I SUONI DELLE DOLOMITI, IL MEGLIO DELLA MUSICA E DELLA MONTAGNA

Sono venticinque gli appuntamenti ambientati negli scenari più affascinanti delle Dolomiti trentine, raggiunti a piedi dal pubblico e dai musicisti che poi, tolti gli strumenti dagli zaini, si esibiscono proponendo musica che tocca tutti i generi

Esistono cose belle ed altre se ne creano, a volte si incontrano e questo ha effetti straordinari. È il caso del festival "I Suoni delle Dolomiti" che anno dopo anno propone l'abbinamento vincente tra luoghi incantevoli ed esperienze altrettanto indimenticabili grazie a una formula consolidata - ma mai uguale a se stessa - che vede grandi musicisti esibirsi tra le più belle cime delle Dolomiti trentine. Ogni anno idee e musiche nuove percorrono sentieri e pareti, ogni anno si aggiungono scenari nuovi, ogni anno torna la voglia di sperimentare e mettersi in gioco anche nel dialogo tra artisti, pubblico e natura. E ogni anno migliaia di persone scoprono la montagna come luogo di meraviglia e incontro, come esperienza da ricordare e, soprattutto, da vivere come non si fa con nessun altro luogo.

È questo il contesto nel quale prende vita anche quest'anno il festival – ormai giunto alla XXIV edizione – che propone venticinque appuntamenti musicali che spaziano dalla musica classica al jazz, dalla world music alla canzone d’autore coinvolgendo musicisti e artisti da tutto il mondo. A chi partecipa come interprete o pubblico viene chiesto di essere protagonista – questo si sa ma è sempre bene ricordarlo – e di raggiungere i luoghi dei concerti a piedi, condividendo sentieri tra pascoli alpini e boschi o rocce. Sulle spalle i musicisti portano, i propri strumenti sino a radure, conche, formazioni rocciose dove a mezzogiorno – all'alba alle ore 6 – si assiste a quell'unico e irripetibile incontro (condiviso) tra la creatività, la natura con i suoi silenzi, suoni, colori e le persone.

“I Suoni delle Dolomiti” però non interessano solo le vette. Come già per il 2017, il Festival riscopre la montagna nella sua completezza e complessità con una serie di eventi – Campiglio Special Week assieme a Mario Brunello, Gidon Kremer e la Kremerata Baltica – che interessano anche i luoghi in valle o a mezza montagna, valorizzando spazi all'aperto ed edifici storici e permettendo così ai turisti e agli abitanti di scoprire prestigiosi saloni ricchi di storia, antiche chiesette affrescate, malghe... e di vivere la musica come esperienza da affiancare alle escursioni, al relax e alla gastronomia.

L’edizione 2018 de “I Suoni delle Dolomiti” si conferma ancora una volta attenta a proporre un mix di generi musicali, eventi e progetti che con la consueta attenzione alla qualità e alla ricerca sono in grado di soddisfare i gusti più diversi intrecciando musica, narrazione e rappresentazione.

L'apertura del cartellone, il 30 giugno, è affidata a un nome che non ha certo bisogno di presentazioni: Graham Nash al Rifugio Micheluzzi in Val di Fassa. Un appuntamento ghiottissimo per tutti gli appassionati di musica americana e in generale della musica visto che da solo e al fianco di David Crosby, Stephen Stills e Neil Young ha segnato la scena musicale dal 1969 in poi con un continuo dialogo tra rock, folk, pop, cantautorato d'autore e persino jazz.

Dopo Nash approda sulle Dolomiti un altro grande esponente della canzone americana come Grant-Lee Phillips (7 agosto a Malga Canvere in Val di Fiemme) polistrumentista e musicista originale che negli anni Novanta portò un bel po' di aria fresca con i suoi Grant Lee Buffalo venendo anche eletto miglior voce dell'anno nel '95 dal magazine Rolling Stones e mantenendo nel tempo un proprio originale percorso artistico affiancando ai 6 album dei GLB 8 lavori da solista.

