Un museo fatto di idee

A Pieve Tesino, nel Museo Casa De Gasperi

Molti di noi sono cresciuti con l’idea del museo come un susseguirsi di vetrine che custodiscono oggetti. Reperti che si mostrano ma restano muti. Non si raccontano, se non attraverso rigide didascalie. La Casa Museo Alcide De Gasperi non è niente di tutto questo. Anzi. È un museo dove gli oggetti, pochi e ben selezionati, sono al servizio dei concetti, delle idee.  

Ognuno racconta una storia, che è poi quella di un ragazzo che, partendo da una piccola località all’estremità dell’impero austro-ungarico, ha conquistato il cuore dell’Europa, andando oltre i confini. Perché si può diventare grandi e passare alla storia anche nascendo in un piccolo borgo come Pieve Tesino

Ecco, se vai proprio lì, nel cuore della Valsugana, in uno dei Borghi più Belli d’Italia, entra in questo prezioso museo, ospitato nella casa natale di Alcide De Gasperi, leader storico della Democrazia Cristiana e tra i padri fondatori dell’Europa Unita. 

La persona che meglio di tutti può raccontartelo è Marco Odorizzi, direttore della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi. Ti accompagnerà in un emozionante viaggio, che ha inizio nella carrozza di un treno di fine Ottocento e termina nella stanzetta di un bambino. 

Ma andiamo con ordine...

Cosa fare e cosa vedere al Museo Casa De Gasperi

UN MUSEO FATTO DI IDEE

 

 

Un museo fatto di idee

Come anticipavamo nell’introduzione, il Museo casa De Gasperi è diverso da come potresti aspettarti un museo, e all’inizio questo ti coglie di sorpresa. Totem interattivi, ricostruzioni di ambienti, tante foto storiche e oggetti dell’epoca, pochi e ben selezionati. Qui ogni oggetto non è scelto a caso, ma veicola un concetto e racconta una storia, quella di Alcide De Gasperi, che poi diventa la storia dell’Europa e della democrazia, dalla fine dei grandi imperi ad oggi.  

La carrozza di un treno, il corpetto di una donna di fine Ottocento, un ritratto del vescovo Celestino Endrici o un banco di scuola: ognuno di essi è la tappa di un viaggio nel mondo di Alcide De Gasperi che ti aiuta a capire il contesto in cui questo grande statista ha elaborato le sue idee. 

Valsugana - Pieve Tesino - Museo Casa De Gasperi

UN VIAGGIO NELLA STORIA

 

Un viaggio nella storia

Il percorso di visita del museo, non a caso, comincia nella carrozza di un antico treno della Valsugana. Un viaggio che parte da Pieve Tesino, ai confini tra l’impero austro-ungarico e il regno d’Italia. Una breve distanza tra due mondi completamente diversi: il Trentino, a vocazione cattolica e il Regno d’Italia, dichiaratamente ateo e in aperto conflitto con il Vaticano. È questo il contesto in cui nel 1881 nasce Alcide De Gasperi.  

Il museo ripercorre le tappe fondamentali della vita dello statista trentino: lo stretto legame con il fratello venuto a mancare poco più che ventenne, gli anni di formazione in un impero dove si parlavano diverse lingue, fino alle prime scintille per la passione politica. 

A raccontare questa storia c’è un ritratto: quello del vescovo di Trento Celestino Endrici, personaggio-chiave nell’evoluzione della carriera politica del padre dell’Europa unita. Quando da ragazzo giunse a Trento per la prima volta, De Gasperi si trovò in una città “messa a chiasso” dall’introduzione del suffragio universale. Ovunque c’erano discussioni, comizi, manifestazioni. De Gasperi aveva intenzione di seguire quanto accadeva con prudente distacco, “con le mani in tasca”, per usare le sue parole. A un certo punto, però, durante un congresso di studenti universitari cattolici, senza accorgersene, si trovò con le mani una nell’altra, calde, che applaudivano fragorosamente. Era esplosa la passione per la politica e il desiderio di impegnarsi per cambiare le cose. 

Cosa fare e cosa vedere al Museo Casa De Gasperi

Il museo ripercorre gli anni dell’università e delle contestazioni ad Innsbruck, quando venne arrestato insieme ad un altro trentino illustre, Cesare Battisti. Seguono poi gli anni della Prima Guerra Mondiale, quando De Gasperi si prodigò nell’aiutare gli italiani chiusi nei campi di concentramento.  

Non manca la tragica parentesi del ventennio fascista, quando De Gasperi venne arrestato, fino agli anni del dopoguerra quando, con il suo partito, la Democrazia Cristiana, diventò Presidente del Consiglio dal 1945 al 1953. 

