Il primo spumante D.O.C. in Italia
La storia del Trentodoc risale agli inizi del secolo scorso quando Giulio Ferrari, enologo dell’Istituto Agrario San Michele – oggi Fondazione Mach –, ebbe l’intuizione di provare a produrre bollicine dalle uve trentine. Durante i suoi viaggi aveva, infatti, notato che la natura del terroir e le condizioni climatiche del Trentino avrebbero potuto essere vincenti. E così fu.
Cominciò allora una storia fatta di esperienze condivise da viticoltori e aziende vinicole, tramandata con orgoglio e cura di generazione in generazione.
Nel 1993 arrivò il riconoscimento ufficiale. Trentodoc diventa la prima D.O.C. in Italia, e tra le prime al mondo, assegnata a un metodo classico.
Sono più di un centinaio, oggi, le etichette che in Trentino vantano il marchio collettivo territoriale Trentodoc riportato su ogni bottiglia e riconoscibile con la grafica delle due “O”: il gesto del remuage, la rotazione della bottiglia con una piccola scossa in modo che i residui si raccolgano nel collo, una peculiarità del metodo di produzione.
Sono quattro le fasi di lavorazione che contraddistinguono le bollicine di montagna prima di diventare Trentodoc, dopo una lunga maturazione. Per conoscerle, leggi il nostro articolo dedicato allo spumante che nasce fra le Alpi e il Garda.