PERCORSO CICLOPEDONALE DELLA VAL DI LEDRO

Dodici chilometri tra natura e storia, dalle palafitte preistoriche di Ledro alle battaglie risorgimentali sul Colle di Santo Stefano a Bezzecca, alle ninfee del biotopo di Ampola

Lunghezza

Il percorso misura 12 km, da Molina di Ledro al Lago d’Ampola. Il tempo medio di percorrenza è di 1 ora e 30 minuti.

Dislivello

Il dislivello è poco rilevante, circa 90 metri in direzione est - ovest.

Servizi

Possibilità di parcheggio in prossimità della sede del Museo delle Palafitte a Molina di Ledro, dove inizia la pista ciclopedonale. In tutti i periodi dell'anno, aggiungendo 2 euro al prezzo del biglietto è possibile imbarcare la propria bicicletta sui pullman di linea.

Percorso

La pista ciclopedonale parte dall’abitato di Molina di Ledro, in prossimità della sede del Museo Palafitticolo, e percorre la strada panoramica a traffico promiscuo che costeggia la sponda meridionale del lago, portandosi verso la località Dos de Pur. Qui si abbandona la strada asfaltata per imboccare sulla destra una stradina con fondo in sterrato che si tuffa nel bosco. Il sentiero naturalistico, molto frequentato anche da pedoni, s’immette nuovamente sulla viabilità comunale a ridosso del circolo velico di Pieve di Ledro. Sulle stradine esistenti si raggiunge il ponte sul torrente Massangla, sul cui argine sinistro si snoda la pista protetta. Il tracciato risale dal corso del torrente e poi, recuperando stradine esistenti collegate da tratti e ponticelli, si mantiene sul fondovalle tra campagne e prati, lambendo l’abitato di Bezzecca.

Proseguendo si raggiunge la località di Santa Lucia, il nome della solitaria chiesetta riccamente affrescata e del parco attrezzato lungo il torrente Assat, dove è piacevole concedersi una sosta. Con un nuovo ponte si raggiunge l’altra sponda, passando attraverso i prati posti sopra l’area artigianale di Tiarno di Sotto, per poi giungere a Tiarno di Sopra. Sempre su facili stradine si raggiunge infine il laghetto d’Ampola, oggi biotopo di interesse provinciale e meta finale della pista. Pontili, punti di osservazione, bacheche guidano il visitatore in questi particolari ambienti naturali, descrivendone le peculiarità.

Punti d’interesse

Il Museo delle Palafitte del Lago di Ledro, a Molina di Ledro, è sede distaccata del Muse di Trento. Tanti i reperti custoditi, tanto da qualificare questo museo palafitticolo tra i più importanti d’Europa (età del bronzo, II millennio a.C.) e Patrimonio dell'Umanità Unesco. A Molina di Ledro, in centro, un’iscrizione posta su un edificio ricorda la casa natale di Andrea Maffei (1798-1885) tra i primi grandi traduttori italiani di Schiller, Heine, Byron, Shakespeare.

Da visitare, inoltre, a Pieve di Ledro, il Laboratorio farmaceutico Foletto, che espone le attrezzature utilizzate un tempo nella preparazione di medicamenti e materiali sanitari. Nella frazione di Prè, di particolare interesse storico è la fucina dei Ciuaroi, edificio testimonianza del faticoso lavoro dei chiodi da scarpa, che è stata l’unica fonte di reddito degli abitanti della zona per decenni.

La fornace, detta anche calchera, serviva per la produzione della calce spenta per uso edilizio (imbiancatura, piccole costruzioni, disinfezione dei locali, ecc). Quasi ogni paese ne costruiva una: anche in Valle di Ledro ne sono state censite e restaurate diverse. Solo nel comune di Molina se ne contano una decina, alcune delle quali attive fino agli anni Cinquanta.

Il Lago d’Ampola, piccolo specchio di 400 m di lunghezza e 150 di larghezza, riceve le acque da numerosi ruscelli e ricambia con il suo emissario, il Torrente Palvico. Proseguendo lungo la S.S. 240 in direzione di Storo, si può raggiungere la cascata, affascinante per le diverse stratificazioni di roccia. Poco dopo il Lago d’Ambola dalla Statale si diparte la strada che sale verso l’Alpe di Tremalzo con numerosi percorsi per mountain bike lungo i tracciati dell’antica viabilità militare creata a ridosso dell’antico confine tra Regno d’Italia e Impero d’Austria.

Il Colle di Santo Stefano, sovrastante l’abitato di Bezzecca, dedica ai Caduti della Guerra il Parco della Pace e la chiesa sconsacrata di Santo Stefano, divenuta Monumento Ossario.

La Valle di Ledro è anche il regno dei biker, grazie ad innumerevoli sentieri e stradine che portano gli escursionisti verso mete davvero suggestive in un ambiente naturale ancora incontaminato.