Un territorio con un cuore green

Distretti verdi, start up e ricerca avanzata; energie alternative per riscaldare, illuminare, movimentare; servizi diffusi di bike sharing; case clima, legname certificato, raccolta differenziata prossima al 75%: vivere più sostenibile in Trentino è già realtà

L’esigenza di salvaguardare lo straordinario patrimonio ambientale di cui il Trentino è dotato si è trasformata nel tempo in un forte stimolo per lo sviluppo di nuovi modi di ideare, produrre e vendere beni e servizi in grado di coniugare innovazione e sostenibilità ambientale. Oggi dunque il Trentino può vantare un sistema di saperi tecnologici e produttivi di prim’ordine nel campo delle green technologies ed in particolare in quello dell’edilizia sostenibile e in legno, delle energie rinnovabili e delle cosiddette tecnologie smart legate alla mobilità sostenibile.

A Rovereto negli spazi dell'ex Manifattura Tabacchi il Progetto Manifattura - Green Innovation Factory riunisce cinquanta imprese, principalmente startup, nei settori dell’edilizia ecosostenibile, dell’energia rinnovabile, delle tecnologie per la gestione e il monitoraggio dell’ambiente e delle risorse naturali e dell’economia circolare.

Un secondo fiore all’occhiello è Habitech, il Distretto Trentino Energia e Ambiente, che opera per integrare il know-how di università, laboratori, enti di ricerca, imprese ed istituzioni. Una realtà composta da oltre 300 tra imprese, enti di ricerca ed agenzie pubbliche.

 

Le foreste in Trentino, per il 76% di proprietà pubblica, disegnano un paesaggio frutto del secolare apporto fra la comunità locale ed il suo patrimonio boschivo. Fitte e omogenee ricoprono più del 60% del territorio e forniscono il 43% della produzione nazionale di legname. tipologie di bosco più rappresentative per estensione sono quelle di abete rosso (32%), faggio (14%), larice (13 %) ed abete bianco (11%). Il Trentino vanta da anni un consolidato sistema di gestione e certificazione della filiera foresta-legno che attesta la provenienza del legno da boschi gestiti in maniera sostenibile. Oltre 270 mila ettari di boschi trentini sono certificati PEFC. Grazie ad una gestione forestale estensiva e sostenibile, il legno dei boschi trentini è un legno di qualità perché presenta una fibra particolarmente compatta e resistente il che lo rende particolarmente indicato per l'impiego nell'edilizia: sui tronchi di larice provenienti dai boschi della Val di Fiemme poggia ancora oggi la città di Venezia. Per gli edifici in legno, nella sede di San Michele all'Adige dell’Istituto per la Valorizzazione del gno e delle Specie Arboree del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IVALSA), è stato sviluppato il Sistema Costruttivo Fiemme (SOFIE) con criteri biologici e antisismici fra i più sorprendenti. E sempre in Trentino è stato sviluppato ARCA, che sta per ARchitettura–Comfort–Ambiente: è il primo sistema italiano di certificazione delle costruzioni e della componentistica in legno di alta qualità.

 

Raccolta differenziata. Termovalorizzatori addio

Produrre meno rifiuti, differenziare sempre di più, utilizzare in modo pertinente il residuo e gestire le discariche in fase di chiusura: sono queste le linee guida del nuovo Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti. I risultati sono incoraggianti e fotografano una situazione assolutamente positiva sotto il profilo della raccolta differenziata, passata in Trentino dal 21,3% del 2002 al 74,8% del 2016.

 

Biomasse
La disponibilità locale di cippato ottenuto da scarti di lavorazione di segheria, cascami forestali e sfalci, per riscaldare e illuminare residenze private, terziario e strutture turistiche, ha permesso la costruzione di numerosi impianti di teleriscaldamento, localizzati in aree prive di reti di metano. Sono 25 su oltre 170 i Comuni trentini attualmente dotati di impianti di teleriscaldamento e funzionanti a biomassa.

