Un arcipelago verticale da esplorare

Le montagne più famose del Trentino sono le Dolomiti, inserite dall’Unesco tra i Patrimoni mondiali dell’Umanità dal 2009. Ma ognuno dei gruppi montuosi racchiude elementi di pregio ambientale, naturalistico, geomorfologico e paesaggistico unici

Compendio di tutto ciò che rimanda alla dimensione alpina, in Trentino solo il 20% della superficie è al di sotto dei 600 metri e qui si colloca anche la maggior parte della popolazione. Un 20% circa si trova tra i 600 ed i 1.000 metri, mentre il restante 60% si trova sopra i 1.000 metri.

TRENTINO OCCIDENTALE

Alpi di Ledro - I mille colori della biodiversità

Il Gruppo delle Alpi di Ledro è il più meridionale del Trentino occidentale e geograficamente appartiene alle Prealpi lombarde. Si estende tra le Valli Giudicarie a ovest e a nord, la Valle del Sarca e la conca di Riva del Garda ad est, i rilievi delle Prealpi bresciane a sud lungo tre direttrici principali: la prima forma il confine naturale della Valle di Ledro e della Provincia di Trento con quella di Brescia, dalla Valvestino al Lago di Garda. Il crinale centrale dalla Valle del Chiese segue un ampio arco dove si incontra Cima Cadria, 2254 m, la più alta del gruppo, per poi scendere fino a Cima della Rocchetta sopra Riva del Garda, a picco sulle acque del lago. Lungo questa cresta correva anche il fronte della Grande Guerra e qui si incontrano ancora manufatti, camminamenti e trincee. Una terza direttrice infine corre parallela al corso del fiume Sarca collegando, a partire dalla selvaggia Gola del Limarò, le cime del Monte Casale, del Brento tra la Valle del Sarca e l’altopiano del Lomaso. Per la sua collocazione, a ridosso del Lago di Garda e del suo particolare microclima, le Alpi di Ledro offrono una straordinaria successione di ambienti vegetali. Come nel vicino massiccio del Monte Baldo un numero importante di specie vegetali tipicamente alpine e anche artiche ha potuto conservarsi superando indenne le diverse glaciazioni.

Monte Baldo, Stivo, Monte Bondone, Paganella - Escursioni fuori porta

Sono le montagne che delimitano la destra orografica della Valle dell’Adige, dalla forra della Rocchetta sopra la Piana Rotaliana fino al confine con la Provincia di Verona poco sotto Avio. Più che veri gruppi sono singole elevazioni o serie di cime isolate. Solo il Monte Bondone con le Tre Cime e lo Stivo sono collegati da una lunga cresta. La Paganella, 2124 m, si innalza con la sua poderosa parete est sopra la valle dell'Adige a nord di Trento. Il Monte Bondone, a soli 14 km dalla città di Trento, ha il suo punto più alto nella panoramica cima del Palòn, 2090 m. Lo Stivo, 2059 m, si affaccia ad ovest sopra la conca di Arco e dell’Alto Garda, a est sopra Passo Bordala e la Val Lagarina. Il Monte Altissimo, 2079 m, si innalza tra l’Altopiano di Brentonico e le acque del lago di Garda. È un tipico esempio di “massiccio rifugio”: non coperto dai ghiacci dell’ultima glaciazione del Quaternario, ospita rare specie floreali preglaciali endemiche studiate fin dal medioevo dai maggiori botanici europei che si concentrano nella Riserva naturalistica di Bes-Cornapiana.

Presanella - Sul tetto del Trentino

La Presanella è la più alta montagna che ricade interamente nel territorio della Provincia di Trento, 3556 m, ed è anche la vetta principale di questo gruppo che si estende tra la Val Genova, la Val Nambrone, la Val Meledrio e la Val di Sole nel Trentino occidentale fino a Passo Tonale: un grande triangolo che racchiude numerosi ghiacciai e decine di piccoli laghi dalle acque cristalline anch’essi di formazione glaciale. Una prima caratteristica che balza agli occhi quando si sale lungo i sentieri nel Gruppo della Presanella, è il tipo di roccia, completamente differente da quella del vicino Gruppo di Brenta (Dolomia). Quella della Presanella è una qualità vulcanico-cristallina, detta “tonalite”, molto simile nell’aspetto al granito. Gran parte del Gruppo della Presanella ricade nel Parco naturale Adamello Brenta.

