PERCORSO CICLOPEDONALE ADIGE-GARDA

Dalla valle dell’Adige al Lago di Garda sulle orme di Goethe, un itinerario tra storia, atmosfere e paesaggi mediterranei

Lunghezza

La pista ciclopedonale che collega Mori a Torbole, Riva del Garda e Varone è lunga 23 km. Il tempo medio di percorrenza previsto è di 2 ore e 30 circa.

Dislivello

Il dislivello non è troppo impegnativo: da Mori verso Torbole è di 112 metri, da Torbole verso Mori di 206 metri, mentre il tratto in riva al lago è praticamente pianeggiante.

Servizi

Lungo il percorso non mancano aree dove si può sostare apprezzando il panorama offerto dal più esteso lago italiano. In prossimità del lago di Loppio, nell’omonima frazione, un bicigrill assicura assistenza e ristoro

Percorso

La pista prende avvio direttamente da quella della Valle dell’Adige a sud di Rovereto. Superato l’interessante centro storico di Mori, per riprendere il percorso si deve attraversare la strada statale, imboccare un breve tratto promiscuo e al primo bivio inizia la pista ciclabile sulla destra. Dopo alcuni chilometri si raggiunge la frazione di Loppio. Qui fino agli anni Cinquanta c’era un lago, ora sito protetto, perché biotopo. Dopo essersi messi alle spalle con un po’ di fatica il passo di San Giovanni, la pista con un percorso divertente di saliscendi e curve accompagna nella solare piana di Nago, Si scende quindi verso il lago, lungo la panoramica e ripida strada di Santa Lucia, che sbuca nella bella piazza di Torbole. Siamo ora sulle sponde del Garda e la pista fino a Riva diventa una passeggiata da compiere a passo d’uomo, godendo del paesaggio. All’altezza della passerella che scavalca il fiume Sarca si diparte la pista ciclabile dei Laghi.

Alle foci dei torrenti Albola e Varone il percorso abbandona il lago e risale a fianco del secondo fino alla località omonima, nota per la spettacolare cascata.

Punti d’interesse

Per lunghi tratti la pista corre sul vecchio tracciato della ferrovia MAR (acronimo di Mori-Arco-Riva del Garda), una delle prime linee a scartamento ridotto costruite nel 1891. Pedalando si attraversano i borghi, tra i filari coltivati a vite, si costeggia la palude biotopo di Loppio, che dopo periodi di piogge abbondanti si ripropone come scenografico specchio d’acqua racchiuso tra rocce e pendici. Tra le poche case di Loppio spicca il Palazzo Castelbarco, un’antica casa torre del XII secolo adattata a residenza principale della famiglia omonima. Sulla piccola isola di S. Andrea è stato riportato alla luce un sito archeologico pluristratificato, con testimonianze che vanno dalla preistoria all'epoca tardoantica a quella medievale, per giungere fino alla Prima Guerra Mondiale. Dall’alto del Passo San Giovanni si rimane incantati dal panorama: dapprima il borgo di Nago, dominato sulla sinistra dalle rovine di Castel Penede, e poi Torbole, Riva, separati dal cuneo roccioso del Monte Brione fortificato dagli austriaci.

Nella parte bassa del paese di Nago si notano i forti, opere in casematte costruite tra il 1860 e il 1862 che controllavano la via per Loppio e difendevano la parete fortificata del Monte Brione tramite postazioni di cannoniere, fuciliere e mitragliatrici. Oggi le due strutture in pietra calcarea vivono nella loro trasformazione turistica con punti di ristoro e spazi espositivi per mostre temporanee. Da Nago sono raggiungibili le Marmitte dei Giganti, cavità rotondeggianti formatesi in epoca glaciale e così soprannominate dalla tradizione popolare per il loro aspetto di grossi pentoloni.

Arrivati a Torbole, la pista diventa una lunga e piacevole passeggiata sulle sponde del lago: nella bella stagione offre l’occasione per rinfrescarsi in mezzo ad una vivace folla di bagnanti, mentre sull’acqua miriadi di vele sfrecciano sospinte dall’Ora del Garda.

Non può mancare la visita al centro di Riva, tra stradine, portici trecenteschi, intime piazzette, la Rocca medievale che domina il porto e oggi sede del Museo Civico, la facile escursione, a piedi o in mountainbike fino al Bastione veneziano che domina la città.