Il Carnevale e i Coscritti
Dall'Epifania al Martedì Grasso, la Valle entra nel tempo del Carnevale, il momento di massima libertà e interazione sociale.
- Le figure del Carnevale: i coscritti scelgono chi tra loro interpreterà i personaggi mitici: Il Bécio e la Bécia: I "vecchi", rappresentanti del tempo che passa e della fertilità,e l’Oertrogar: Il portatore di uova, che porta la gerla (kraks) tipica dei venditori ambulanti mòcheni di un tempo.
- La visita ai masi: il corteo è itinerante. Il Lunedì Grasso (Vressar mata) è dedicato alle donne; i giovani visitano le case delle ragazze "da marito" ordinando torte che ritireranno il giorno seguente. È anche un momento in cui si raccolgono storie e piccoli scandali che verranno poi resi scherzosamente pubblici nel "Testamento del Carnevale"
- Martedì Grasso: è il culmine del Carnevale. Accompagnati dai suonatori, i coscritti visitano ogni gruppo di case. Qui compiono gesti rituali come la semina (si sparge segatura all'entrata delle case), la lettura dei Testamenti e il lancio delle padelle: un gesto rumoroso per scacciare l'inverno e gli spiriti maligni.
La Chiusura del Ciclo: Pasqua
Dopo l'esuberanza del Carnevale, l'anno dei coscritti trova un momento di solennità religiosa.
Il Krònz viene riposto per tutto il periodo quaresimale, per essere indossato un'ultima volta durante la Messa di Pasqua. È la consacrazione definitiva: il giovane è ora un uomo, pronto a costruire il proprio futuro all'interno della Valle.