Molto interessante è la proposta legata al genere jazz. Anzitutto con un progetto che lancia un ponte con la canzone d'autore e dedicato a Lucio Battisti. Si tratta di “Pensieri e Parole” (3 agosto a Villa Welsperg ai piedi delle Pale di San Martino) omaggio a un artista unico, intimo e lirico, sofisticato e popolare allo stesso tempo, che vede in scena Peppe Servillo, Javier Girotto, Fabrizio Bosso, Furio Di Castri, Rita Marcotulli e Mattia Barbieri.

Viene dal Giappone Chichiro Yamanaka, considerata una delle migliori musiciste del momento, osannata dal New York Times come una "tra le pianiste più importanti e geniali del XXI secolo". Al Passo di Lavazé in Val di Fiemme (12 luglio) sarà in un trio tutto femminile con Ilaria Capalbo e Sophie Alloway – Yamanaka Electric Female Trio – per proporre il suo lavoro "The Spheres". Vengono invece da molto più vicino ma operando un vero e proprio viaggio nel tempo e nella tradizione Maria Pia Devito & Ensemble Burnogualà che sul Col Margherita in Val di Fassa saluteranno il sorgere del sole a L'Alba delle Dolomiti (ore 6) con un lavoro che porterà il pubblico tra danze, bisticci, suoni, cicli carnevaleschi, serenate e composizioni – come le Moresche di Orlando di Lasso – lingue, dialetti, improvvisazioni e persino imitazioni di strumenti e versi di animali.

Aperto alle influenze di ogni tipo – forse per la sua stessa essenza di genere musicale ibrido e meticcio – il jazz a "I Suoni delle Dolomiti" è anche energia esplosiva con quella che è una vera e propria “Fanfara Urbana” – così l'ha definita Carlin Petrini – ossia la Bandakadabra che riunisce, mescola e ricrea jazz, musica balkan, classica a popolare (15 luglio a Campo Flavona in Val di Non). Tra le presenze internazionali, infine anche, Ferenc Snétberger e Tony Lakatos (10 agosto, Rifugio Bergvagabungen in Val di Fassa), virtuosi rispettivamente della chitarra e del sassofono, entrambi aperti alla rielaborazione e all'improvvisazione, grandi cultori del suono nella sua essenza, e Andrea Motis – al Pian della Nana in Val di Non il 20 agosto. La trombettista, cantante e compositrice con ormai all'attivo sette album in studio approda ai Suoni con un quartetto esplorando standard jazz e nuovi percorsi, con una voce che ha spinto molti a paragonarla a illustri cantanti jazz del passato.

Non poteva mancare al Festival la voglia di sperimentare l'incontro tra generi e percorsi diversi come quelli che ricollocano la tradizione popolare in un contesto polifonico, attento alle radici e ai nuovi orizzonti, superando di slancio i confini per dialogare con altre tradizioni. È il caso di Ginevra di Marco che si esibisce il 27 luglio sull'Altopiano della Paganella. Dapprima all'interno del Consorzio Suonatori Indipendenti (CSI) e quindi con un percorso personale si è imposta come una delle voci femminili italiane più belle e amate e condurrà il pubblico dei Suoni alla scoperta di una cantante e donna straordinaria come l'argentina Mercedes Sosa. E sempre a proposito di grandi interpreti femminili ecco anche Teresa Salgueiro, salita alla ribalta con i Madredeus, che a Camp Centener sulle Dolomiti di Brenta (24 agosto) non mancherà di incantare tutti con la straordinaria sensibilità e melodia della sua voce e brani tratti dal suo ultimo lavoro “O Horizonte”. E se l'orizzonte di Teresa Salgueiro spesso collima con i sogni, i desideri o la ricerca di un proprio posto nel mondo, i Dakhabrakha (28 agosto a Jonta in Val di Fassa) ci portano invece lontano, nel profondo Est slavo. Vengono dall'Ucraina e sono un autentico scossone nella tradizionale musicale ucraina, tanto da definire la loro musica come “ethnic chaos” e utilizzando strumentazioni provenienti da altre tradizioni folk – indiana, araba, africana, russa e australiana – per rivisitare il patrimonio musicale del proprio Paese.

