Quali mostre vedere in Trentino?
Dai paesaggi urbani di Berengo Gardin al Mart alla musica nelle corti al Buonconsiglio
Fotografia d'autore, musica nelle corti europee, biodiversità e arte contemporanea: sono questi alcuni dei temi al centro delle mostre dell'autunno culturale del Trentino. Ecco quelle da mettere subito in agenda.
Il Mart di Rovereto guida la stagione con la mostra “Mondi da abitare”, dedicata a Gianni Berengo Gardin e ai suoi celebri paesaggi urbani. Sempre al Mart, dal 28 novembre, la mostra "Fronti opposti. Arte italiana tra Guttuso e Vedova", dedicata alla scena artistica del secondo dopoguerra.
A Trento il Castello del Buonconsiglio risuona con la mostra “Il potere della musica”, un viaggio per scoprire il ruolo che la musica ha rivestito nelle corti tra il XV e il XVII secolo. Il MUSE, invece, nel suo spazio Agorà ospita “Il Parlamento della biodiversità”, progetto che invita a immaginare una forma di rappresentanza anche per le altre specie che condividono con noi il pianeta.
Poco distante, Palazzo delle Albere ospita "Flowing Waters. Arte, natura e scienza dell'acqua intorno a noi", una riflessione sull'acqua come elemento essenziale per la vita e risorsa sempre più preziosa.
Completano il panorama due coinvolgenti esperienze immersive: una alle Gallerie di Trento e una al METS di San Michele all'Adige, dove arte contemporanea e patrimonio etnografico si incontrano per affrontare temi di forte attualità come la dignità, la salute e la sicurezza sul lavoro.
Sono le mostre di punta della stagione autunnale, una selezione di appuntamenti che da soli valgono una visita in Trentino. Nel resto dell'articolo scopriamo anche le altre esposizioni in programma sul territorio.
MOSTRE A ROVERETO
MOSTRE A TRENTO
- MUSE
- Castello del Buonconsiglio
- Museo Diocesano
- Le Gallerie
- Galleria Civica di Trento
- Palazzo delle Albere
- Trento Sotterranea
- Palazzo Trentini
MOSTRE ED INIZIATIVE IN TRENTINO
- METS - San Michele all'Adige
- Castel Caldes - Caldes, Val di Sole
- Castel Belasi - Campodenno
- Castel Pergine - Pergine Valsugana
- MAG - Riva del Garda
- Museo Lusérn - Luserna
- Museo delle Palafitte - Fiavé
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Info accessibilità in musei e luoghi di cultura
Il Trentino, nei suoi luoghi della cultura, offre molte opportunità di visite guidate accessibili e proposte esperienziali a pubblici con disabilità.
Diverse realtà culturali, oltre all’abbattimento delle barriere architettoniche, hanno creato percorsi multisensoriali e impiegato l’uso della tecnologia per permettere l’accesso e la fruizione alla cultura a tutte le persone.
Qui trovi le iniziative messe in atto dai principali musei del Trentino
IN PRIMO PIANO: Aperto il nuovo spazio espositivo Novecento Trentino '14 '72
Aperto un nuovo spazio espositivo permanente dedicato al Novecento Trentino, nel cuore della città di Trento, in Via Torre d'Augusto, 39. Oggetti, foto, filmati e testimoni raccontano gli anni che vanno dalla prima guerra mondiale al secondo statuto d’autonomia.
Un luogo dove i grandi eventi si intrecciano con le vite quotidiane, costruendo un racconto vivo grazie alle voci e ai volti delle persone che quegli eventi li hanno vissuti. Dal diario di un soldato alla fisarmonica di un emigrato, dal busto di un imperatore alle videointerviste dei testimoni del Novecento. Gli oggetti parlano e le storie di ieri diventano chiavi per comprendere la realtà di oggi, in uno spazio aperto a chiunque voglia leggere il presente partendo dalle tracce del passato.
- Il percorso si apre con la Grande Guerra, evidenziandone l’impatto sulla popolazione e sul territorio.
- Segue il periodo tra le due guerre, con la ricostruzione e il ventennio fascista.
- La terza sezione racconta la partecipazione trentina alla seconda guerra mondiale, l’occupazione tedesca, i bombardamenti e la Resistenza.
- Il percorso si chiude con le trasformazioni politiche, sociali ed economiche dal 1945 al 1972, con particolare attenzione alle vicende dell’autonomia
Info: https://www.visittrentino.info/it/guida/da-vedere/musei/novecento-trentino-14-72
Da ottobre al Mart la mostra "Gianni Berengo Gardin. Mondi da abitare"
In autunno (dal 24 ottobre 2026 al 14 febbraio 2027) il Mart di Rovereto dedica una grande mostra a uno tra i maggiori protagonisti della fotografia italiana, Gianni Berengo Gardin (1930-2025) indagando uno degli aspetti centrali della sua poetica: la vocazione architettonica.
Il progetto insiste sullo sguardo da “urbanista” con cui Berengo Gardin ha osservato il mondo, cogliendo la disposizione geometrica dei luoghi, i volumi dei paesaggi, i giochi di pieni di vuoti che costituiscono gli spazi del vivere quotidiano, l’osmosi tra paesaggio esterno e intimo. Da un lato le costruzioni volumetriche del paesaggio e delle strutture che lo costituiscono; dall’altro il “fattore umano”, le persone che quello stesso ambiente abitano, conoscono, percorrono. I mondi da abitare, sono quindi visioni urbanistiche precise, e insieme poetiche e sognanti, degli spazi costruiti, che accolgono e, nel contempo, vengono vissuti.
Attraverso 150 immagini, provenienti dall’Archivio del fotografo, la mostra si concentra con particolare attenzione tanto sul metodo compositivo, quanto sul lungo e appassionato lavoro di documentazione svolto nei cantieri dei progetti realizzati dai grandi architetti che Gardin frequentò a lungo.
Completano l’esposizione preziosi documenti, provenienti ancora dall’Archivio, e le testimonianze degli architetti con cui Gardin lavorò lungamente.
