DALLE MEMORIE DELLA GUERRA UN MONITO DI PACE

80 fortezze, 19 musei dedicati alla Grande Guerra e centinaia di chilometri di mulattiere e trinceramenti: è un patrimonio storico straordinario, quello che si può visitare in Trentino, soprattutto come una preziosa occasione per non dimenticare e per ribadire l’importanza della pace. Anche nel corso dell'estate numerose le mostre tematiche, le rassegne e le iniziative ospitate nelle principali fortezze aperte al pubblico

Sono passati cento anni dalla fine del Primo conflitto mondiale, un evento che ha cambiato la storia dell’Europa e segnato indelebilmente quella del Trentino, coinvolto fin dal 1914 in quanto provincia dell’Impero austro-ungarico.

Dal 1915 al 1918 questa terra di confine fu un campo di battaglia, un lungo fronte che ha attraversato valli, montagne e cime alpine, il palcoscenico di una continua sfida con gli elementi naturali, prima ancora che contro il nemico.

Il Trentino ha rielaborato quel drammatico periodo storico, diventando un dinamico laboratorio di convivenza e dialogo, ma senza mai rinunciare al dovere della memoria. Con la sua rete di 19 musei, 80 forti austroungarici, chilometri di trincee, camminamenti, gallerie e altre opere dell’ingegneria militare che raccontano con immediatezza le vicende di un secolo fa, può essere oggi considerato un grande "Parco della Memoria".

 

Il Sentiero della Pace

Il Sentiero della Pace, un tracciato di oltre 520 km, collega i luoghi e le memorie della Grande Guerra sul fronte del Trentino, dal Passo del Tonale alla Marmolada. L’intero percorso richiede circa un mese di cammino, ma gli escursionisti possono percorrere tappe di una singola giornata o trekking di alcuni giorni, facendo sosta in uno dei numerosi rifugi presenti lungo il percorso, scegliendo tra itinerari di bassa quota e d'alta montagna. Gran parte dei tratti di questo itinerario sono percorribili anche in sella alla mountain bike.

 

Il Circuito dei forti

Lungo il Sentiero della Pace si incontrano anche le circa 80 fortezze austroungariche che oggi sono parte del paesaggio culturale e geografico di questa terra e danno vita al Circuito dei forti del Trentino. Con la loro imponente presenza testimoniano il ruolo giocato dal Trentino nel conflitto, mentre la varietà architettonica e le differenti tipologie di costruzione e di materiali utilizzati evidenziano la transizione dall’arte militare ottocentesca a quella moderna, basata su nuove e sempre più potenti armi da fuoco.

Le fortificazioni meglio conservate da alcuni anni sono al centro di un progetto di recupero architettonico e di restauro sostenuto dalla Soprintendenza per i Beni culturali - Ufficio Beni architettonici della Provincia autonoma di Trento. Tra quelle riaperte di recente al pubblico c'è Forte Pozzacchio in Vallarsa, Forte Campo Luserna sull'Alpe Cimbra, la Tagliata superiore di Civezzano alla periferia di Trento e Forte Colle delle Benne a Levico Terme.

Dal Passo del Tonale alle Dolomiti lungo il Sentiero della Pace, il Circuito dei forti del Trentino propone dal 21 giugno al 23 settembre la quarta edizione della rassegna Sentinelle di Pietra. Di forte in forte sul Sentiero della Pace, che prevede spettacoli teatrali e di danza, concerti, escursioni animate per famiglie, esperienze di visita teatralizzata, una mostra d’arte contemporanea diffusa e racconti di guerra, con l’obiettivo di trasformare questi luoghi progettati per esigenze belliche in straordinari strumenti di diffusione della conoscenza della storia e della cultura della pace attraverso la contaminazione delle arti. 17 le fortificazioni interessate da circa 30 appuntamenti e ai quali si aggiungeranno una serie di incontri nei rifugi lungo il Sentiero della Pace, dalle Dolomiti alla zona del Garda dall'inciato Lorenzo Cremonesi alla scrittrice Giovanna Melandri.

www.cultura.trentino.it

 

LE MOSTRE DELL'ESTATE

GALLERIE DI PIEDICASTELLO - L'ultimo anno: 1917-1918

Fino al 2 dicembre 2018

Orario: Da martedì a domenica, ore 9.00-18.00. Ingresso libero.

A cura di Lorenzo Gardumi, collaborazione scientifica di Mauro Passarin.

Lungo i 300 metri della Galleria nera installazioni, scenografie, approfondimenti, filmati e documentari originali dell’epoca ripercorrono l’ultimo anno del primo conflitto mondiale. Le ultime fasi del confitto viste dai suoi protagonisti: soldati e civili. Da una parte il visitatore diventa “testimone” delle battaglie affrontate dagli uomini in divisa sull’Isonzo, del crollo di Caporetto e del mutarsi della prospettiva di guerra italiana, da offensiva a difensiva fino alle tre decisive battaglie del Piave. Dall’altra, può osservare i diversi modi in cui la guerra tratta e trasforma i civili: profughi, operai militarizzati, vittime, soggetti e oggetti di propaganda e politica autoritaria.

