PERCORSO CICLOPEDONALE DELLA VALLE DELL'ADIGE

Dalla Piana Rotaliana a Borghetto lungo le strade arginali del fiume Adige, tra vigneti e campi coltivati toccando le città di Trento e Rovereto

Lunghezza

Con i suoi 99 km di percorso, la pista ciclabile della Valle dell’Adige è la più lunga della rete, poiché attraversa da nord a sud l’intera provincia di Trento, collegando così quella di Verona a quella di Bolzano. Il percorso si snoda lungo le vecchie strade arginali rimesse a nuovo, attraverso campagne e frutteti, costeggiando i borghi e le città di Trento e Rovereto. Il tempo di percorrenza medio stimato è circa 6-7 ore.

Dislivello

Le pendenze non sono mai significative, soltanto un centinaio di metri in salita tra la località di Pilcante e di Santa Lucia, nel comune di Ala.

Servizi

Lungo la pista ciclopedonale si trovano parcheggi per l’interscambio auto-biciclette, aree di sosta attrezzate con tavoli e panche, tabelle informative con utili indicazioni storiche, culturali, naturalistiche. Cartelli specifici riportano le caratteristiche delle zone attraversate, le specificità dell’ambiente e le sue risorse. Sono ben quattro i bicigrill costruiti lungo l’asta dell’Adige. Procedendo verso sud, il primo si incontra pochi chilometri dopo la partenza in località Cadino di Faedo. Un secondo lo si incontra dopo la città di Trento, sorge a fianco dell’argine sinistro del fiume, all’altezza dello svincolo per l’aeroporto “Gianni Caproni”. In prossimità di Nomi si incontra un terzo bicigrill, il primo realizzato in Trentino. Un quarto è posizionato a Vo’ Destro nei pressi di Avio. L’intero tragitto è marcato da cippi, che indicano le progressive distanze chilometriche. Questa pista è affiancata da due linee ferroviarie (quella del Brennero e la Trento - Malé), che permettono ai cicloturisti di pianificare i propri tour con flessibilità. Per informazioni su questo servizio: www.trasporti.provincia.tn.it/trasporto_bici

Percorso

Il percorso ciclopedonale della Valle dell’Adige è l’asse principale di tutta la rete ciclabile del Trentino: è un tracciato ad uso quasi esclusivo dei ciclisti che si sviluppa in gran parte sugli argini del fiume Adige, dal confine con la Provincia di Bolzano a quello con la provincia di Verona, attraversando ben 14 Comuni.

Ha inizio in località Cadino nel comune di Faedo, al confine con l’Alto Adige, dove prosegue la pista proveniente da Bolzano. Dal ponte di San Michele all’Adige, si continua verso Nave San Rocco e Zambana. Nei pressi della Stazione Ferroviaria Trento - Malé di Grumo si diparte una diramazione che permette di raggiungere Mezzocorona e Mezzolombardo. Proseguendo verso sud, la pista aggira la foce del torrente Avisio, verso est, e il centro di Lavis, per ridiscendere sulla riva sinistra e raggiungere nuovamente le sponde del fiume Adige. Da Trento sud la pista corre su entrambe le sponde dell’Adige e le due vie si riuniscono in corrispondenza di Mattarello. Superate alcune aree di sosta attrezzate, si affianca alla linea ferroviaria del Brennero. Raggiunto e attraversato il ponte di Besenello, si prosegue lungo il corso del fiume accompagnati dalla vista di Castel Beseno, fino ad incontrare il bicigrill di Nomi. Poco oltre Castel Pietra una breve diramazione risale fino a Calliano. La pista continua fino alla periferia di Rovereto. Percorrendo strade a traffico limitato, seguendo le indicazioni per San Giorgio e via Pasubio, si riprende la pista ciclopedonale protetta. Si attraversa Borgo Sacco, in direzione Rovereto, e oltrepassato lo sbarramento sul fiume Adige, dove si diparte il percorso verso Mori e il Lago di Garda, la pista prosegue fino a Serravalle, Pilcante di Ala e Borghetto sul confine con la provincia di Verona.

Punti di interesse

Pedalando si attraversano campagne coltivate a vigneti e frutteti, zone umide e biotopi sorti sull’antico corso del fiume. Fanno da sfondo le montagne, sulle cui pendici svettano le mura e le torri di castelli e rupi (Monreale, Castelbarco, Besenello, Sabbionara d’Avio). Scendendo da nord a sud si susseguono luoghi di particolare interesse, come i borghi antichi di Zambana Vecchia, Borgo Sacco e Sabbionara d’Avio, oltre ai centri più importanti come Mezzocorona nella Piana Rotaliana, Trento, Rovereto, Ala, ricchi di edifici storici, palazzi, chiese, musei, locali tipici e cantine. Attraversare la Valle dell’Adige significa anche entrare a contatto con le zone vitivinicole più importanti della provincia, visto che nella Piana Rotaliana si attraversano le coltivazioni di Teroldego, intorno al capoluogo quelle destinate alla produzione di uve bianche per il Trentodoc, in Vallagarina le coltivazioni di Marzemino.

Gli amanti della mountain bike a Besenello, superato il ponte sul Rio Secco, possono seguire la strada ripida per il Monte Scanuppia e Malga Palazzo, recentemente restaurata. Chi ha voglia di affrontare qualche salita impegnativa può provare quella che da Trento sale al Monte Bondone. Si parte dalla città ai piedi del Doss Trento verso l’abitato di Sardagna, salendo fino la conca delle Viote. Rientro da Garniga, attraverso Aldeno e Romagnano. È un itinerario impegnativo di circa 40 km, con un dislivello totale di 1400 metri. Da Rovereto si può salire sul Monte Zugna, attraversando la città, per un itinerario di 50 km, impegnativo ma molto suggestivo. Di particolare interesse storico culturale è la città di Trento con il Duomo, il Castello del Buonconsiglio, il MUSE progettato da Renzo Piano, le Gallerie di Piedicastello sede della Fondazione Museo Storico del Trentino, il Museo dell’aeronautica Gianni Caproni e il Doss Trento, che domina a ovest il capoluogo. Oggi è un parco urbano monumentale, dove si trovano i resti del perimetro di una Basilica Paleocristiana e il Museo Storico delle Truppe Alpine. Le bianche colonne visibili sulla sommità appartengono al mausoleo neoclassico dedicato a Cesare Battisti, il martire divenuto simbolo della lotta irredentista per l’annessione del Trentino all’Italia. Spicca per la sua imponenza anche Castel Beseno, che domina la località di Besenello, ed è il più grande complesso fortificato del Trentino. D’impronta medievale venne in parte ricostruito nel Cinquecento, oggi è sede distaccata del Museo del Castello del Buonconsiglio. A Rovereto vale la pena visitare il Mart, uno dei più importanti musei italiani di arte contemporanea, il Museo Storico Italiano della Guerra ospitato dal Castello di Rovereto e la Campana di Caduti sul Colle di Miravalle.