E da novembre la mostra "Fronti opposti. Arte italiana tra Guttuso e Vedova"
Dal 28 novembre 2026 al 4 aprile 2027 il Mart ospita anche la mostra "Fronti opposti. Arte italiana tra Guttuso e Vedova", che approfondisce il periodo del secondo dopoguerra, dalla Biennale di Venezia del 1948, con la quale l’Italia torna a dialogare con il sistema dell’arte internazionale, alla Biennale del 1964, che celebrerà la rivoluzione della Pop Art americana.
Anni durante i quali si sviluppano due correnti principali: una figurativa e una più astratta. Se la prima tende al realismo sociale, perseguendo intenti politici ideologici che credono nella funzione civile e morale dell’arte, raccontando il mondo del lavoro, la condizione umana, la guerra e la ricostruzione; la seconda, informale, si concentra sull’energia vitalistica e drammatica del gesto pittorico che, ugualmente, è manifestazione di un pensiero filosofico e politico.
Protagonisti Renato Guttuso ed Emilio Vedova. Il confronto tra questi artisti apre la strada a una vitale sperimentazione che culmina nell’opera radicale di tre artisti che restituiranno all’arte italiana la sua posizione internazionale: Lucio Fontana, Alberto Burri e Piero Manzoni.
Fino al 18 ottobre la grande mostra su Giacomo Balla
Fino al 18 ottobre 2026 il Mart di Rovereto ospita la mostra "Giacomo Balla. Lo stile dell'avanguardia. Opere dalla collezione Biagiotti Cigna" Per la prima volta in Italia la collezione completa di opere del maestro del futurismo, appartenenti alla Collezione Laura Biagiotti e alla Fondazione Biagiotti Cigna.
A Rovereto 200 opere tra dipinti, manufatti, abiti, oggetti di design illustrano l’opera di Balla che, con Fortunato Depero, teorizza nel 1915 la Ricostruzione futurista dell’universo.Perseguendo l’idea di “arte totale”, con l’intenzione di abbattere le gerarchie tra le arti, Balla trasferisce il suo repertorio artistico (i cunei e i vortici delle “velocità d’automobile”, gli arabeschi astratti degli “stati d’animo”) dalla pittura all’arredo e agli oggetti; con le stesse forme tratta mobili, suppellettili e persino la moda, trasformando l’ordinaria quotidianità con il suo dinamismo.
A Balla e alla sua ricerca si interessò la grande imprenditrice e stilista Laura Biagiotti, appassionata collezionista e generosa mecenate, oltre che ambasciatrice del Made in Italy nel mondo. Insieme al marito Gianni Cigna, a partire dal 1986 Biagiotti collezionò opere e oggetti di Balla dando vita a una tra le più straordinarie collezioni private monografiche.
Fino a novembre la mostra "Di quadro in quadro. L'arte della citazione"
Fino all'1 novembre 2026 la mostra "Di quadro in quadro. L'arte della citazione", a cura di Daniela Ferrari. Attraverso otto sezioni, il percorso espositivo esplora i meccanismi di corsi e ricorsi storici, mostrando come gli artisti si confrontino con chi li ha preceduti. Grandi maestri e grandi eredi.
Si comincia con il capolavoro Giovane che guarda Lorenzo Lotto realizzato da Giulio Paolini nel 1967, esempio emblematico di questo dialogo tra passato e presente.
La mostra raccoglie le opere di grandi maestri che hanno citato o sono stati citati, come Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Felice Casorati, Filippo de Pisis, Renato Guttuso. Vengono proposti, inoltre, suggestivi dialoghi tra epoche diverse, dall’antico al contemporaneo, vere e proprie sequenze che uniscono, per esempio, Vermeer a Salvador Dalí; Lorenzo Lotto e Velázquez a Giulio Paolini; Claude Monet a Vik Muniz, Stefano Arienti e Mario Schifano; Leonardo ad Andy Warhol.
Tra gli artisti contemporanei sono presenti, tra gli altri e le altre, Salvo, Luigi Ontani, Mariella Bettineschi, Mirella Bentivoglio, Flavio Favelli.
Fino a settembre il museo ospita la più ampia mostra mai dedicata ad Anselmo Bucci
Da sabato 28 marzo a domenica 27 settembre 2026, il Mart di Rovereto ospita la mostra "Anselmo Bucci (1887 – 1955) - Il tempo del Novecento tra Italia e Europa". Dipinti, incisioni, disegni, fotografie per un totale di oltre 150 opere molte delle quali inedite, ripercorrono la carriera artistica di Bucci, pittore, incisore, disegnatore e scrittore, protagonista della vita culturale tra Parigi e Milano.
La sua opera attraversa linguaggi, tecniche e generi con una libertà rara, conservando una coerenza interna fondata su una profonda cultura figurativa e su una profonda sensibilità letteraria, alimentate dall’esperienza diretta della modernità urbana e da quella della Grande guerra, vissuta in prima linea come artista di guerra.
In mostra prestiti provenienti da importanti collezioni private e pubbliche, tra cui la Quadreria Cesarini – Casa Museo di Fossombrone, i Musei Civici di Monza, il Museo del Novecento di Milano, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, l’Istituto Centrale per la Storia del Risorgimento Italiano.
Info: www.mart.tn.it
SOTTO: Gianni Berengo Gardin, Veduta della nuova ICO fabbrica Olivetti Ivrea, progetto di Luigi Figini e Gino Pollini,1957 ca
A Casa Depero un focus dedicato al mondo dei teatrini
Dal 16 maggio al 18 ottobre 2026 la Casa d’Arte Futurista Depero a Rovereto ospita "Teatrini d’avanguardia. Depero, Prampolini e prof. Bad Trip", focus dedicati al mondo dei teatrini nel quale opere grafiche e pittoriche appartenenti al patrimonio del Mart dialogheranno con l’opera di Depero.
