NEI BOSCHI DEL TRENTINO ANCHE LUPO E LINCE

Se per la lince l’unico esemplare presente appartiene ad un nucleo reintrodotto nel Cantone svizzero di San Gallo, per il lupo si è trattato di un ritorno del tutto spontaneo

Dopo aver rischiato di sparire del tutto in Italia attorno agli anni ’70 il lupo ha fatto registrare un progressivo aumento, favorito dalla protezione legale, dall’aumento esponenziale delle specie preda (ungulati selvatici) e da una minore persecuzione da parte dell’uomo. Oggi la popolazione Italiana di lupi è distribuita lungo la dorsale appenninica e su parte dell’arco alpino e in venti anni il lupo è arrivato ad occupare stabilmente le Alpi occidentali. Dalle popolazioni presenti tra Francia e Piemonte e in parte da quelle di origine dinarica e carpatica, assai più consistente, provengono i soggetti segnalati negli ultimi anni anche in provincia di Trento e nelle aree ad essa limitrofe. Il ritorno del lupo sull’arco alpino non è dunque frutto di progetti di reintroduzione, ma è in atto un ritorno spontaneo.

Dopo circa 150 anni di assenza, il lupo è stato segnalato in Trentino una prima volta nel 2008. Successivamente, nel 2010, un lupo maschio, migrato spontaneamente dalla popolazione delle Alpi occidentali, si è stabilito in alta Val di Non e da quell'anno la specie viene monitorata. I dati raccolti nel corso del 2017 riferiscono di 6 branchi (o gruppi famigliari) e 1 coppia i cui home range (Monti Lessini, Gruppo del carega, Altopiano di Asiago, Val di Fassa, Alta Val di Non, Altopiano di Folgaria) hanno interessato il territorio provinciale in modo totale o parziale.

Cervi, caprioli, camosci, mufloni e cinghiali costituiscono la principale fonte alimentare del lupo. Può tuttavia predare anche bestiame domestico, soprattutto se esso non viene opportunamente custodito, per lo più di media taglia.

In questo caso, come per l’orso bruno, la Provincia Autonoma di Trento provvede all’indennizzo totale di eventuali danni da lupo al bestiame domestico, se denunciati al Servizio Foreste e fauna entro 24 ore dalla loro constatazione. Lo stesso Servizio Foreste fornisce a titolo gratuito le recinzioni elettriche per ridurre i danni da predazione, che però poi devono essere opportunamente gestite e controllate per garantirne il corretto funzionamento.

La presenza della Lince in Trentino è oggi documentata grazie ad un esemplare maschio denominato B132 proveniente dalla piccola popolazione svizzera del Canton San Gallo. Questa lince, munita di radiocollare, dopo aver abbandonato il Gruppo di Brenta si è spostata tra i monti della val d'Ampola e la destra orografica del fiume Chiese nelle Giudicarie esteriori. La sua presenza è stata riconfermata nel novembre 2017 sopra l'abitato di Storo.

Entrambe queste specie svolgono un importante ruolo selettivo nei confronti delle loro specie prede e contribuiscono in maniera importante a favorire gli equilibri dell’ecosistema alpino.