Rifugiati nel silenzio maestoso dell’alta quota

Percorsi di trekking per conquistare i rifugi più remoti e fermarsi a dormire

Per chi va in montagna, il rifugio d'alta quota è come per il marinaio il faro che si staglia sulla costa. È un punto d'approdo e di ristoro, una casa lontano da casa. Forse i confort non sono quelli di un hotel a cinque stelle, ma solo perché non si può dare un prezzo al silenzio e alla maestosità del tramonto o dell'alba visti da lassù.

Ad accoglierti ci sono piatti semplici ma ristoratori (non si può dimenticare che l'approvvigionamento di queste strutture non è semplice) e le tavolate di legno le condividi con altri viandanti dei sentieri alti, con i loro zaini e i loro racconti di imprese alpine. Si dorme in camerata, su letti a castello che richiamano alla memoria i tempi andati e il piacere dell’essenziale. I visi prudenti e abbronzati dei gestori, i loro consigli sui percorsi e la loro necessità di ricordare che le luci vengono spente dopo il calare del sole (anche l'energia va conservata quassù!), ti fanno sentire in buone mani, quelle mani forti e intraprendenti di chi conosce e custodisce le terre alte del Trentino.

I percorsi per raggiungere questi rifugi sono tutti mediamente impegnativi, ma con un po’ di allenamento e preparazione puoi vivere l’esperienza gratificante di raggiungere il rifugio dopo una lunga giornata di trekking. Ecco le nostre proposte per la tua estate, fra le Dolomiti e il Lagorai.

#1

Rifugio Velo della Madonna

Il nome curioso lo deve ad una delle scalate più verticali e famose delle Dolomiti che ha l’attacco proprio nelle vicinanze. Il rifugio incastonato fra le rocce, con un’ampia vista sulle valli sottostanti, è di costruzione recente ed è molto confortevole. Fra le molte vie di accesso disponibili, quella che parte da San Martino di Castrozza è un buon compromesso fra fatica, difficoltà e panorami incredibili.
ps: apertura dal 27 giugno 2020

#2

Rifugio Caré Alto

Là dove era stato eretto un vero e proprio villaggio militare, per combattere l’assurda guerra bianca in Adamello, ora sorge questo rifugio, in un contesto fra i più selvaggi del Trentino. La vista sulle Dolomiti di Brenta non ha rivali ed insieme all’aria sottile è ricompensa senza pari per tutti coloro che accettano la sfida di affrontare il dislivello, non eccessivo, che dalla Valle di Borzago conduce fino ai 2.459 metri d’altitudine.

#3

Rifugio Passo Principe

Interamente ricostruito nel 2006 al riparo di una roccia, con un importante utilizzo del legno nell’intera struttura, ha custodito le ridotte dimensioni originali di rifugio alpino. Sergio e Daniele Rosi, padre e figlio, ne sono i proprietari e i gestori, nonché due affidabili guide alpine che sapranno consigliarti sulle meravigliose escursioni che potrai intraprendere partendo da qui, dal cuore del Catinaccio.

#4

Rifugio Torre di Pisa

Questo rifugio è l'unico presidio del gruppo dolomitico del Latemar, collocato fra quei pinnacoli di dolomia, come il “Torre di Pisa” da cui prende il nome. Diversi impianti di risalita facilitano l'avvicinamento sia dalla Valle di Fiemme che lato Obereggen, ma noi ti suggeriamo, rimanendo fedeli agli altri percorsi, di guadagnarti una buona merenda partendo direttamente a piedi da Pampeago.

#5

Rifugio Tosa T. Pedrotti

Questo rifugio è tappa obbligatoria per tutti gli escursionisti che affrontano i classici giri nelle Dolomiti di Brenta, dato che si erge vicino all’unico valico, la Bocca di Brenta, che mette in comunicazione la zona di Campiglio con quella di Molveno. Fermati qui per conoscere Franco e la sua famiglia, che con dedizione amorevole e profonda conoscenza della montagna gestiscono questa casa nelle terre alte.

#6

Rifugio Cevedale “Guido Larcher”

Un balcone roccioso, ai piedi del monte Cevedale che, con i suoi 3.769 metri è la vetta più alta del Trentino. Il rifugio si trova nel Parco Nazionale dello Stelvio, luogo privilegiato per avvistare animali selvatici come caprioli, camosci o cervi. Puoi arrivare al rifugio con un’escursione di circa due ore dal parcheggio di Malga Mare (1.974 m.), percorrendo il sentiero SAT 102. ps: apertura dal 3 luglio 2020

Pubblicato il 24/06/2020