Del futurista Enrico Prampolini sono i dieci piccoli personaggi in legno realizzati nel 1922 per la sala dedicata all’inferno del celebre locale Il Cabaret del Diavolo. Allestito dallo stesso Depero, fu descritto come il più fantastico e mondano ritrovo di Roma, frequentato da artisti d’avanguardia, personalità della cultura e della politica. Ritratti allegorici e rappresentazioni caricaturali legate alla cronaca dell’epoca, i “burattini” di Prampolini tornano oggi a dialogare con l’arazzo di Depero Danza di diavoli, realizzato per lo stesso locale.
Al contrario, è del tutto inedito il confronto tra le marionette deperiane dei Balli Plastici e l’opera di Gianluca Lerici (1963-2006), in arte Prof. Bad Trip, figura di culto dell’illustrazione e del fumetto italiano underground degli anni Novanta. Dal suo immaginario distopico, ambientato in mondi futuribili popolati da freak e tecno-umanoidi, nasce il Teatrino robotico. Ideato nel 2003 per piccoli spettacoli domestici, è interamente decorato da collage, come parte delle marionette che lo popolano, robot-punk e figure aliene.
Info: www.mart.tn.it
Al MITAG la mostra "Karakorum 1929: l’impresa sospesa."
Nel 1929 una spedizione guidata da Aimone di Savoia-Aosta partì per mappare valli e ghiacciai del Karakorum ancora inesplorati. L’obiettivo non era la vetta, ma la conoscenza: il governo italiano, scottato dal disastro del dirigibile Italia di Umberto Nobile, non poteva permettersi nuovi rischi. La missione divenne così una monumentale operazione scientifica, finanziata dal Comune di Milano e dai principali enti geografici italiani, che portò a risultati straordinari.
La mostra "Karakorum 1929: l’impresa sospesa.", al MITAG di Rovereto fino al 13 settembre 2026, ripercorre questa storia attraverso carte topografiche, oltre 600 fotografie, strumenti originali e attrezzature di spedizione, provenienti dalla donazione del Fondo Giuseppe Chiardola — topografo e alpinista della spedizione.
Continua fino all'8 dicembre la mostra sul colonialismo italiano
Uno sguardo disincantato sull'avventura coloniale italiana. Dal 23 maggio 2025 e fino all'8 dicembre 2026 il MITAG (Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto) ospita la mostra "E noi che ne sappiamo?”, che si interroga sulle modalità con le quali sono state raccontate e si possono narrare oggi le vicende coloniali italiane del periodo tra la fine dell’Ottocento e la Seconda guerra mondiale.
La mostra vuole stimolare una riflessione critica su come l’immaginario coloniale italiano sia stato fondato su stereotipi e letture romanticizzate, usati per legittimare il dominio e la violenza. Gli oggetti e le immagini esposti, ci interrogano anche su rimozioni e pregiudizi che permangono ancora oggi.
Oggetti, immagini, documenti, strumenti di propaganda e beni personali conservati nei depositi di numerosi musei regionali sono presentati con il loro duplice significato: testimonianze che sono servite a costruire immaginario e propaganda coloniale, ma anche fonti necessarie per una conoscenza critica della storia coloniale italiana.
E la mostra permanente che racconta l'armistizio del 1943
8 settembre 1943: una data fondamentale nella storia italiana. La proclamazione dell'armistizio obbligava gli italiani a fare una scelta che avrebbe determinato il loro destino. Il Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto ospita la mostra permamente "1943. La scelta".
Attraverso i ricordi, le lettere e i cimeli di chi fu protagonista di quegli eventi, la mostra racconta la vicenda di combattenti, disarmati e resistenti che contribuirono a definire questo passaggio nodale della storia italiana.
Info: www.museomitag.it
SOTTO: Foto di Sabrina Bortolotti
Al Museo della Città una mostra racconta l'Atelier Area Studio e gli artisti di Astrazione Oggettiva
Rovereto riscopre la storica stamperia Area Studio, che ha fatto la storia dell'arte in Trentino, e gli artisti di Astrazione Oggettiva, con la mostra "colore, matrice, carta - Area Studio | Astrazione Oggettiva" la mostra al Museo della Città di Rovereto dal 25 aprile al 18 ottobre 2026.
L’esposizione ripercorre i due decenni di attività di Area Studio, lo storico atelier roveretano di stampe d'arte fondato nel 1974 da Maurizio Giongo e Gloria Canestrini che si affermò come un imprescindibile crocevia di linguaggi, un luogo di incontro e confronto, giungendo ad attrarre artisti da tutta Italia e dall’estero, tra cui Giovanni Korompay e Luigi Veronesi.
Tra le realizzazioni dell’atelier, Area Studio ha riprodotto in serigrafia opere e collages di Fortunato Depero, alcuni dei quali esposti in mostra. Nel 1984, sempre in Corso Bettini, si tenne la mostra di incisioni e litografie di Fausto Melotti.
La mostra al Museo della Città documenta, inoltre, il sodalizio nato nel 1976 con i sei artisti trentini del gruppo di Astrazione Oggettiva, di cui si celebra in questa mostra il cinquantenario: Mauro Cappelletti, Diego Mazzonelli, Gianni Pellegrini, Aldo Schmid, Luigi Senesi e Giuseppe Wenter Marini.
La mostra è concepita come un vero e proprio "progetto diffuso". A partire dai primi di maggio, oltre alla sede principale al Museo della Città, l'itinerario si snoderà nel tessuto urbano, coinvolgendo diverse realtà indipendenti e gallerie d'arte cittadine: Spazio KN, in via Rialto 43, Studio 53 arte in Corso Antonio Rosmini 53/5, Disegnograve Spazio Atelier in Via Santa Maria 37 e Corniceria S.Maria in Via Santa Maria 47.
Info: www.fondazionemcr.it
IMMAGINE: Luciano Baldessari, Cartella Balletti New York 1945, 1981, Quattro litografie, Carta Magnani, 50 x 70 cm, Tiratura 60
Al MUSE la mostra "Oltre il traguardo"
Come si preparano atleti ed atlete per affrontare una gara olimpica? Dal 1° febbraio al 27 settembre 2026, puoi scoprirlo al MUSE di Trento, visitando la mostra “Oltre il traguardo. La scienza che muove lo sport”. Dagli studi sulle prestazioni degli atleti alla loro preparazione psicologica: una lettura scientifica dell’attività sportiva e delle sue sfide.