Tanti gli appuntamenti con la grande musica classica come quello con colui che è un'autentica superstar: Avi Avital, primo mandolinista a ricevere una nomination ai Grammy come solista, e uno dei più celebri ambasciatori di questo strumento in grado di costruire ponti e connessioni tra musica classica e tradizione. Il New York Times ha definito le sue esibizioni dal vivo "un'esplosione di passione e di carisma". Lo si potrà ascoltare al Rifugio Contrin in Val di Fassa il 18 luglio.

Tra gli eventi che vedono protagonisti gli archi ecco il Vision String Quartet (1 agosto ai Laghi di Bombasèl in Val di Fiemme) uno dei più raffinati quartetti d’archi emergenti che si caratterizza per una singolare versatilità in grado di affiancare il repertorio quartettistico classico a proprie composizioni e arrangiamenti di altri generi. Arriva a "I Suoni delle Dolomiti" dopo i riconoscimenti ricevuti al Concorso Felix Mendelssohn Bartholdy di Berlino, al Concorso Internazionale di Ginevra e il Würth Prize. Altro quartetto, questa volta tutto al femminile (28 agosto a località La Porta in Val di Fiemme), è composto da Isabelle Faust – violinista di fama mondiale e protagonista al Festival anche di un trekking musicale – che si esibirà assieme a tre interpreti d'eccezione come Kristin von der Goltz, Anne Katharina Schreiber, Danusha Waskiewicz.

La musica che incontra altri linguaggi, che diventa opportunità per raccontare e valorizzare territori, guardare alla storia e immaginare il futuro è al centro di una serie di progetti speciali pensati e ideati espressamente per "I Suoni delle Dolomiti". L'incontro tra il jazz e la tradizione alpina anima la collaborazione tra la Musega de Poza – espressione della cultura musicale ladina – e un grande interprete internazionale sempre aperto alle contaminazioni come Paolo Fresu. Un sodalizio che sotto la direzione artistica di Marco Somadossi – musicista internazionale e docente di Composizione e Strumentazione per Orchestra di Fiati al Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine – racconterà la musica della montagna ispirandosi a brani tradizionali alpini e ladini, a simboli e gesti quotidiani e persino alla natura per quello che si annuncia un viaggio sonoro ricco di scoperte. Il 29 luglio al Rifugio Roda di Vael in Val di Fassa.

La musica classica che si apre a sperimentazioni, contaminazioni, incroci di generi, che sa dialogare col tempo e gli spazi, che attinge anche ad altri linguaggi creativi è al centro di un secondo progetto speciale, un autentico festival nel festival. Si tratta della Campiglio Special Week che ritorna dopo lo straordinario successo della scorsa estate ad animare, dal 16 al 27 luglio, vari luoghi della Val Rendena con esibizioni ed eventi in spazi aperti così come in malghe e saloni storici. Protagonisti sono ancora la Kremerata Baltica con Gidon Kremer – il più grande violinista in attività al mondo - e Andrei Pushkarev che non hanno certo esaurito la loro incontenibile capacità di sperimentare e mettersi in gioco. Palazzo Lodron Bertelli a Caderzone Terme (ore 17,30 e 21) ospita il Kremerata Baltica Trio e Andrei Pushkarev per l'inzio di un particolare percorso dedicato alla musica da camera. L'indomani (17 luglio) la formazione del Kremerata Baltica Chamber si esibisce al Lago Asciutto sulle Dolomiti di Brenta mentre Gidon Kremer – fondatore di questa fucina dei migliori talenti musicali dei Paesi baltici – conduce il pubblico in un ardito e affascinante progetto che incrocia musica, Storia e le straordinarie immagini del grande fotografo lituano Antanas Sutkus. E per un evento del genere la location scelta pare perfetta: il Salone Hofer di Madonna di Campiglio (18 luglio ore 21).