Adamello - Sulle tracce della Guerra Bianca

Contiguo a quello della Presanella è il Gruppo dell’Adamello che si estende a cavallo delle Province di Trento e Brescia. La parte trentina del Gruppo è delimitata dal confine provinciale occidentale lungo il crinale che corre dalla Punta del Castellaccio sopra il Passo Tonale, fino al Monte Re di Castello. A nord dal solco della Val Genova fino a Pinzolo, quindi dalla Val Rendena, dalle Giudicarie e la Valle del Chiese. Ricade quasi per intero nel Parco naturale Adamello Brenta, ricco di ambienti alpini di grande impatto e selvaggia bellezza. Come la bellissima Val di Fumo, una delle valli glaciali più suggestive dell’arco alpino, la Val Breguzzo, la Val San Valentino, la Val Borzago, la Val Genova, “la valle delle cascate”. Come per il vicino Gruppo della Presanella anche le rocce dell’Adamello sono di tipo cristallino (tonalite). Ai piedi dell’Adamello si estende il più esteso ghiacciaio dell’arco alpino italiano, l’Adamello - Mandròn. Il nome dell’Adamello insieme alle maggiori cime, Carè Alto, Crozzòn di Lares, le tre Lobbie, il Monte Fumo, il Corno di Cavento si associa alle vicende della Guerra Bianca.

Cevedale - Un mondo di ghiaccio

Il Gruppo del Cevedale è la porzione trentina del più esteso Gruppo dell’Ortles – Cevedale, che si estende per circa 1000 km quadrati sui territori delle Province di Trento, Bolzano, Brescia e Sondrio. Il Monte Cevedale, 3.378 m, è il nodo orografico di questo gruppo che presenta caratteristiche molto “occidentali” per i numerosi ghiacciai, i sentieri di alta quota su neve e ghiaccio e i molti itinerari escursionistici panoramici in ambienti di alta montagna. Il più noto di questi itinerari in quota è quello che dalla cima del Cevedale tocca in successione tutte le cime fino al Pizzo Tresero, il famoso “Giro delle tredici Cime”, appoggiandosi ai bivacchi ed ai rifugi presenti lungo il percorso. Proprio su questo itinerario si incontra il rifugio Viòz - Mantova (3535 m), il più alto rifugio delle Alpi Centro Orientali. Il Gruppo del Cevedale ricade quasi per intero nel territorio del Parco nazionale dello Stelvio.

Maddalene - Le montagne del silenzio

A est del Gruppo del Cevedale, dalla Val di Rabbi al Passo Palade, a cavallo del confine fra Trentino e Alto Adige, si estende la Catena delle Maddalene che delimita a nord la Valle di Non. Montagne appartate, regno del silenzio, che catturano per la vastità degli ambienti, i pascoli e le malghe che si alternano alle creste di erba e roccia. L’elevazione più alta è la Punta di Quaira, 2752 m. La Catena delle Maddalene è attraversata dal Sentiero “A. Bonacossa”, un itinerario in quota che si percorre in tre giorni pernottando in bivacchi e malghe.

Monti Anauni, Roen, Cime di Vigo - Belvederi sul Trentino

Sono le montagne che, dal Passo delle Palade e fino alla forra della Rocchetta, delimitano il versante orientale della Valle di Non. La peculiarità di questa catena è che, nonostante le modeste elevazioni, per la sua particolare posizione offre panorami unici sulle montagne di tutta la Regione. Dalle cime di questo gruppo si abbraccia con un unico colpo d’occhio gran parte della zona dolomitica fra Trentino e Alto Adige, il Lagorai, i ghiacciai dell’Ortles - Cevedale, e verso nord i Monti Sarentini, il Renon. Un primo belvedere è il Monte Macaiòn 1866 m, poi scendendo poco più verso sud si incontra il Monte Penegal, 1737 m, quasi sopra Passo Mendola. E dal Passo Mendola ci si incammina lungo i sentieri che risalgono con gradualità il profilo a panettone del Monte Roèn, 2116 m, con la estesa fascia a pascolo che ne ricopre la sommità. Il settore più meridionale di questa catena è costituito dalle Cime di Vigo, facilmente accessibile grazie alla funivia che sale al Monte di Mezzocorona. La cima più elevata delle Cime di Vigo è la Cima della Roccapiana, 1873 m.

