Rifugiati nel silenzio maestoso dell’alta quota

Percorsi di trekking per conquistare i rifugi più remoti e fermarsi a dormire

Per chi va in montagna, il rifugio d'alta quota è come per il marinaio il faro che si staglia sulla costa. È un punto d'approdo e di ristoro, una casa lontano da casa. Forse i confort non sono quelli di un hotel a cinque stelle, ma solo perché non si può dare un prezzo al silenzio e alla maestosità del tramonto o dell'alba visti da lassù.

Ad accoglierti ci sono piatti semplici ma ristoratori (non si può dimenticare che l'approvvigionamento di queste strutture non è semplice) e le tavolate di legno le condividi con altri viandanti dei sentieri alti, con i loro zaini e i loro racconti di imprese alpine. Si dorme in camerata, su letti a castello che richiamano alla memoria i tempi andati e il piacere dell’essenziale. I visi prudenti e abbronzati dei gestori, i loro consigli sui percorsi e la loro necessità di ricordare che le luci vengono spente dopo il calare del sole (anche l'energia va conservata quassù!), ti fanno sentire in buone mani, quelle mani forti e intraprendenti di chi conosce e custodisce le terre alte del Trentino.

I percorsi per raggiungere questi rifugi sono tutti mediamente impegnativi, ma con un po’ di allenamento e preparazione puoi vivere l’esperienza gratificante di raggiungere il rifugio dopo una lunga giornata di trekking. Ecco le nostre proposte per la tua estate, fra le Dolomiti e il Lagorai.

#1

Rifugio Vioz

Ecco a voi il re dei rifugi, che svetta su tutti gli altri dell'arco delle Alpi orientali, sopra il limite dei 3.500 metri. Per raggiungerlo bisogna affrontare con tenacia e con lentezza il sentiero EE e i suoi 1200 metri di dislivello , che separano l'arrivo dall'impianto Doss dei Gembri  alla particolare architettura del rifugio, adatta a resistere alle intemperie della quota estrema.

#2

Rifugio XII Apostoli

Per salire fin quassù forse si deve un po' pregare: sarà per questo che il sentiero roccioso che porta al rifugio è stato chiamato scala santa! Questo sentiero, attrezzato anche con dei cordini d'acciaio in alcuni tratti, è davvero un percorso di conquista che sale su fino al rifugio. Lo vedi già lungo il sentiero, insieme al paesaggio argenteo in cui è incastonato.

#3

Rifugio Torre di Pisa

Questo rifugio è l'unico presidio del gruppo dolomitico del Latemar, collocato fra quei pinnacoli di dolomia, come il “Torre di Pisa” da cui prende il nome. Diversi impianti di risalita facilitano l'avvicinamento sia dalla Valle di Fiemme che lato Obereggen, ma noi ti suggeriamo, rimanendo fedeli agli altri percorsi, di guadagnarti una buona merenda partendo direttamente a piedi da Pampeago.

#4

Rifugio Rosetta

Quanto dista la luna? Più o meno 1300 metri di dislivello da San Martino di Castrozza! Per salire sull’altopiano delle Pale di San Martino puoi anche usare gli impianti, ma se vuoi conquistarne la crosta lunare-dolomitica e meritare la sosta ristoratrice al rifugio Rosetta, dovresti salire a piedi. Prima costeggiando i prati a bassa quota, poi salendo lungo il sentiero di roccette, attrezzato con cordini e parapetti.

Pubblicato il 16/10/2019