Sulle orme degli artisti

Da Dürer a Freud, da Depero a Segantini: un viaggio alla scoperta dei luoghi che hanno incantato grandi personaggi del mondo della cultura

La montagna, l’esotismo della vita contadina, l’idillio alpestre e altri incantevoli scorci di paesaggio trentino si ritrovano negli acquerelli del Dürer, nei ricordi di Mozart, nelle opere letterarie di numerosi scrittori austriaci e nell’immaginazione visiva di due grandi artisti trentini: Fortunato Depero e Giovanni Segantini. Per chi ama l’arte e la letteratura, ecco sei itinerari per scoprire il Trentino di oggi attraverso gli occhi di alcuni famosi artisti di ieri.

Albrecht Dürer e la Val di Cembra– Il paesaggio tramandato nei colori

Alla fine del ‘400, il celebre pittore tedesco Albrecht Dürer intraprese un lungo viaggio per recarsi a Venezia. Lungo il percorso passò per il Lago Santo - una goccia blu tra verdi boschi di abeti - attraversò la Val di Cembra, immortalando il paesaggio incontrato sul suo cammino in alcuni acquerelli. Tra questi, l’artista tedesco ritrasse il diruto Castello di Segonzano.

Tutti luoghi da vedere anche oggi per rivivere scorci ed emozioni dei viandanti di un tempo, quando si preferivano le vie a mezza costa o in altura rispetto ai sentieri delle pianure, allora paludose e difficili da percorrere.

Fortunato Depero – La Casa d’Arte Futurista a Rovereto

Hai presente i colori accesi e le forme geometriche del futurismo? Oppure certe vecchie locandine pubblicitarie, come quella del rosso Campari, con la sua bottiglietta a cono, disegnata proprio da Depero?


La Casa d'Arte Futurista, a Rovereto, è sicuramente un luogo da visitare, per comprendere la potenza del design di Depero. Un luogo unico, voluto dallo stesso artista, che ne curò ogni dettaglio: dipinti, documenti, giornali dell’epoca, arazzi, mobili e giocattoli danno forma e colore allo stile del maestro futurista. Gli oggetti, le fotografie e le opere d’arte raccolte qui ti faranno rivivere le atmosfere del primo Novecento e delle avanguardie, assieme alla grande voglia di modernità che si respirava in quegli anni.

Robert Musil e la Valle dei Mocheni - “Grigia” e il percorso letterario Musil en Bernstol

Lo scrittore Robert Musil trascorse un anno nella Valle dei Mocheni come sottotenente dell’esercito austro-ungarico, durante la Prima Guerra Mondiale. Il letterato rimase molto impressionato dalla valle, luogo nascosto e sconosciuto ai più, i cui abitanti parlavano un tedesco arcaico, espressione di una civiltà contadina antica.

La Valle Incantata ha ispirato anche un lungo racconto - “Grigia” -  che parla dell’amore tormentato tra un uomo forestiero e una donna locale, inconoscibile e distante, come la montagna. Oggi è possibile ripercorrere le orme dello scrittore in Val dei Mocheni, grazie ad un percorso – Musil en Benstol - che unisce in un itinerario ideale diversi punti della valle, per esplorare questi luoghi come possibilità di “trasfigurazione dell’anima”.

La pittura di Giovanni Segantini ad Arco

Vissuto ad Arco fino ai sette anni d’età, il pittore divisionista Giovanni Segantini - dopo un’adolescenza turbolenta - divenne un grande artista, vivendo principalmente sulle Alpi svizzere dei Grigioni.


Il legame con il Trentino non tanto va ricercato nella sua biografia, quanto nell’ambientazione alpestre dei suoi quadri, capaci di ritrarre una società di contadini spirituale, quasi idilliaca nella sua povertà. Le montagne, la famiglia, il rapporto poetico con la natura e gli animali domestici nelle opere di Segantini paiono prendere vita, filtrate dalla poetica divisionista. Per vedere alcune opere dell’artista e saperne di più, ti consigliamo di visitare la Galleria a lui dedicata ad Arco, a Palazzo Panni, un piccolo museo interattivo ideale per avvicinarsi alla pittura di fine Ottocento in Trentino.
 

Arthur Schnitzler e San Martino di Castrozza - La signorina Else

La montagna, il Cimon della Pala fa da sfondo ad una delle novelle più controverse dello scrittore austriaco Arthur Schnitzler. È in un albergo di montagna, a San Martino di Castrozza che si consuma il tormento interiore della protagonista della storia, la signorina Else, diciannovenne viennese di buona famiglia. In questo racconto di Schnitzler, la natura imponente delle Dolomiti contrasta con il mondo chiuso e oppressivo in cui vive la protagonista, stretta fra obblighi sociali e una sua interiorità ribelle che fatica a trovare espressione. 


Né la natura, né la vita di società, ipocrita e soffocante, rappresenteranno una valida prospettiva di vita per questa giovane ragazza, in cerca della sua identità. Il suo monologo interiore, pura espressione del Novecento letterario, tra orgoglio e vulnerabilità, scaturisce in un gesto eclatante e scandaloso. Da leggere, magari sorseggiando un tè in un hotel storico dove rivivere suggestive atmosfere retrò

Il turista Freud sull'Alpe Cimbra

Il Trentino, tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, diventò mèta di viaggio e vacanza per i facoltosi viaggiatori dell’impero austroungarico che visitavano volentieri quella accogliente provincia dell’impero, all’epoca nota come “Tirolo italiano”. Uno dei luoghi prediletti dal grande psicanalista Sigmund Freud era Lavarone, con il suo nuovissimo Hotel du Lac affacciato sul bel lago di montagna.


Il fondatore della psicanalisi trascorse lì le sue vacanze estive con la famiglia nel 1906 e nel 1907. Vi ritornò anche nel 1923, quando la località, dopo la Prima Guerra Mondiale era diventata ormai parte del territorio italiano. Nei suoi diari di viaggio, Freud parla di Lavarone come di una località remota, in cui la sua sarebbe stata probabilmente la prima famiglia viennese a trascorrere le vacanze. Racconta di un luogo da cui era difficile staccarsi, e di un soggiorno tranquillo, tra bagni al lago, buona cucina, escursioni nei boschi e gite nelle vicine località del Trentino come Caldonazzo, Molveno e il Lago di Garda.