Dai prati e dai boschi arrivano sapori che non ti aspetti! 

Le erbe spontanee diventano prelibati ingredienti, per portare la montagna nel piatto

Dai prati, dai boschi e dalle montagne trentine arrivano i sapori che non ti aspetti.

Negli ultimi anni l’interesse per l’uso di diverse piante ed erbe spontanee è notevolmente aumentato. Sono sempre di più gli chef e gli operatori del settore gastronomico a sostenere che le piante spontanee commestibili saranno il cibo del futuro.

Sono stati gli occhi attenti del raccoglitore a scovarli nel grembo della Natura. Abili mani hanno prelevato le erbe spontanee, le bacche, le radici e le hanno trasportate fino a noi. La saggezza culinaria ha fatto il resto, creando dei prodotti di una preziosità unica.

Le erbe spontanee del Trentino sono ambasciatori della terra che le ha generate, in quanto hanno il grande pregio di conservare i profumi e i sapori dei luoghi una volta giunte sulla tavola. Mantenendo intatte le caratteristiche organolettiche, ma ampliandosi nel gusto e nei numerosi abbinamenti con gli altri prodotti trentini. 

Taraxacum officinale - (Tarassaco)

È la prima delle erbe spontanee a venir raccolta, non appena le coltri nevose si. La caratteristica forma a stella del “dente di leone” ricolora di verde la valli trentine sul finire di marzo. Viene raccolto sotto forma di germoglio e conservato sott’olio. Il suo sapore amaro permette abbinamenti eccezionali con la pancetta o speck trentini, con le uova e i formaggi locali come la Spressa. 

Luppolo - (Bruscandolo)  

Viene raccolto sul nascere, negli incolti lungo gli impervi argini dei torrenti, prima che la pianta si attorcigli attorno agli arbusti circostanti, creando una sorta di inestricabile liane. Di colore rossastro, ha un sentore di mallo di noce, d’olive e noccioline. Ottimo sui crostoni da accompagnare con una birra artigianale trentina, oppure come letto a carni bianche, uova o primi piatti. 

Silene vulgaris - (Sgrizòl)  

Anche conosciuta come “silene”, cresce sui prati tra gli 800 - 1000 metri. Viene raccolta sul crescere solo prima della fioritura altrimenti le foglie diventano troppo coriacee. Scottata velocemente con un pizzico d’aceto, ha sapore leggermente dolce e un vago sentore di liquirizia. Perfetta da abbinare allo speck o altri salumi autoctoni, accompagna bene come contorno anche frittate e pesci.

Cicerbita alpina - (Radicchio dell’Orso) 

È la più preziosa delle erbe spontanee. Specie protetta a rischio d’estinzione, solo i censiti delle valli trentine ne possono raccogliere un certo quantitativo annuo, arrampicandosi oltre i duemila metri. I germogli, appena spuntati, tra aprile-giugno, a seconda delle stagioni, sono teneri e croccanti e si consumano crudi o cotti. Il delicato sapore amarognolo, ben si accompagna a formaggi di malga.

Allium schoenoprasum - (Aglio della Regina) 

Giugno. Per il raccoglitore di erbe è tempo di arrampicarsi a duemila metri di altitudine e oltre. È lì che cresce l’Aglio della Regina, erba dal profumo agliato che esplode in una serie di magnifici sapori, che si raffinano in un gusto tartufato. Le note gustative sono complesse e permettono di abbinarlo praticamente ad ogni cibo: formaggi e salumi, polenta, funghi, zuppe, pesce, carni o patate.