CAMPIGLIO SPECIAL WEEK, UN FESTIVAL NEL FESTIVAL

Torna con una terza edizione il progetto che tocca non solo le cime delle Dolomiti di Brenta, ma anche prati, monumenti, saloni antichi e luoghi particolarmente suggestivi del fondovalle e della media montagna. Si tratta della Campiglio Special Week, che quest'anno esplora il mondo composito e ricchissimo della musica e della cultura brasiliana

Con una popolazione di oltre 200 milioni di abitanti e una superficie che supera quella degli Stati Uniti (Stato dell'Alaska compreso), il Brasile è di fatto un paese-continente al cui interno le differenze culturali e storiche sono all'origine di una ricchezza di esperienze che per quel che riguarda la sfera musicale offre percorsi e viaggi inusuali.

Pensando alle immagini più note del Brasile è più facile essere colpiti dalle grandi differenze con il Trentino che non dalle similitudini, eppure esistono forti legami e vicinanze tra queste due terre. Anzitutto da un punto di vista antropologico e storico, per la massiccia emigrazione italiana che dal nord est attraversò l'Atlantico per approdare nelle terre brasiliane; quindi la grande importanza della natura in entrambi i territori che ha segnato le rispettive tradizioni culturali: i canti alpini, le leggende, la produzione pittorica e poetica per parte trentina, e i numerosi riferimenti a animali e paesaggi nella musica popolare dall'altra.

Nasce anche da questo, e grazie a un'idea di Gabriele Mirabassi, lo sguardo curioso della Campiglio Special Week sul Brasile che non solo si sofferma sulle migliori esperienze sonore del grande paese sudamericano ma anche sul fascino che ha trasmesso a molti musicisti internazionali.

Per questo – dal primo del mese e fino al 7 settembre – in diversi luoghi della località ai piedi delle Dolomiti di Brenta, negli spazi aperti così come in malghe e saloni storici, si ritrovano ritmi di festa, colte e raffinate musiche d'autore, passionali canzoni popolari e le straordinarie doti di strumentisti che percorrono tradizioni o si aprono all'innovazione imbracciando uno degli strumenti tipici della musica brasiliana.

Si comincia il primo settembre all'alba (ore 6.30) con il saluto, a Pra Castron di Flavona, tra il grande fisarmonicista brasiliano Toninho Ferragutti e i violoncellisti in partenza per il trekking di tre giorni sulle cime del Brenta: gli italiani Mario Brunello e Walter Vestidello, il greco ma brasiliano di adozione Dimos Goudaroulis, l'irlandese Naomi Berrill. Un incontro tra musica brasiliana da un lato - quella più ruvida della tradizione del nordest e quella più colta e sofisticata delle città pauliste -, e la musica classica con una particolare attenzione alla musica barocca dall'altro.

Il dialogo tra tradizione popolare e colta sembra segnare fortemente la musica del paese sudamericano e idealmente si ripropone anche al termine del trekking – il 3 settembre a Camp Centener (ore 12) – quando i violoncellisti incontreranno e suoneranno insieme al maggiore interprete del violoncello del Brasile e grandissimo arrangiatore Jaques Morelenbaum, in quell'occasione assieme a Lula Galvâo e Rafael Barata.

Con Gabriele Mirabassi, al Salone Hofer il 2 settembre ad ore 21, si scoprirà anche l'influenza che la musica brasiliana ha avuto sui grandi musicisti internazionali. Il virtuoso del clarinetto vanta collaborazioni a tutto tondo, da Richard Galliano a Gianmaria Testa, da Marco Paolini a Erri De Luca, e presenta assieme ai suoi compagni di viaggio, Cristina Renzetti e Roberto Taufic, un repertorio di canzoni che guarda al lato "agreste" del Brasile: quello meno noto all'estero, ma più amato e sentito dai brasiliani.

Il 4 settembre a Malga Brenta Bassa (ore 12) è il turno di un altro musicista che con il Brasile ha stretto forti legami creativi: Stefano Bollani. Il pianista milanese trasforma ogni concerto in un'esperienza pirotecnica densa di citazioni, accenni, percorsi, riletture, contaminazioni e nuove intuizioni e conferma di volta in volta il suo ruolo nel mondo jazzistico nazionale e internazionale e non solo, visto che le sue collaborazioni con artisti famosi e orchestre sinfoniche spaziano ormai tra i più diversi generi.

Toninho Ferragutti e la sua fisarmonica - lo strumento che vanta una particolare tradizione nel nordest del Brasile – ritorna a esibirsi il 5 settembre al PalaCampiglio (ore 21) in un solo che lascerà poi spazio alla magica voce di Monica Salmaso. Con lei si entra nel mondo della canzone d'autore brasiliana, perlustrata in una folgorante carriera dal 1989 a oggi con oltre dieci album e numerose collaborazioni artistiche. La sua straordinaria padronanza della voce, la scelta sempre ricercatissima del repertorio, unite alla sua carismatica personalità e alla qualità eccelsa dei musicisti che la accompagnano - in questo caso Teco Cardoso e Nelson Ayres - fanno di ogni suo concerto un evento imperdibile.

Altro musicista molto atteso è Yamandu Costa, oggi considerato unanimemente tra i più importanti interpreti della chitarra brasiliana. Figlio d'arte, della cantante Clari Marcon e del chitarrista e trombettista Algacir Costa, Yamandu Costa ha iniziato giovanissimo lo studio di questo strumento e si è guadagnato riconoscimenti nazionali e internazionali: dalla candidatura al Grammy Latino alla vittoria del Premio Internazionale del Cubadisco. A Malga Vagliana il 7 settembre alle ore 12 lo si potrà ascoltare muoversi tra choro, samba e musica della sua terra natale, il Rio Grande do sul.

Non poteva mancare infine il Brasile dei ritmi travolgenti della tradizione della samba di strada, che sarà portata tra le vie del centro storico di Madonna di Campiglio il 6 settembre (ore 17.30) da Comunicato Samba, ensemble diretto da Gilson Silveira.

Alcuni eventi sono a pagamento e per un numero limitato di persone (vedi sito web www.isuonidelledolomiti.it).