Grotta Ernesto

Scoperta per caso, la grotta di Ernesto è uno dei siti preistorici più famosi del Trentino

Grotta Ernesto
Grotta Ernesto

E’ una piccola cavità, intercettata casualmente nel 1983 durante i lavori della strada forestale che da Enego sale all´altipiano della Marcesina nel Comune di Grigno e che ha custodito numerosi resti archeologici risalenti al periodo tardo-paleolitico-mesolitico. Gli operai impegnati nei lavori notarono la stretta apertura nella quale riuscì ad introdursi per la prima volta, dopo migliaia di anni, Ernesto, il ragazzino che ha dato il nome alla grotta. Si raggiunge percorrendo la statale n. 47 della Valsugana fino a Primolano, imboccando il bivio per Enego e poi per Frizzone, per arrivare a Stivai. Da qui si prosegue a piedi lungo la strada forestale che porta in Val d´Antenne.
Si tratta di una cavità carsica, formatasi in seguito dell´attività di erosione delle acque sotterranee su calcari compatti dolomitizzati, aperta a 1130 metri sul ripido versante orientale del colle dei Mineghini. La grotta si sviluppa per circa 65 metri. Dopo il primo cunicolo, segue una serie di cavità carsiche ricche di stalattiti e stalagmiti, con sale alte dai 3 ai 4 metri: la Sala del focolare, la Sala grande con la sua spettacolare cascata stalagmitica e la Camera della torcia. Al loro interno sono stati ritrovati intatti i resti, fissati dalle concrezioni calcaree, di un insediamento di cacciatori preistorici: ossa di animali e piccoli strumenti usati per la caccia.