La mostra ti invita scoprire come scienza e tecnica consentano agli atleti di raggiungere prestazioni di alto livello e rendano lo sport più inclusivo e accessibile. Per farlo usa il metodo più semplice del mondo: ti fa provare gli sport e le attrezzature. Esperienze interattive che aiutano a illustrare i principi fisici su cui si basano le discipline sportive. Una mostra che non si limita a farti vedere oggetti ma ti invita a metterti alla prova, a cimentarti con sport mai provati e mettere alla prova la tua forza, i tuoi riflessi, la tua velocità.
Nello spazio Agorà il percorso Tech IT Easy
Quante volte al giorno tocchi lo schermo del tuo smartphone? Lo porti ovunque, lo guardi continuamente, ti spaventi quando non lo trovi. È il tuo accesso personale a mondi infiniti: connette, informa, intrattiene, accompagna. Ma cosa succede quando lo usiamo così tanto? Cosa cambia nel nostro corpo, nella nostra mente, nelle nostre relazioni?
La risposta puoi trovarla nello spazio Agorà del MUSE, che ospita fino al 27 settembre 2026 il percorso "Tech IT Easy! - Vivere con lo smartphone". Un invito all’esplorazione, per osservare come lo smartphone trasforma il modo in cui viviamo, sentiamo e stiamo insieme, esplorando le conseguenze sul benessere individuale e collettivo. Uno spazio di confronto, aperto e non giudicante, per mettere in luce meccanismi, esperienze e possibilità di scelta consapevole sull’uso dei dispositivi e dei social network.
E da ottobre il progetto espositivo “Il Parlamento della biodiversità”
Se le altre specie potessero prendere parola, cosa ci direbbero? Immaginiamo un parlamento composto non solo da esseri umani ma anche dalle specie animali e vegetali che vivono sulla Terra: "Il Parlamento della biodiversità". Da questa idea nasce questo progetto espositivo, ospitatato dal 16 ottobre 2026 al 2 maggio 2027 negli spazi di MUSE Agorà, la piazza partecipativa del museo.
L’iniziativa invita a immaginare una forma di rappresentanza anche per le altre specie che condividono con noi il pianeta: un esercizio di riflessione sul rapporto tra esseri umani, ecosistemi e altre forme di vita, ma anche sulla responsabilità di tutelare la ricchezza biologica della Terra.
Info: www.muse.it
Al Castello del Buonconsiglio dal 24 ottobre "Il potere della musica"
Che ruolo ha avuto la musica nelle corti europee tra il XV e il XVI secolo? La risposta è nella mostra "Il potere della musica. Arte, corti e strumenti dal Rinascimento al Barocco", al Castello del Buonconsiglio di Trento dal 24 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027.
Un percorso espositivo che svela come le note e le armonie siano diventate strumenti di magnificenza, partendo dai tesori custoditi nelle sale del castello: dai celebri Codici musicali rinascimentali, tra i più importanti d'Europa, agli strumenti protagonisti degli affreschi di Romanino e Dosso Dossi, dai ritratti di buffone di corte di Paolo Alemanno ad alcuni dipinti provenienti da prestigiosi musei del mondo.
Un viaggio tra la cultura dei Principi-Vescovi e lo sfarzo delle grandi corti italiane, sulle note della colonna sonora del potere.
E la collezione egizia completamente rinnovata
Un viaggio tra piramidi e faraoni, in un castello rinascimentale. Il Castello del Buonconsiglio di Trento nell'estate 2026 ha presentato al pubblico la sua collezione egizia completamente rinnovata.
Il nuovo allestimento permanente si snoda attraverso cinque aree tematiche: dalla genesi della raccolta al pantheon delle divinità, dal ruolo del faraone alla scrittura, fino ai segreti del costume e della moda egizia.
Punto focale del percorso è la sala dedicata ai riti dell’Aldilà, seguita da una sala esperienziale inedita: un ambiente scenografico in cui il visitatore non sarà un semplice spettatore, ma verrà immerso nei profumi, nei suoni e nei sapori dell’antico Egitto.
Grazie a tecnologie interattive, percorsi didattici innovativi e laboratori esperienziali, grandi e piccoli possono sperimentare in prima persona le pratiche dell’antico Egitto, cimentandosi nella lavorazione del papiro e del lino, esplorando le tecniche artigianali e avvicinandosi ai linguaggi simbolici della civiltà faraonica attraverso attività coinvolgenti e multisensoriali.
Info: www.buonconsiglio.it
SOTTO: Maschera funeraria, cartonnage dorato, XXVI Dinastia, Trento, Castello del Buonconsiglio
Al Museo Diocesano la mostra su Trento e i suoi cambiamenti
Al Museo Diocesano fino a fine settembre puoi visitare la mostra "L'immagine di Trento dal XVI al XX secolo". Attraverso dipinti, stampe e fotografie provenienti dalle collezioni del Museo si può scoprire come è cambiato il volto della città negli ultimi cinque secoli, dal concilio di Trento alla Seconda guerra mondiale.
Con questa esposizione il Museo intende mettere a disposizione di ogni tipo di pubblico un importante patrimonio d’arte e cultura, un luogo dove scoprire e approfondire la conoscenza di Trento, l’evoluzione del tessuto urbano, gli episodi salienti della sua storia recente.
Il percorso espositivo è suddiviso in tre diverse sezioni, organizzate in ordine cronologico: la prima sala raccoglie stampe e dipinti dei secoli XVI-XVIII che mostrano il volto più antico della città di Trento, serrata nelle mura medievali merlate e protetta a nord dall’ansa del fiume Adige, rettificato tra il 1854 e il 1858.
La seconda sala è dedicata all’immagine di Trento tra Settecento e Ottocento; in questo periodo nuove modalità di rappresentazione dello spazio urbano allargano lo sguardo al circondario, proiettando lo skyline della città sullo sfondo delle montagne.