TRENTINO ORIENTALE

Piccole Dolomiti, Pasubio, Altopiani Cimbri – Nel “Parco della memoria”

Le alte pareti interrotte dai ripidi “vai”, le creste tormentate e i grandi torrioni di roccia calcarea, che si innalzano sopra la Vallarsa e la Valle dei Ronchi nel Trentino meridionale. L’origine del nome “Piccole Dolomiti” che è stato dato a queste montagne, le cime del Gruppo del Carega, del Cherle e del Sengio Alto, ultima propaggine alpina del Trentino prima della pianura veneta, è da ricercare nella loro tormentata morfologia.

Passo Pian delle Fugazze, all’estremo della Vallarsa è il punto di raccordo fra le Piccole Dolomiti e il Gruppo del Pasubio, ”Zona Sacra alla patria”. Nei valloni, sui versanti delle cime, i due “Denti” italiano e austriaco, Cima Palòn, il Col Santo, si leggono ancor oggi i segni delle durissime battaglie combattute fra italiani e austriaci durante la Grande Guerra. Ancor oggi sono le vecchie strade militari, come la spettacolare “Strada delle gallerie” e la “Strada degli Eroi”, i principali percorsi di accesso a questo gruppo. Anche gli Altopiani di Folgaria, Lavarone e Luserna, con modeste elevazioni che ne definiscono i limiti geografici, come il Cornetto, il Monte Maggio, il Colle del Sommo, il Monte Rust, sono un grande museo a cielo aperto dedicato alla Grande Guerra con le fortezze austriache, gli osservatori, i piccoli cimiteri di guerra.

Marzola, Vigolana, Monti di Cembra - La bellezza della media montagna

A nord la Paganella, a ovest il Bondone, mentre a oriente e a sud sono la Marzola e la Vigolana a delimitare la conca di Trento. La Marzola, come il Bondone, è una meta per le gite e per brevi escursioni direttamente dal capoluogo o dai sobborghi di Povo, Oltrecastello, Villazzano, San Rocco. L’altopiano di Vigolo Vattaro la separa dalla Vigolana, oasi privilegiata del gallo cedrone, caratterizzata dalla ricchezza di fenomeni carsici e da una cima assai articolata. A nord di Trento, tra la Valle dell’Adige e le propaggini sud occidentali del Lagorai, i Monti di Cembra sono ricoperti di boschi e caratterizzati da modeste elevazioni. Percorsi da una fitta rete di itinerari sono ideali per le passeggiate primaverili e tra i “foliage” autunnali anche per le famiglie.

Lagorai – Le montagne nate dal fuoco

Il Lagorai è la più estesa catena del Trentino orientale, caratterizzata da formazioni di porfidi quarziferi di un tipico colore bruno – rossastro nati dal consolidamento dei magmi fuoriusciti 270 milioni di anni fa dal Grande Vulcano Atesino. Si estende su un territorio compreso fra la Valsugana, l’Altopiano del Tesino, le valli del Vanoi e di Primiero, la Valle di Cembra e la Val di Fiemme, la Valle del Travignolo fino a Passo Rolle. La catena principale corre proprio da Passo Rolle fino a Passo Manghen. È un territorio ideale per l’escursionismo, ricchissimo di piccoli laghi, fitte ed estese foreste, alpeggi e malghe in quota. Gli insediamenti antropizzati sorgono prevalentemente in aree periferiche conferendo così alle zone più interne caratteristiche di autentica “wilderness” alpina. Nel cuore del gruppo, la sella di Passo Cinque Croci, la Val Cia e la Val Campelle separano il Lagorai dal massiccio granitico di Cima d’Asta, 2847 m, (“Il Zimòn” per la gente del Tesino), la più alta vetta di questo settore.