SOTTO LA NEVE FIORISCE LA CULTURA

In inverno un percorso culturale che tocca Trento e Rovereto con le mostre nei musei, le opere di Land Art sotto la neve sulle piste di Pampeago e nelle valli alla scoperta delle tradizioni dei Carnevali alpini

Una visita a Trento non può che partire dal Castello del Buonconsiglio. Insieme alla Piazza Duomo è il simbolo della città e dal 1225 al 1803 fu la residenza dei Principi vescovi di Trento. Qui, oltre a scoprire il nuovo percorso di visita e ammirare il “ciclo dei mesi”, capolavoro del gotico internazionale che decora la Torre dell’Aquila, dal 9 novembre al 24 febbraio si può visitare la mostra intitolata Sotto il cielo d’Egitto. Un capolavoro ritrovato di Francesco Hayez, dedicata allo straordinario “Riposo durante la fuga in Egitto” dipinto nel 1831 da Francesco Hayez, il più grande interprete della pittura romantica in Italia. Commissionata dal trentino Simone Consolati, noto mecenate e cultore delle Belle Arti, l’opera si pone al centro di una trama di rimandi, capaci di restituire la vivacità del contesto culturale trentino in età romantica. Il dipinto, pervaso di suggestioni orientaliste, sarà affiancato da altre opere del pittore, che rivelano la genialità e l’indiscussa modernità di Hayez anche nel genere sacro. www.buonconsiglio.it

Difficile non accostare lo skyline del MUSE, il Museo delle scienze di Trento progettato da Renzo Piano, ai profili delle montagne del Trentino. A luglio ha festeggiato i suoi primi cinque anni di apertura, nei quali sono transitati circa 3 milioni di visitatori. Fino al 23 marzo 2019 si può visitare la mostra Ghiacciai, esposizione che offre una fotografia dei ghiacciai che ricoprono il pianeta. Quattro le prospettive adottate: l'ambiente naturale glaciale con le sue dinamiche e la distribuzione dei ghiacciai nel mondo, in Italia, in Trentino e nelle Dolomiti; le attività scientifiche e i rilievi che permettono di quantificare lo stato di salute dei ghiacciai, di studiare i cambiamenti climatici e di comporre gli "inventari" dei ghiacciai; le avventurose esplorazioni sui sentieri glaciologici, con le osservazioni dei primi glaciologi e il ritrovamento di Oetzi; le vicende storiche e i miti legati ai luoghi più inospitali dell'ambiente montano. www.muse.it

Un punto di riferimento internazionale nell'ambito della ricerca e della valorizzazione delle arti figurative contemporanee. Tra le opere che hanno trovato casa al MART, il Museo di Arte moderna di Rovereto e Trento, vi sono autentici capolavori della pittura italiana del XX secolo riuniti in particolare nella Collezione Giovanardi. Fino al 24 febbraio è visitabile la mostra dedicata alla figura di Margherita Sarfatti, giornalista, critica d’arte e promotrice dell’arte italiana tra le due guerre. Si tratta di un progetto di ricerca che si sviluppa in due diverse mostre, al Mart e al Museo del Novecento di Milano. Margherita Sarfatti. Il Novecento Italiano nel mondo, a cura di Daniela Ferrari ricostruisce il ruolo della maggiore protagonista del dibattito su classicismo e modernità nel panorama artistico italiano e internazionale, grazie ai preziosi documenti del Fondo Sarfatti, conservato presso l’Archivio del ’900 del Mart.

In concomitanza con questa mostra, il progetto espositivo della Casa d’Arte Futurista Depero affronta un aspetto particolare dell’attività critica di Margherita Sarfatti, precisamente il suo rapporto con il Futurismo negli anni del regime e con Filippo Tommaso Marinetti, grazie alla mostra Il maestro & Margherita. Marinetti, Sarfatti e il Futurismo di regime a cura di Nicoletta Boschiero visitabile fino al 13 gennaio 2019.

Sempre al MART, fino al 13 gennaio 2019, viene proposta una ampia personale di Nathalie Djurberg & Hans Berg a cura di Lena Lessing in collaborazione con il Moderna Museet, Stoccolma e Malmö. I due artisti costruiscono grandi installazioni immersive, veri e propri paesaggi dell’assurdo che indagano le dinamiche e le contraddizioni del nostro tempo. Tra ironia e paradosso mettono in scena taglienti allegorie dei sentimenti più viscerali e grotteschi: gelosia, vendetta, cupidigia e lussuria. www.mart.trento.it