Le fotografie esposte nella terza e ultima sala, appartenenti al fondo fotografico storico del Museo Diocesano Tridentino, documentano le trasformazioni vissute dal territorio di Trento e dai suoi edifici tra il 1850 e il 1945.
A Le Gallerie un percorso immersivo per entrare nella mente e nel cuore degli atleti
Si chiama "Competition" la terza e ultima mostra del percorso espositivo "Anelli di congiunzione", all’interno del programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. La mostra, ospitata negli spazi de Le Gallerie di Trento fino al 6 gennaio 2027, accompagna i visitatori nella mente dell’atleta prima, dopo e durante l’esperienza competitiva.
Felicità, tristezza, rabbia, paura, sorpresa, disgusto: come si declinano le 6 emozioni di base nelle esperienze passate e presenti delle discipline olimpiche e paralimpiche? Da questa domanda parte il percorso espositivo, che si sviluppa attraverso 4 sezioni: “Speed and Emotion”, “Before the competition”, “During the competition” e “After the competition”, ciascuna delle quali si presenta come una grande installazione immersiva audiovisiva.
Una mostra che racconta gli Ottant'anni del giornale l'Adige
Un viaggio lungo otto decenni di storia locale, nazionale e internazionale attraverso il filtro del quotidiano, tra rinnovamento tecnologico, rivoluzioni editoriali e sfide future, in un mondo sempre più proteso verso il digitale. Fino al 27 giugno 2027 le Gallerie ospitano la mostra "Una storia quotidiana. Ottant'anni del giornale l'Adige".
Fondato 80 anni fa, il quotidiano «l’Adige» ha rappresentato e rappresenta un’importante voce nel contesto mediatico locale. Nato come «Il Popolo trentino», nel 1951 ha assunto il nome attuale, nel corso degli anni ha svolto un ruolo centrale nel raccontare da una parte le trasformazioni del territorio così come, dall’altra, nel connettere il Trentino all’Italia e al mondo: è questa infatti l’essenziale funzione di una testata locale.
Attraversare il percorso espositivo è come sfogliare il quotidiano: la prima pagina, la politica, la cronaca, le inchieste, le notizie dalle valli, fino allo sport e alle iniziative rivolte alla comunità dei lettori e delle lettrici. I livelli di lettura si intrecciano costantemente, mettendo a confronto i piccoli fatti della vita quotidiana trentina con i grandi snodi della storia mondiale.
A dare corpo al “racconto di carta” anche un ricco patrimonio materiale: la mostra è arricchita da attrezzature tipografiche e tecnologiche, cimeli sportivi, documenti d’archivio, oggetti di uso quotidiano e una selezione di filmati storici e testimonianze che trasformano la visita in una immersione nella memoria collettiva.
Fino all'8 novembre la mostra "Immaginario alpino"
Continua fino all'8 novembre 2026 "Immaginario alpino. Escursioni fotografiche negli Archivi Alinari", mostra di fotografia storica che racconta le Alpi come spazio di vita, tra antropologia visiva e paesaggio culturale. Per la prima volta a Le Gallerie circa 100 immagini provenienti dal prestigioso archivio fiorentino suddivise in cinque sezioni. Un ritratto dello spazio alpino dove si confondono passato e presente, terre alte e fondovalle, sguardi e pratiche, stereotipi e frammenti di realtà.
Fino a dicembre la mostra sull'esperienza trentina della Seconda Guerra Mondiale
Fino alla fine del 2026, visitando le Gallerie hai accesso alla mostra "La seconda guerra mondiale: l'esperienza trentina". Un percorso espositivo che racconta l’esperienza trentina durante il conflitto: i fronti di battaglia con l’esercito italiano, le difficili scelte dopo l’armistizio del 1943, la guerra in casa vissuta sotto la minaccia dei bombardamenti e del controllo nazista della regione.
Info: www.museostorico.it
Alla Galleria Civica di Trento la mostra "Pietre di pane. Memorie di geografie fragili
Dal 17 luglio al 15 novembre 2026 la Galleria Civica di Trento ospita la mostra "Pietre di pane. Memorie di geografie fragili", un focus sulle terre alte, spesso attraversate da processi estrattivi e fenomeni di spopolamento.
Intrecciando opere delle Collezioni del Mart con interventi site-specific e un panel di opere di arte pubblica e attività extramuros, il percorso prende forma attraverso una costellazione di "villaggi", nuclei di memorie parziali e architetture silenziose organizzati attorno a diversi campi di intensità. Latenze, in cui emergono resti e assenze apparenti; Attriti, segnati da archivi incompleti, conflitti e storie irrisolte; Derive, attraversate da migrazioni e discontinuità territoriali; Riattivazioni, in cui pratiche performative mettono in relazione le tracce con la presenza dei visitatori.
In questi spazi di confine la mostra apre una soglia di interrogazione. Anche ciò che appare inerte, una pietra, un luogo abbandonato, può custodire qualcosa di organico e lievitante. Che pane porta in sé ogni pietra?
Info: www.mart.tn.it
SOTTO: Mladen Stilinović, For Marie Antoinette '68, 2008 (dettaglio), Courtesy the estate and Galerie Martin Janda, Vienna. Ph. Manuel Carreon Lopez / kunst-dokumentation
Al Palazzo delle Albere l'arte contemporanea racconta il mondo dell'acqua
Si chiama “Flowing waters. Arte, natura e scienza dell'acqua intorno a noi”, la mostra che il Palazzo delle Albere di Trento ospita dal 10 ottobre 2026 al 6 giugno 2027. Nato dalla collaborazione dei musei Mart e MUSE, la mostra riunisce le opere di artisti contemporanei le cui ricerche indagano fenomeni naturali, processi tecnologici e trasformazioni ambientali legati all’acqua. I loro lavori sono messi in dialogo con una selezione di opere moderne e contemporanee provenienti dal patrimonio del Mart e da importanti collezioni pubbliche e private.
Attraverso accostamenti tra epoche e linguaggi diversi, il percorso espositivo – articolato sui due piani del palazzo – propone uno sguardo trasversale sul rapporto tra arte, natura e conoscenza, mostrando come artisti di tempi diversi abbiano interpretato e rappresentato il rapporto delle comunità umane con l’acqua.
