AI “SUONI DELLE DOLOMITI” PROGETTI IDEATI PER LE MONTAGNE TRENTINE

Sono quattro i progetti speciali, eventi e situazioni pensate espressamente per “I Suoni delle Dolomiti” che andranno in scena tra il 30 giugno e il 31 agosto sulle montagne trentine

Eventi pensati espressamente per “I Suoni delle Dolomiti”. Progetti che si inseriscono nella filosofia del festival trentino di musica in quota rappresentando però momenti unici perché ideati specificatamente. Al centro sempre il rapporto con la montagna, la natura e l'arte capace di rappresentare l'uomo al di là del tempo e di ogni forma di barriera.

Saranno quattro i progetti speciali della ventiquattresima edizione dei “Suoni” che quest'anno si sviluppa tra il 30 giugno e il 31 agosto.

Si comincia con quello che potremmo definire il “più classico” tra i progetti speciali, ossia il Trekking che porta un numero ridotto di persone alla scoperta di un gruppo dolomitico, di un pezzo della storia della musica e spesso anche di vicende umane, esistenziali o sportive particolarmente significative. È quello che avviene quest'anno dal 6 all'8 luglio quando i trekker avranno la possibilità di salire alcune delle cime più belle delle Pale di San Martino al fianco di un famoso e bravissimo violoncellista come Mario Brunello e di un alpinista del calibro di Maurizio Zanolla, da tutti conosciuto come Manolo. Ad assistere i partecipanti anche le Guide Alpine del Trentino.

Dunque un trekking per due voci. Quella del violoncello di Mario Brunello, grande musicista internazionale che da anni vive il rapporto della musica col mondo nelle sue molteplici espressioni: dal dialogo con gli altri linguaggi creativi alla ricerca di un suono puro, del silenzio e del rapporto con gli spazi della natura incontaminata. Nel trekking si accompagna a un'altra voce, quella di Maurizio Zanolla, noto come Manolo. Autentico fuoriclasse dell'alpinismo internazionale e uno dei pionieri dell'arrampicata libera in Italia non è però solo un grande esponente di questa disciplina ma vive e racconta la montagna come esperienza totalizzante.

Ben più complessa e articolata – visto che copre ben sette giorni – è la Campiglio Special Week (16-22 luglio) che è un omaggio alle Dolomiti di Brenta, alle sue cime certamente ma anche alle vallate e ai suoi centri abitati con le opere d'arte e le tradizioni. Ne sono protagonisti straordinari la Kremerata Baltica – che dal 1997 è punto di riferimento per i migliori musicisti dell'area baltica e per la musica internazionale – e quello che è il più importante e bravo violinista in attività, Gidon Kremer.

Un festival nel festival con appuntamenti sulle vette così come in luoghi particolarmente suggestivi come antiche chiese, malghe, antichi saloni e contraddistinto dalla particolare identità di un'orchestra sempre aperta a sperimentazioni, contaminazioni, incroci di generi; capace di dialogare col tempo e gli spazi e di attingere anche ad altri linguaggi creativi.

L'apertura è dedicata alla musica da camera e vede protagonista il Kremerata Baltica Trio assieme a Andrei Pushkarev (Palazzo Lodron Bertelli a Caderzone Terme, 16 luglio ore 17,30 e 21) mentre l'indomani (17 luglio, ore 12) la formazione del Kremerata Baltica Chamber si esibisce al Lago Asciutto sulle Dolomiti di Brenta mentre Gidon Kremer – il più garnde violinista in attività – regala uno straordinario progetto, ideato assieme al grande fotografo Antanas Sutkus, che incrocia musica, immagini e Storia (Salone Hofer di Madonna di Campiglio, 18 luglio ore 21). Il particolarissimo scenario del lago Nero nel Gruppo della Presanella accoglie il violoncellista Mario Brunello, il vibrafonista Andrei Pushkarev e il Kremerata Baltica String Trio (19 luglio, ore 12) mentre il 20 luglio la Kremerata Baltica si esibisce nelle vicinanze dello storico Rifugio F.F. Tucket e Q. Sella. Gidon Kreme incontra la Kremerata Baltica per gli utlimi due appuntamenti. Il 21 luglio (ore 21 Chiesa di San Vigilio, Spiazzo Rendena) scoprono Franz Schubert raccontato attraverso gli occhi di giovani compositori e arrangiatori mentre il 22 luglio propongono una prima assoluta mondiale dedicata alla musica da cinema e da circo con tanto di artisti circensi in scena (Malga Brenta Bassa, ore 12).

Nasce dalla ricerca della musica delle montagne il progetto speciale che dà vita a un particolarissimo incontro. Da un lato una stella internazionale del Jazz e grande interprete della tromba e del flicorno come Paolo Fresu, amico de “I Suoni delle Dolomiti” e con all'attivo oltre venti album e una lista impressionante di collaborazioni con i grandi della musica da Luigi Einaudi a Uri Caine, Enrico Rava e molti altri. Dall'altro lato una banda musicale della Val di Fassa, la Musega de Poza, che da sempre affianca alla proposta di un repertorio tradizionale anche uno spirito più contemporaneo e sperimentale che interpreta tradizione e territorio in modo nuovo. Con loro anche uno strumentista e compositore, Marco Somadossi, docente della cattedra di Composizione e Strumentazione per Orchestra di Fiati del Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine, che curerà la direzione artistica di un progetto che vuole riscoprire la tradizione con uno sguardo contemporaneo attingendo a tutti i suoni della montagna e rielaborandoli. Perché le tradizioni vivono e si modificano, perché i suoni sono anche quelli del vento e delle fronde e perché anche la musica, come la lingua, vive nel tempo e negli uomini che sono sempre diversi. Per scoprire il frutto di questa ricerca l'appuntamento è al Rifugio Roda di Vael sul Catinaccio in Val di Fassa (29 luglio, ore 12).

E intanto si suona è il titolo dell'evento che conclude I Suoni delle Dolomiti e la sezione dei progetti speciali il 31 agosto a Malga Costa in Val di Sella. Nasce da un'idea del musicista Mario Brunello e di Alessandro Baricco, scrittore, regista e fondatore della Scuola di scrittura Holden di Torino. Parole e musiche convivono in un racconto corale e orchestrale che affronta il tema della musica, della guerra e della pace, narra come la musica sia stata e sia ancora una forma di resistenza e una promessa di pace. A fornire lo spunto per quello che si presenta come un vero e proprio viaggio nel Secolo breve dall'inizio del Novecento fino ai giorni nostri sono i diari di un soldato, Alessandro Silvestri. La musica è per lui ancora di salvezza nella bestialità della guerra e qui diventa occasione per seguirne le vicende personali, per riflettere e non restare sordi ai drammi dei conflitti che oggi, pur non coinvolgendo direttamente il suolo europeo, travolgono l'esistenza di milioni di esseri umani in tutto il mondo. A rendere possibile tutto questo un gruppo di famosi musicisti e attori come Neri Marcorè, Marco Rizzi, Regis Bringolf, Danilo Rossi, Mario Brunello, Florian Berner, Gabriele Ragghianti, Ivano Battiston, Signum Saxophone Quartet che si cimentano con una composizione inedita di Giovanni Sollima e con musiche di Nouri Iskandar, Arisha Samsamina. La parte testuale è di Eleonora Sottili e Emiliano Poddi per la Scuola Holden.

 

Trento, marzo 2018

Informazioni: isuonidelledolomiti.it