Alle Gallerie di Piedicastello, ex tunnel della tangenziale riconvertiti in spazi culturali, per tutto l’autunno si susseguono mostre dedicate alla memoria dei conflitti mondiali del ‘900 che qui ebbero uno dei principali teatri. Fino al 27 gennaio L’ultimo anno 1917-1918 mette in scena la Grande Guerra sul fronte italo-austriaco nel suo momento più critico: installazioni, filmati e documentari d’epoca ricordano le battaglie e la vita dei civili. All’interno di questo insolito spazio espositivo sono allestite anche le mostre Ferro, fuoco e sangue! Vivere la Grande Guerra (fino al 6 gennaio) e I trentini nella guerra europea, 1914-1920 (fino al 15 dicembre). www.fondazione.museotorico.it

 

Arte sotto la neve

Agli appassionati di Land-Art, il Trentino offre un’esperienza davvero unica in alcuni luoghi molto suggestivi, ma che in inverno, sotto la coltre di neve, acquistano un fascino davvero speciale. C'è perfino una pista da sci trasformata in galleria d’arte.
È la pista Agnello - con una sua variante - nello Ski Center Latemar, che attraversa il parco d’arte RespirArt, uno dei più alti al mondo (www.respirart.com). Selfie e foto di gruppo fra le opere d’arte create da artisti di fama internazionale che emergono dalla neve sono la regola. Le nuove installazioni, create nel 2018 e visibili dalla pista, sono “Il nodo della strega” di Mariano Vasselai e il pastore “Mediterraneo” di Elio Vanzo (di fronte al Rifugio Monte Agnello). Poco prima dello Chalet Caserina è sorto il cavallo mitologico a otto zampe “Sleipnir XLVII Latemar” per opera dell’artista italo-svedese Duilio Forte. www.latemar.it

 

Tra storia e tradizione i Carnevali più curiosi

Maschere, costumi dei più originali e fantasiosi, carri allegorici, scherzi, lanci di coriandoli, musica e l'immancabile profumo dei dolci tipici - grostoi e frittelle - e del vin brulè che pervade le strade dei paesi. Nelle valli alpine del Trentino la tradizione del Carnevale si carica di significati e riti ancestrali, legati ai cicli naturali e al rapporto stretto delle popolazioni con gli elementi naturali che si esprime attraverso le originali figure e i personaggi che li animano.

Particolarmente caratteristico il Carnevale Ladino, nel suggestivo scenario delle Dolomiti della Val di Fassa. In programma dal 17 gennaio al 5 marzo propone le tradizionali “mascherèdes”, spettacoli satirici nell'antica lingua locale e le sfilate di "Bufòn", "Marascons" e "Lachè", che indossano le tipiche maschere di legno intagliate dagli artigiani scultori della valle, eredi di un’arte antica e sempre viva.

Il Carnevale delle Alpi, in calendario il 2 marzo a Valfloriana in Val di Fiemme, propone un lungo corteo di personaggi con maschere lignee e costumi sgargianti che scende di villaggio in villaggio per riunirsi nella piazza di Casatta. Al Carnevale delle Alpi, oltre al gruppo locale del Carnevale dei Matoci di Valfloriana partecipano altri tre noti gruppi carnevaleschi: il Saint-Rhémy-en-Bosses della Val d’Aosta; il Carnevale Alba e Penia della Val di Fassa e il Carnevale della Val dei Mocheni. E non mancano le degustazioni di originali piatti tipici nelle “poste” di ogni frazione.

Il Carnevale di Grauno in Val di Cembra, in programma dall’1 a 5 marzo, rappresenta un vero e proprio filo diretto con epoche passate. È un rito animato dai giovani del paese e che culmina il martedì grasso con l’accensione dell’albero, simbolo di antichi riti precristiani di propiziazione e di fecondità. Questo momento conclusivo è preceduto da un complesso rituale che ha inizio con il prelievo del pino dai boschi sopra l’abitato e il trascinamento fino in paese, una rappresentazione teatrale dove si condanna l’ultimo maschio andato sposo, e infine l’innalzamento dell’albero nella “Busa del Carneval”.

Il Carnevale asburgico di Madonna di Campiglio dal 4 all’8 marzo, rievoca i fasti e lo spirito dell'epoca che vide la principessa Sissi e l’imperatore Francesco Giuseppe soggiornare nella località alpina ai piedi delle Dolomiti di Brenta. Il clou di questo appuntamento, il Gran ballo imperiale nello splendido Salone Hofer, con dame e principi asburgici in splendidi abiti e gli immancabili valzer, sarà preceduto da sfilate in costume, fiaccolate, sciate in abiti d’epoca.

Sotto le palme dei viali nel cuore di Arco si svolge la più spettacolare sfilata di carri allegorici del Trentino, mentre il centro storico nella prima settimana di marzo si trasforma in un vero parco dei divertimenti per i più piccoli animato dall’allegria di trampolieri, clown e giocolieri.

 

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