Info: www.mart.tn.it
SOTTO: Francesco Vezzoli, Il ratto d'Europa featuring Marine Le Pen (After Guido Reni), 2019. Courtesy l''artista e APALAZZOGALLERY
Nella Trento Sotterranea una mostra sulle decorazioni nella Trento romana
Sai che sotto Trento ci sono i resti dell'antica Tridentum romana? Puoi esplorarla visitando il S.A.S.S. (Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas), in piazza Cesare Battisti, nel centro storico o la Villa di Orfeo, in via Rosmini (sempre nel centro storico).
Entrambi gli spazi, dal 18 dicembre 2025 e fino al 31 ottobre 2026 ospitano la mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”. L’esposizione, a cura di Cristina Bassi e Barbara Maurina, offre ai visitatori una nuova visione della città fondata dai Romani sulle sponde del fiume Adige. Mosaici, affreschi e reperti marmorei esposti per la prima volta al pubblico conducono alla scoperta dei colori che abbellivano gli spazi privati e pubblici della Trento di duemila anni fa.
Il percorso espositivo comprende una sezione dedicata ai Colori sulla mensa che, in dialogo con la sezione “Ostriche e vino. In cucina con gli antichi romani” allestita allo Spazio Archeologico del Sas, svela pietanze, ricette e condimenti della cucina degli antichi. I reperti in mostra ci parlano di gusti raffinati, di forme estetiche ricercate e di maestria nell’esecuzione, come testimonia il magnifico mosaico policromo che si ammira nella Villa di Orfeo.
Tra gli oggetti esposti al pubblico per la prima volta, spicca una testa di Bacco in marmo bianco, rinvenutanel corso degli scavi archeologici condotti negli anni Novanta sotto la Cattedrale, in piazza Duomo.
Completa la mostra un video che propone la ricostruzione virtuale della Trento romana con un focus sulla vivacità e sulla varietà cromatica che caratterizzavano sia gli elementi architettonici sia gli ambienti domestici.
A corredo dell’esposizione è previsto un ricco calendario di attività con laboratori didattici sulla pittura e sul mosaico rivolti alle scuole e una rassegna di film archeologici sul tema della policromia nel mondo antico.
Nello Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas sono disponibili alcuni visori per la realtà virtuale che ti permettono di immerferti nell’antica città fondata dai Romani sulle sponde del fiume Adige duemila anni fa. I visori sono disponibili gratuitamente nel sito, e vanno a integrare le visite guidate e le iniziative proposte dai Servizi Educativi dell’Ufficio beni archeologici.
Info: https://sites.google.com/provincia.tn.it/icoloriditridentum
A Palazzo Trentini la mostra sull'estate di De Gasperi
Lo storico Palazzo Trentini, nel centro storico di Trento, ospita dal 5 al 27 settembre 2026 la mostra fotografica "ALCIDE DE GASPERI. ALBUM 1946. L’estate delle scelte". L'esposizione ripercorre i mesi cruciali dell’estate 1946 in cui l’Italia, devastata dalla guerra e guidata da Alcide De Gasperi, ha gettato le basi del proprio futuro democratico.
Ottant’anni fa, nell’estate del 1946, l’Italia era un Paese da ricostruire, nelle sue città e nelle sue istituzioni, nella sua coscienza civile e nel suo modo di immaginarsi nel futuro. È in quei mesi intensi che Alcide De Gasperi guida l’Italia verso un nuovo inizio.
Un percorso fatto di scelte decisive, capaci di tenere insieme la piccola e la grande storia, la comunità trentina con il Paese e il contesto internazionale, la memoria e la speranza. In marzo le prime elezioni amministrative con la storica apertura al voto femminile, in giugno il Referendum istituzionale e il varo della Repubblica, in agosto la partecipazione alla Conferenza di pace di Parigi dove l’Italia è considerata una potenza nemica, in settembre – preso atto dell’inamovibilità del confine al Brennero – la firma dell’accordo che pone le basi della tutela della minoranza tedesca dell’Alto Adige-Südtirol e fonda l’Autonomia regionale.
Accompagnandoci tra le parole e le immagini che evocano quell’estate cruciale del 1946, la mostra invita a immergersi nell’incertezza ma anche nel coraggio che caratterizzarono quei giorni che fecero la nostra storia. Le fotografie seguono il ritmo di un’agenda politica incalzante, che porta De Gasperi, da poco assurto alla guida del Paese, a dare respiro alla ricostruzione, gettando le basi di un percorso non ancora concluso.
Sullo sfondo l’atmosfera di un Paese chiamato per la prima volta dopo lunghi anni a scegliere chi sarebbe voluto diventare.
Info: https://museostorico.it
Al METS la mostra immersiva “Un lavoro a regola d’Arte”
Dal 17 aprile al 30 novembre 2026, il METS - Museo Etnografico Trentino di San Michele all'Adige ospita “Un lavoro a regola d’Arte. Dignità, Salute e Sicurezza per un mondo del lavoro migliore”, un progetto espositivo immersivo che intreccia arte contemporanea e patrimonio etnografico per affrontare, in modo innovativo e coinvolgente, i temi della dignità, della salute e della sicurezza sul lavoro. Un’iniziativa che nasce con l’obiettivo di contribuire a immaginare e costruire un mondo del lavoro più sicuro, dignitoso e umano.
Ideata dagli artisti di Imagem Paola Samoggia e Carlo Magrì, la mostra si configura come un’esperienza emozionale e multisensoriale. Il percorso si sviluppa attraverso sette sale, ciascuna dedicata a un cortometraggio, accompagnando il visitatore in un racconto immersivo fatto di immagini, musica, danza e videoarte. Un racconto potente e suggestivo che, attraverso il linguaggio del contemporaneo, affronta temi centrali e urgenti come la dignità del lavoro, la salute e la sicurezza, con uno sguardo attento al fenomeno delle “morti bianche” e alla necessità di promuovere una cultura diffusa della prevenzione.