Un’ampia sezione è dedicata alla nascita dell’idea di un’Europa Unita perché, come più spesso De Gasperi, nel corso della sua vita ha affermato: l’identità di un individuo si costruisce per somma e non per sottrazione, si può quindi essere al contempo trentini, italiani ed europei. 

Il percorso di visita si conclude in uno dei luoghi più toccanti del museo, la stanza di un bambino, dove una culla ci ricorda che le idee di De Gasperi non sono scomparse con la morte dello statista, ma rinascono ogni volta che un ragazzo o una ragazza visitano il museo. 

Cosa fare e cosa vedere al Museo Casa De Gasperi

UN MUSEO CHE ESCE DAL MUSEO

 

Un museo che esce dal museo

Il Museo casa De Gasperi è un museo fatto di idee, e le idee non puoi chiuderle tra tetto e pareti. Per questo il Museo casa De Gasperi organizza tante attività fuori dal museo: prima di tutto, nelle scuole, con veri e propri percorsi didattici che partono dalla figura di De Gasperi e tornano su temi del presente con laboratori che comprendono la simulazione di processi democratici ed attività che non sono legate solo alla storia ma anche al presente e alla concezione di cittadino. La visita al museo, quindi, diventa la conclusione di un percorso che nasce, prima di tutto, fuori dal museo. Nella vita quotidiana. 

Tante, poi, sono le attività sul territorio come, ad esempio, l’Agosto degasperiano, che non parla solo dello statista di Pieve Tesino, ma cala i concetti di De Gasperi nel presente, coinvolgendo i cittadini e alimentando la passione per la cosa pubblica. 

Spiega Marco Odorizzi: “La nostra attività nasce nel museo ma si sviluppa fuori. Il dialogo tra il dentro e il fuori del museo per noi è fondamentale, non solo per veicolare all’esterno le idee di De Gasperi, ma anche per portare all’interno del museo gli stimoli che giungono dalla società attuale”. 

Cosa fare e cosa vedere al Museo Casa De Gasperi

APP, TOTEM E DIGITALIZZAZIONE

 

 

App, totem e digitalizzazione

Il Museo casa De Gasperi sfrutta diversi strumenti per coinvolgere i suoi visitatori. Tra i più interessanti c’è un totem interattivo che mostra l’evoluzione dei confini dell’impero austroungarico e del Regno d’Italia nel corso della storia. 

I visitatori possono esplorare il museo partecipando ad una visita guidata o in autonomia, grazie ad un’app su tablet (forniti dal museo) che racconta in quattro lingue i contenuti del museo e fornisce diversi approfondimenti. Un supporto importante, visto che il Museo casa De Gasperi non è tanto un museo da guardare, quanto un museo “da ascoltare”. 

Dal punto di vista dell’innovazione, il Museo nel 2016 ha lanciato la prima edizione nazionale, riconosciuta dal ministero, di raccolta delle lettere di Alcide De Gasperi in forma digitale.  Si tratta di un lavoro che interessa soprattutto chi fa ricerca ma, mettendo questi materiali online in una forma fruibile da tutti, permette anche ai semplici appassionati di accedere a questo patrimonio. 

Cosa fare e cosa vedere al Museo Casa De Gasperi

TRE OGGETTI CHE RACCONTANO TRE STORIE

 

 

Tre oggetti che raccontano tre storie 

Prima di lasciare il museo, ci sono almeno tre oggetti che non puoi fare a meno di notare, per il valore simbolico di cui sono intrisi. 

Il primo è la culla, che scopri nell’ultima stanza del museo. Non sappiamo se quella fu proprio la stanza dove nacque Alcide De Gasperi, ma il senso di quest’oggetto chiaro: il museo non racconta una storia finita, bensì una storia aperta, che continua.  

Il secondo oggetto da non perdere è la foto di De Gasperi che prende la parola ai trattati di pace di Parigi. In questa foto si vede un figlio di una terra di confine, il Trentino, che dalla sua prospettiva particolare riesce a raccontare, più di chiunque altro, l’Italia al mondo, con tutte le sue contraddizioni.  Sarà questo suo discorso a permettere all’Italia di riacquistare dignità, dopo gli anni bui del fascismo. 

Il terzo oggetto curioso lo trovi all’inizio del percorso di visita: si tratta del corpetto indossato dalla donna seduta nel treno. Era un indumento tipico delle donne del Tesino, che racconta la vocazione internazionale di quest’angolo di Trentino, dove gli uomini si guadagnavano da vivere viaggiando per il mondo per vendere stampe. Al ritorno da ogni viaggio donavano alle mogli un ricamo da aggiungere al corpetto. Più ricami significavano più viaggi e quindi più successo. Ma questa è una storia che raccontiamo in un altro luogo, il “Museo per Via”, sempre nel borgo di Pieve Tesino, a due passi dal Museo Casa De Gasperi. 

 

Museo Casa De Gasperi

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Pubblicato il 02/07/2024