RIFUGI D’INVERNO, LA MONTAGNA CHE SORPRENDE

Sono una cinquantina le strutture aperte nella stagione bianca Affacciati sulle piste dei comprensori bianchi, si raggiungono direttamente con gli sci, oppure con le ciaspole ai piedi, anche di notte per aggiungere un pizzico di avventura, o più comodamente con un gatto delle nevi

Si respira aria di casa nei rifugi trentini. Tra profumi di cose autentiche, panorami emozionanti, avvolti in un magico silenzio, soggiornare in rifugio è un’esperienza che vale davvero la pena provare. In Trentino sono una cinquantina le strutture aperte anche d’inverno dove è possibile pernottare avvolti in caldi piumini oppure trascorrere una serata in compagnia, abbandonandosi alla scoperta dei piatti tipici del territorio per poi infilarsi le ciaspole ai piedi e rientrare a valle alla luce delle torce.

Per gli sciatori più incalliti, per chi ama ricercare la libertà nello scialpinismo o si ritrova a proprio agio nella dimensione dell’escursionismo con le racchette da neve, per chi è alla ricerca di panorami da immortalare in un “selfie” da condividere subito, per chi vuole assicurarsi un’abbronzatura da esibire a lungo in città, in Trentino c'è sempre il rifugio adatto.

Sciatori H24: i primi raggi di sole che all'alba illuminano le cime e le piste, colorano le nebbioline che salgono dalle valli diventa spettacolo esclusivo per quanti hanno scelto di soggiornare in quota, in uno dei tanti rifugi a due passi dalle piste nei principali comprensori bianchi. E dopo un'abbondante colazione, il privilegio di poter sciare nelle luci calde del mattino su una neve perfetta, appena lavorata dai gatti della neve, con tutta la pista a disposizione!

Sono davvero numerosi i rifugi collocati lungo le piste dove è possibile vivere questa esperienza aggiungendo l'atmosfera particolare propria di un rifugio di montagna.

Le camere con vista sulle Dolomiti di Brenta sono prerogativa dei rifugi della skiarea di Madonna di Campiglio come il Giorgio Graffer sul Grostè o il Viviani sul versante di Pradalago, del Dos Sabiòn nella skiarea di Pinzolo, del Dosso Larici e del rifugio La Roda sulla Paganella e del Solander nella skiarea di Folgarida. Sopra Passo del Tonale, sul ghiacciaio della Presena si può dormire nel nuovo rifugio Capanna Presena presso la stazione intermedia della nuova telecabina che raggiunge Passo Maroccaro.

Lungo lo Ski Tour dei Forti sull'Alpe Cimbra a Folgaria si trovano i rifugi Baita Tonda e Stella d’Italia.
Nelle skiarea della zona dolomitica, dalla Val di Fassa alle Pale di San Martino, ecco i rifugi Friedrich August, Des Alpes, Salei, Valentini, Ciampolin e Fredarola lungo le piste tra Passo Sella e Canazei. I rifugi Ciampàc e Buffaure si trovano invece lungo lo Ski tour Panorama, e sopra Passo Costalunga, ai piedi della Roda di Vaèl il Paolina. E ancora il Negritella e il Ciampedie sopra Vigo di Fassa, Passo Lusia a Bellamonte e infine Capanna Cervino a Passo Rolle ai piedi del Cimòn de la Pala.

Scialpinisti: i rifugi alle quote più elevate e lungo gli itinerari più classici aprono le porte agli scialpinisti, in modo continuato o in occasione dei weekend, a partire da marzo e fino a maggio, quando la neve si compatta sotto i raggi del sole già tiepido favorendo la formazione del “firn” primaverile, il massimo per il fuoripista. Sono in particolare i rifugi Cevedale “Guido Larcher” in alta Val di Peio, Stavel “Francesco Denza” e Val d’Amola “Segantini” ai piedi della Presanella, Mandròn “Città di Trento” e “Ai caduti dell’Adamello” nel gruppo dell’Adamello. In questo caso le mete che si possono raggiungere con le pelli di foca sono vette di grande soddisfazione tutte sopra i 3000 metri di quota: Cevedale, Palòn de la Mare, Zufall, Presanella, l’Adamello, Cima Pisgana. Nella zona dolomitica invece si può fare affidamento sul rifugio Passo Principe nel cuore del Catinaccio, il Pian dei Fiacconi sulla Marmolada, il Rosetta “Giovanni Pedrotti” sull’Altopiano delle Pale di San Martino.

Ciaspolatori: per gli amanti delle racchette da neve gli itinerari a disposizione sono davvero un numero infinito in tutti i gruppi montuosi e valli alpine trentini. Questi rifugi, aperti solitamente nei weekend dei mesi invernali, diventano una meta facilmente raggiungibile da tutti o un punto di riferimento e di sosta lungo itinerari più articolati.

In particolare il Potzmauer sui monti della Valle di Cembra, Malga Trivena in Val Breguzzo, Sette Selle in Val dei Mocheni, Malga Campo sopra Luserna, Alpe Pozza “Vincenzo Lancia” nel Gruppo del Pasubio, Altissimo “Damiano Chiesa” sopra Brentonico, Predaia “Ai todés-ci” in Val di Non e Gardeccia ai piedi del Catinaccio in Val di Fassa, “Lupi di Toscana” sull’altopiano dei Boniprati in Valle del Chiese.

Panorami mozzafiato e tintarella perfetta: una terrazza al sole e al riparo dal vento, un drink o una cioccolata calda, una soffusa musica di sottofondo e intorno un vasto panorama di cime: Si può chiedere di più? È la condizione ideale per chi è in cerca dell’abbronzatura perfetta. Nella classifica ideale - in questo caso estesa anche ad altri locali in quota e perfetti per una sosta sulle gradi terrazze-solarium di cui dispongono - non può mancare la “Terrazza delle Dolomiti” del rifugio Maria ai 3000 metri del Sas Pordoi sopra Canazei. Sull’Alpe Lusia ecco lo Chalet Valbona, all’arrivo della telecabina da Ronchi, mentre a Passo Rolle c’è la storica Baita Segantini e proprio in vetta all’Alpe Cermis il ristorante Paiòn. A Madonna di Campiglio si trovano la terrazza del rinnovato Chalet Fiat in vetta al Monte Spinale, dei ristoranti Boch e Stoppani sul Grostè, tutti raggiungibili comodamente con gli impianti, mentre a Pinzolo c'è il ristorante Prà Rodont. Sul Monte Bondone non perdete il Bondonero e nella skiarea della Paganella la terrazza del Dosson recentemente rinnovato. Infine nello Skitour dei Forti sull'Alpe Cimbra Baita Neff, sulle piste tra Lavarone e Passo Vezzena.

Info: www.rifugi.visittrentino.info