Il percorso espositivo affronta le molteplici dimensioni del lavoro: il legame tra uomo e natura, l’interazione con le macchine, fino al lavoro come strumento di emancipazione sociale. A concludere l’esperienza, un’installazione ispirata all’opera del premio Nobel Muhammad Yunus, ideatore del microcredito, che invita a riflettere sul lavoro come leva per il superamento della povertà e per la costruzione di modelli economici più equi e sostenibili.
Fino a novembre la mostra "L’officina dei giocattoli"
Fino al 30 novembre 2026 al METS puoi visitare anche la mostra "L’officina dei giocattoli. Storie e sogni di legno dalla montagna”, un’esposizione che invita a scoprire il giocattolo di legno non solo come oggetto di gioco, ma come prezioso patrimonio storico, sociale ed etnografico, capace di raccontare in maniera avvolgente la vita quotidiana delle comunità alpine tra XIX e XX secolo.
La mostra è l’occasione per presentare una parte di una collezione di eccezionale valore, composta da centinaia di giocattoli di legno, intagliati e dipinti artigianalmente, recentemente acquisita dal Museo, che costituisce una testimonianza preziosa, rara e autorevole del gioco nelle diverse classi sociali. Bambole, utensili, attrezzi in miniatura o altari domestici che riflettevano una visione del mondo in cui il gioco diventava strumento di formazione e di attribuzione di un preciso ruolo sociale.
La mostra del METS invita a riflettere, riscoprendo un passato non privo di contraddizioni ma ricco di senso, e a riconoscere nel giocattolo un prezioso strumento per comprendere la società di ieri e aprire una riflessione su quella di oggi.
Integra il percorso espositivo una zona ludica, pensata “a misura di bambini e famiglie”, nella quale sarà possibile cimentarsi nell’esperienza del gioco in maniera libera e spontanea
La street art nelle sale storiche di Castel Caldes
Cosa hanno in comune i castelli e i grandi artisti dell’arte contemporanea urbana? Da questa domanda parte il percorso espositivo della mostra “DA WARHOL A BANKSY: STREET AND POP ICONS IN VAL DI SOLE”, fino al 20 settembre 2026, a Castel Caldes, in Val di Sole.
Un viaggio nel vibrante mondo della street Art, dai suoi inizi “illegali” nelle strade di New York alla sua consacrazione come movimento artistico attraverso le opere dei suoi principali esponenti: artisti di fama internazionale che con la loro produzione hanno rivoluzionato il mondo dell’arte sfidando le convenzioni.
La mostra inizia con una sezione introduttiva dedicata all’utilizzo degli stencil dal Cinquecento ad oggi per poi ripercorre i tempi e i luoghi in cui la Street Art è nata e si è evoluta.
Si parte da Andy Warhol, pioniere della Pop Art, la cui influenza sulla Street Art è innegabile. Warhol, con il suo concetto di riproducibilità e la sua visione dell’arte come provocazione, ha gettato le basi per molti artisti urbani, trasformando l’arte in un mezzo di critica sociale accessibile a tutti.
Si prosegue con Keith Haring che grazie ai suoi interventi outdoor e ai suoi “Subway Drawings” sancisce la trasformazione delle strade e delle metropolitane di New York in spazi di espressione artistica. Le sue opere, caratterizzate da figure stilizzate e messaggi sociali, sono diventate simboli di una nuova era artistica.
Poi i grandi artisti dello stencil: da Blek Le Rat a Banksy e Shepard Fairey (Obey). In mostra anche artisti italiani di fama internazionale come il duo Sten Lex, Orticanoodles e Miaz Brothers oltre a icone dell’arte urbana come Add Fuel, Mr. Brainwash e Mr Savethewall.
Castel Caldes dalle sue sale affrescate nel Cinquecento lancia un messaggio potente: la Street Art non è un’anomalia, ma l’evoluzione di un gesto che, da 500 anni, cerca di lasciare un segno indelebile sul mondo.
Info: https://www.visitvaldisole.it/it/eventi/da-warhol-a-banksy
A Castel Belasi la mostra Signal from the Ground | Segnale dalla Terra
Castel Belasi – Centro d’Arte Contemporanea per il Pensiero Ecologico a Campodenno (TN) fino al 25 ottobre ospita la mostra Signal from the Ground | Segnale dalla Terra, evento satellite ufficiale del Padiglione Nazionale della Repubblica di Nauru alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia.
Innescando un inaspettato ponte tra le Alpi e Nauru, lo stato isola più piccolo al mondo, simbolo di precarietà ecologica ed estrattivismo coloniale, l’esposizione, curata dal direttore artistico Stefano Cagol, riflette su ecologia e geologia. Spinge il visitatore a soffermarsi su questioni cruciali dell’oggi, come degrado degli ecosistemi, cementificazione, sfruttamento delle risorse e delle terre rare, sempre più alla base degli equilibri globali.
Il percorso espositivo ai piani nobili del castello si dipana attraverso le opere di una ventina di artisti contemporanei internazionali, presenti nel padiglione della Biennale e non solo, che includono la groenlandese Jessie Kleemann, l’americana Mary Mattingly, il georgiano Tedo Rekhviashvili e Kauw Tsitsi, poeta e musicista di Nauru, che partecipa con il testo di una sua pregnante canzone.
Le opere si confrontano con una selezione di altrettanti reperti scientifici raramente esposti al pubblico di cosiddetti “minerali utili” legati alla millenaria storia estrattiva della regione e provenienti dalle Collezioni del MUSE Museo delle Scienze di Trento.
Il progetto è completato da una project room con le opere di giovani artisti e i contributi testuali di giovani curatori. Inoltre, una masterclass del ciclo We Are the Flood per partecipanti under 35 verrà tenuta a settembre dall’artista filippino Ronald Ventura tra MUSE e Castel Belasi.
Info: www.castelbelasi.it
A Castel Pergine la mostra "Il peso della fragilità"
Castel Pergine, in Valsugana dal 16 maggio al 2 novembre 2026 ospita la 33a Mostra Annuale d’Arte Contemporanea, intitolata “Il peso della fragilità”, con le opere degli artisti Lois Anvidalfarei e Magnus Pöhacker, protagonisti di un intenso dialogo scultoreo radicato nella ricerca della forma e del corpo.
