i boschi a 1400 m di quota, si trova il sito archeologico di Acqua Fredda, un'importante fonderia risalente alla tarda età del Bronzo (XIII-XI sec.a.C.). L'ambiente circostante mostra oggi purtroppo i segni del devastante passaggio della tempesta VAIA nell'ottobre del 2018, ma è comunque possibile dal Passo intraprendere un'escursione verso il Dosso di Costalta.
Qui gli archeologi hanno ritrovato diversi forni per fondere il rame, oltre a resti di altri strumenti usati per la lavorazione, come le macine usate per ridurre il minerale in sabbia e le parti terminali dei mantici che servivano a mantenere la temperatura attorno a 1.200° C. Il sito è aperto al pubblico e visitabile liberamente tutto l’anno. I pannelli illustrano molto bene il funzionamento dei forni fusori e la vita dei nostri antenati dell'Età del Bronzo.

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San Martino ai Campi, Tenno

Questa facile passeggiata è uno degli itinerari dei “tesori nascosti” del Garda Trentino e raggiunge il sito archeologico di San Martino ai Campi, nelle vicinanze di Tenno, sopra Riva del Garda. Percorrendo un sentiero nel bosco, lungo cui si trovano strane figure scolpite nel legno, si raggiunge l’area degli scavi, che hanno portato alla luce un luogo di culto preromano (III– I secolo a.C.), divenuto nella metà del I secolo a.C. un santuario romano con tanto di  “scala monumentale”.
Gli scavi sono sparsi un’area piuttosto vasta, ed il luogo è veramente suggestivo, con viste mozzafiato sui monti circostanti. Dopo qualche altro minuto di cammino si raggiungono i resti di un villaggio altomedievale, abbandonato nell'VIII secolo d.C. a seguito di un incendio. Il tratto finale dell'itinerario passa attraverso il caratteristico castagneto di San Martino.

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Monte San Martino, Lundo

Il sito archeologico di monte San Martino sull'altopiano del Lomaso conserva i resti di una vasta ed imponente fortificazione di epoca romana, fino a pochi anni fa sepolta tra la vegetazione, posta su uno sperone di roccia tra l’Alto Garda e le Giudicarie.

La fortezza serviva come presidio sulle antiche strade che collegavano le Alpi Centrali a Nord con la regione Gardesana e la Pianura Padana, e fu utilizzata anche dai dominatori che si sono succeduti dopo il crollo dell’impero romano: Goti, Bizantini, Longobardi e Franchi.
Oggi la suggestione del posto è rappresenta dalla salita, attraverso faggete secolari, verso un luogo per lunghi secoli cancellato dalla storia e dalla natura. Sulla sommità del monte (980 mslm), un formidabile punto panoramico permette di osservare le valli sottostanti.
Il monte di San Martino è raggiungibile a piedi dal paese di Lundo seguendo in circa un’ora di cammino su strada forestale e sentieri nel bosco.

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Pubblicato il 16/12/2020