Il particolarissimo scenario del lago Nero nel Gruppo della Presanella con la sua straordinaria panoramica sulle Dolomiti e i mille colori dei licheni accoglie i dialoghi a due tra il violoncellista Mario Brunello, il vibrafonista Andrei Pushkarev e il Kremerata Baltica String Trio (19 luglio).

Proprio sull'altro versante della Valle sale l'indomani – 20 luglio – la Kremerata Baltica per un concerto nelle vicinanze dello storico Rifugio F.F. Tucket e Q. Sella mentre sarà Malga Brenta Bassa ad accogliere l'ultima esibizione all'aperto della Special Campiglio Week con Gidon Kremer e la Kremerata Baltica (22 luglio): una prima mondiale assoluta pensata per I Suoni delle Dolomiti e dedicata alla musica da circo e da cinema. Per gli amanti delle atmosfere più raccolte con la voglia di scoprire anche un autentico gioiello artistico come la Chiesa di San Vigilio a Spiazzo Rendena è assolutamente consigliabile non perdere l'esibizione sempre di Kremer e della Kremerata del 21 luglio alle ore 21 dedicato a un compositore molto amato dal violinista lettone.

E sarà un altro progetto speciale, nato dall'incontro tra musica e narrazione, a chiudere definitivamente il ricchissimo cartellone del Festival trentino di musica in quota con “E intanto si suona” che il 31 agosto alle 17 verrà proposto a Malga Costa in val di Sella. Un viaggio originale nell'Europa di questi ultimi 100 anni, sin da quando la tragedia della Grande Guerra aveva travolto gli uomini senza però annientarne del tutto l'umanità, la sensibilità, la capacità di riconoscere bene e male, bellezza e distruzione. Filo conduttore sono la scrittura e la musica, due passioni che resistono alla storia, ma anche il silenzio. Il tutto – nato da una idea di Mario Brunello e Alessandro Baricco – riunisce una composizione inedita di Giovanni Sollima, musiche di Nouri Iskandar e Arisha Samsamina, l'attore Neri Marcorè, i musicisti Marco Rizzi, Regis Bringolf, Danilo Rossi, Mario Brunello, Florian Berner, Gabriele Ragghianti, Ivano Battiston, Signum Saxophone Quartet, mentre i testi sono di Eleonora Sottili e Emiliano Poddi per la Scuola Holden.

Nel programma de "I Suoni delle Dolomiti" non poteva mancare l'ormai tradizionale Trekking. Protagoniste saranno le Pale di San Martino e con esse il violoncellista Mario Brunello e il celebre alpinista e scalatore Maurizio Zanolla conosciuto come Manolo. Una tre giorni – dal 6 all'8 luglio – in cui si alterneranno momenti musicali e di narrazione e che vivrà una fase conclusiva aperta a tutti con l'evento dell'8 luglio al Rifugio Rosetta Giovanni Pedrotti sulle Pale di San Martino.

Tutti i concerti avranno inizio alle ore 12, con l’eccezione dell’alba (ore 6) e degli eventi in fondo valle, secondo gli orari indicati.

Alcuni eventi sono a pagamento e per un numero limitato di persone (vedi sito web www.isuonidelledolomiti.it).

Trekking a pagamento (euro 360) e a numero chiuso. Prenotazioni solo telefoniche a partire dal 7 maggio ai numeri 347 4944220 / 348 2222790

"I Suoni delle Dolomiti" è ideato e curato da Trentino Marketing e dalle Apt della Val di Fassa, della Val di Fiemme, di San Martino di Castrozza - Passo Rolle - Primiero e Vanoi, della Val di Non, di Madonna di Campiglio - Pinzolo - Val Rendena, di Dolomiti Paganella e della Valsugana

 

Trento, marzo 2018

Informazioni: isuonidelledolomiti.it