 

Spostamenti sostenibili

A settembre 2017 la Provincia autonoma di Trento ha approvato il nuovo Piano provinciale per la mobilità elettrica. Tra gli obiettivi, agevolare la realizzazione delle infrastrutture di ricarica, incentivare l’acquisto di veicoli elettrici e possibilmente anche dell’energia elettrica utilizzata per la mobilità (dalle bici fino al trasporto merci); accrescere il numero delle centraline, incrementare il servizio di bike sharing pubblico come estensione ed integrazione del Trasporto Pubblico Locale negli ambiti più densamente popolati o maggiormente frequentati dai turisti; incentivare l’acquisto di cargo bike a pedalata assistita per la consegna delle merci in ambito urbano. Attualmente (2017) in Trentino sono dislocate oltre 70 colonnine di ricarica; circa 1.000 i veicoli elettrici immatricolati. 48 sono le strutture ricettive che offrono ai propri ospiti il servizio di ricarica auto elettriche. La Trentino Guest Card, che ogni ospite può ricevere soggiornando in una delle circa 1400 strutture ricettive convenzionate, include tra i servizi anche la ricarica presso numerose colonnine pubbliche e convenzionate.

 

Bike sharing

Dopo aver creato una rete di 431 chilometri di percorsi ciclopedonali, il Trentino ha sposato con convinzione i progetti che incoraggiano soluzioni di mobilità eco-sostenibile. Da giugno 2014 è operativo il progetto di bike sharing “Trentino e.motion”, promosso dall’Assessorato alle infrastrutture e all’ambiente della Provincia autonoma di Trento. Bici elettriche e stazioni di ricarica sono disponibili nei Comuni di Trento, Rovereto e Pergine Valsugana. Altri comuni e territori che hanno avviato progetti di bike sharing: Predazzo, Riva del Garda, Comunità di Valle Valsugana e Tesino, Primiero, Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri, Comunità delle Giudicarie, Altopiano della Paganella, Val di Fiemme e Val di Sole. Grazie alle e-bike, le bici elettriche a pedalata assistita, si punta ad estendere a residenti e turisti l’opportunità di scoprire le bellezze del territorio pedalando.

Informazioni sul sito www.provincia.tn.it/bikesharing.

 

Anche la neve diventa più sostenibile

Nelle skiarea del Trentino gli sciatori hanno a disposizione un parco impianti tra i più moderni dell’arco alpino, con un’età media di esercizio inferiore ai 15 anni che risponde a standard di sicurezza tra i più elevati in Europa. Telecabine con gondole da 8 a 16 posti, seggiovie quadriposto ed esaposto ad agganciamento automatico, funivie tecnologiche come le Funifor e le D-Line consentono maggiore velocità, più sicurezza e comfort, ma anche riduzione di rumorosità e costi di gestione.

Sul fronte del risparmio e della sostenibilità, ecco l'esempio della skiarea di San Martino di Castrozza, dove tutti gli impianti funiviari sono alimentati da energia pulita, prodotta da sette centrali idroelettriche con un considerevole abbattimento delle emissioni di CO2.
Negli ultimi anni le maggiori skiarea hanno investito per migliorare gli impianti di innevamento programmato, che oggi garantiscono una copertura fino al 90 per cento del totale delle piste. Negli impianti si immette solo aria e acqua che, è bene precisare, non viene sottratta ad usi civili, essendo classificata non potabile in quanto di provenienza prevalentemente meteorica. Evaporazione e scioglimento restituiscono poi quasi per intero l’acqua, con variazioni molto modeste nel bilancio idrologico.

Questi investimenti riguardano in particolare la costruzione di bacini di accumulo dell'acqua (una decina quelli realizzati finora) e il rinnovamento degli impianti stessi con

generatori di nuova generazione in grado di ridurre drasticamente il consumo di energia durante il funzionamento, come nel caso dei modelli Rubis 10 CF Evo e TL9, introdotti a Madonna di Campiglio

 

Ulteriori informazioni disponibili qui e a questo link