 

PALAZZO DELLE ALBERE - Cent'anni dopo, ricordi di guerra, sguardi di pace

28 aprile – 2 settembre 2018

Orario: martedì–venerdì ore 10-18, sabato e domenica ore 10-19. Ingresso libero.

A cura di Giovanna Calvenzi.

A cent’anni dal primo conflitto mondiale Fujifilm Italia, in collaborazione con Trentino Marketing, e con il supporto di Montura, ha chiamato a raccolta cinque professionisti dell’immagine per realizzare un progetto articolato ed eterogeneo su uno degli avvenimenti più tragici del nostro passato. Un lavoro affidato alla forza iconica della fotografia per non dimenticare cosa è stato, per intraprendere una rilettura di alcuni dei luoghi principe di scontri e battaglie, per celebrare il sacrificio di chi ne è stato protagonista e, infine, per comprendere il significato del termine “pace”. Un progetto a più mani che ha visto i fotografi Giulia Bianchi, Luciano Gaudenzio, Daniele Lira, Pierluigi Orler e il videomaker Gianluca Colla, impegnati per mesi in esplorazioni delle montagne e delle valli del Trentino, alla ricerca di quei segni più o meno tangibili che rendono onore al sacrificio di chi ha combattuto per la libertà e la Patria.

centannidopo.fujifilm.it

 

MUSEO STORICO ITALIANO DELLA GUERRA - La pelle del soldato

Uniformi, corazze, elmi e maschere antigas dalla Prima guerra mondiale al Duemila.

25 aprile – 31 marzo 2019
Orario: da martedì a domenica | ore 10-18

Negli spazi del Castello di Rovereto il museo propone una mostra che racconta come, nei conflitti del Novecento, i soldati abbiano dovuto affrontare l’enorme potenziale distruttivo degli armamenti con ben pochi dispositivi di difesa e di protezione. L’esposizione ha un ampio riferimento alla Grande Guerra, ma si proietta fino agli anni Duemila: dalle corazze agli elmi, dagli scudi alle maschere antigas, dalle uniformi mimetiche alle protezioni contro la minaccia nucleare, batteriologica e chimica.

www.museodellaguerra.it

 

MUSEO CIVICO DI ROVERETO - Cosa videro quegli occhi! Uomini e donne in guerra. 1913-1920

9 maggio – 30 dicembre 2018

Progetto Manifattura, Borgo Sacco - Rovereto

Orario: da martedì a domenica | ore 10-18

A cura del Laboratorio di storia di Rovereto

Cosa videro quegli occhi! racconta la vicenda, tragica e complessa, dei soldati/prigionieri trentini durante la prima guerra mondiale. Ma dietro loro, c’è la storia delle loro famiglie, del distacco, di separazioni spesso incolmabili, di nuove famiglie; c’è la storia dell’esilio; c’è la storia di un territorio invaso dagli eserciti e da loro profondamente mutato, grazie anche al lavoro di anziani, donne e ragazzi militarizzati; c’è la storia, speculare e beffarda, di migliaia e migliaia di prigionieri russi e serbi portati in Trentino a sostituire da schiavi gli uomini trentini che sono in Russia a lavorare da prigionieri-schiavi. La mostra è ospitata in un’ala del Progetto Manifattura (ex Manifattura tabacchi di Borgo Sacco), circa 400 metri quadri di un nuovo, inedito spazio di cultura e approfondimento aperto alla comunità appositamente ripristinato da Trentino Sviluppo.

www.museocivico.rovereto.tn.it

 

MAG MUSEO ALTO GARDA - No war no Peace

Fino al 4 novembre 2018

Orario: da martedi a domenica 10-18

A cura di Andrea Tomasi, Claudia Gelmi; progetto di Raffaele Crocco; fotografie di Fabio Bucciarelli.

Se il 1918 è ricordato come l'ultimo anno di guerra, come non interrogarsi su ciò che determinò quel “dopo”, e se sia corretto definirlo con il termine “pace”? La fine di una guerra produce la pace oppure le sementi per un nuovo conflitto stanno già germinando? La mostra No War No Peace intende fermare il pensiero sulle tracce di una guerra che è stata, ponendo in relazione i confini ridisegnati allora con le ferite rimaste aperte nel corso del Novecento e con gli stati di “non pace” dell’oggi. Sono decine, negli ultimi anni, le guerre cessate che non hanno però determinato la pace.

www.museoaltogarda.it

 

Ulteriori informazioni disponibili qui e a questo link