Il percorso espositivo di scultura monumentale si sviluppa tra la collina, i giardini e gli ambienti interni del maniero, riunendo 31 opere di grande formato realizzate con materiali differenti, accanto a lavori di dimensioni medie collocati nel Palazzo Baronale.
Il progetto nasce da una riflessione condivisa sulla “pesantezza del nostro tempo”, in cui l’umanità contemporanea, pur immersa nel progresso, continua a confrontarsi con fragilità, contraddizioni e crisi profonde. In questo scenario, la scultura diventa un linguaggio capace di sostituire le parole, trasformandosi in strumento di interpretazione e dialogo con il presente.
La mostra offre l’occasione di vivere Castel Pergine nella sua interezza: alla visita espositiva si possono affiancare percorsi nel castello, una sosta gastronomica nel ristorante gourmet o nel bistrot, oppure un soggiorno nelle camere dell’hotel, per un’esperienza contemplativa tra arte, storia, natura e paesaggio.
Al MAG una mostra sulla promozione del Garda dagli anni della Belle Époque
Fino al 18 ottobre il MAG di Riva del Garda ospita la mostra "Visitate il Garda. Grafica e promozione dalla Belle Époque al turismo moderno". Oltre cento oggetti tra manifesti, cartoline e materiali promozionali ricostruiscono come il lago sia diventato documento e memoria di sé stesso, restituendo il rapporto tra sguardo e rappresentazione, tra paesaggio immaginato e paesaggio abitato, tra élite internazionale e turismo di massa. Il manifesto turistico si rivela così un dispositivo culturale di primaria importanza, capace di registrare con precisione i mutamenti del gusto, delle tecniche artistiche e delle infrastrutture di mobilità.
Per generazioni di viaggiatori infatti, il primo incontro con il lago di Garda non è avvenuto lungo le sue rive, ma attraverso un'immagine. Prima ancora di bagnarsi nelle sue acque, i viaggiatori d'Europa lo avevano già visto su un manifesto, desiderato in una cartolina, sognato in una brochure: la straordinaria combinazione di paesaggi alpini e atmosfere mediterranee ha esercitato per secoli un fascino capace di anticipare l'esperienza stessa del luogo.
"Baricentri. Identità urbane dei quartieri 2 Giugno e Degasperi"
Il MAG di Riva del Garda ospita, fino al 20 settembre 2026, la mostra fotografica "Baricentri. Identità urbane dei quartieri 2 Giugno e Degasperi", dedicata ai due quartieri omonimi di Riva del Garda. Il progetto, realizzato dall’Associazione Il Fotogramma, nasce per raccontare la città vissuta, fatta di soglie domestiche, relazioni di prossimità e reti associative che costituiscono l'ossatura sociale di Riva.
L’esposizione invita il pubblico a confrontarsi con il concetto di “baricentro” urbano, inteso come centro alternativo capace di costruirsi accanto al centro storico e turistico della città.
Il museo di Luserna ospita la mostra dedicata a due cittadini illustri
Si chiama "Laüt vo Lusérn – Persone di Luserna", la mostra temporanea che il museo Lusérn di Luserna ospita fino al 30 ottobre. L'esporizione è dedicata a due figure emblematiche della storia culturale di Luserna: il pittore Rheo Martin Pedrazza e lo psicoanalista Elvio Fachinelli.
Allestita al quinto piano del museo, spazio tradizionalmente riservato alle grandi esposizioni annuali, la mostra intende rendere omaggio a due personalità che, pur operando in ambiti differenti, hanno saputo interrogare profondamente il rapporto tra individuo, comunità e identità culturale, lasciando un’eredità di grande valore umano e intellettuale.
l percorso espositivo si sviluppa in due sezioni principali. La prima, dedicata a Rheo Martin Pedrazza, presenterà i dipinti dell’autore in dialogo con riproduzioni di opere di grandi artisti del Novecento che ne hanno influenzato la ricerca artistica. L’allestimento sarà arricchito da pannelli trilingui in cimbro, italiano e tedesco, immagini d’archivio e video-interviste che approfondiranno il contesto biografico e creativo dell’artista.
La seconda sezione sarà invece dedicata a Elvio Fachinelli. Attraverso una linea temporale, materiali d’archivio, foto, video, documenti originali e giornali dell’epoca, il visitatore potrà ripercorrere la nascita delle sue opere più significative e l’influenza esercitata sul pensiero contemporaneo. L’allestimento è stato concepito per rendere accessibili anche i passaggi più complessi della sua riflessione teorica, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza immersiva e partecipata.
A completare il progetto espositivo sarà un articolato programma di iniziative collaterali. I contenuti dedicati a Pedrazza confluiranno in un catalogo dello storico dell’arte Lorenzo Ferrarese – tra i curatori dell’esposizione “Laüt vo Lusérn” assieme a Elena Nicolussi Giacomaz e Maura Bello – che approfondirà opere e connessioni ancora poco esplorate della produzione dell’artista.
Info: www.lusern.it
Al Museo delle Palafitte di Fiavé la mostra dedicata al mondo delle api
Dall’1 agosto il Museo della Palafitte di Fiavé ospita la mostra dedicata al mondo delle api: “Custodi di biodiversità. Apicoltura di montagna tra preistoria e modernità”.
Realizzata in collaborazione con il Comune di Fiavé, il MUSE Museo delle Scienze di Trento, e il METS Museo Etnografico Trentino, la mostra intende evidenziare l’importanza che questi straordinari insetti impollinatori, fondamentali per la biodiversità, hanno assunto fin dalla preistoria per le comunità che abitano la montagna trentina.
Al Museo delle Palafitte immagini ad alta risoluzione, dati e reperti archeologici ed etnografici guidano il visitatore attraverso un percorso di conoscenza e approfondimento con un focus particolare sulla vita quotidiana delle comunità agropastorali delle Giudicarie Esteriori che praticano l’apicoltura da millenni.