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Tree time - Arte e scienza per una nuova alleanza con la natura

A due anni dalla tempesta Vaia un viaggio multisensoriale che evidenzia l’urgenza di riconfigurare la nostra relazione con i giganti del mondo vegetale

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A due anni dalla tempesta Vaia, il MUSE - Museo delle Scienze propone un viaggio multisensoriale da percorrere grazie alle opere di 20 artisti nazionali e internazionali che si intrecciano con approfondimenti storico-scientifici, in un itinerario immersivo che evidenzia l’urgenza di riconfigurare la nostra relazione con i giganti del mondo vegetale. Una riflessione che parte dal passato e giunge fino al presente, per immaginare un futuro sostenibile.

É il tempo degli alberi e di una nuova e urgente relazione con l’universo vegetale. Al MUSE – Museo delle Scienze di Trento, dal 31 ottobre 2020 al 30 maggio 2021, apre “Tree Time - Arte e scienza per una nuova alleanza con la natura”, un ampio progetto espositivo dedicato alla relazione tra l'essere umano e l'albero.

La mostra, nata da un progetto del Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino e sviluppata per questa nuova tappa con contenuti originali elaborati dal MUSE, dà voce ai linguaggi dell’arte contemporanea per costruire una nuova visione, gestione e cura di alberi, boschi e foreste. Una sorta di viaggio multisensoriale - arricchito nell’edizione trentina dai contributi scientifici di studiosi, botanici ed esperti nella gestione forestale, oltre che di nuove letture artistiche site specific - che evoca visioni e possibilità per una relazione dinamica e costruttiva tra specie umana ed ecosistemi naturali. L’invito, prima che sia troppo tardi, a rinsaldare il nostro legame, spesso compromesso, con la natura.

Venti artisti e un viaggio tra i giganti del regno vegetale

Dall'artista sudcoreana Sunmin Park, alla sua prima esposizione italiana, alla videoartista svizzera Ursula Biemann. Dagli americani Helen e Newton Harrison, tra i primi e più noti artisti sociali e ambientali, alla performer e artista visuale polacca Cecylia Malik, passando per le opere dello scultore altoatesino Aron Demetz, le ricerche del collettivo di designer Formafantasma e materiali di archivio di celebri esploratori, alpinisti e architetti. Venti artisti italiani e internazionali e una selezione di documenti dalle collezioni del Museomontagna, della Biblioteca Nazionale del Club Alpino Italiano, dell’Archivio Architetto Cesare Lombardi, della Fondazione Ermenegildo Zegna e dall’Archivio del 900 del Mart - Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto affrontano il tema degli alberi secondo una narrazione interdisciplinare e multisensoriale.

Installazioni sonore, interventi site specific, opere pittoriche e fotografiche, nuove modalità di partecipazione e co-produzione: Tree Time, a cura di Andrea Lerda con Daniela Berta, si pone come esperienza per osservare, comprendere e riconfigurare il nostro rapporto con l'universo vegetale.

Una sfida a cui tutti siamo chiamati: gli alberi sono tra i più grandi alleati per il mantenimento degli equilibri climatici e atmosferici del pianeta, ricoprono quasi il 30% della superficie terrestre e molti formano ecosistemi complessi e affascinanti, ma la loro integrità è a rischio a causa dell'impatto antropico.

Tree Time parla, avvicina e fa riflettere su questi temi, valorizzando un nuovo approccio ambientalista, senza catastrofismi ma con consapevolezza, in risposta alla necessità urgente di ricostruire forme di coesistenza sostenibili per il futuro.

Il valore delle foreste, ricordando anche Vaia

La mostra mette al centro del percorso espositivo alberi, boschi e foreste, la loro natura protettrice, il loro cammino di adattamento alle costanti modificazioni ambientali e la condizione di crescente fragilità causata da azioni umane dirette e da effetti secondari prodotti dal cambiamento climatico in atto.

Dalla tempesta Vaia – che nel 2018 ha abbattuto intere foreste nel Nord Italia – agli incendi senza precedenti che hanno recentemente devastato l’Artico. Dal fuoco doloso, utile alle dinamiche industriali, alla deforestazione della Foresta Amazzonica che annienta biodiversità e habitat culturali, accelerando il riscaldamento globale. Alla luce dei recenti eventi, la mostra in arrivo al MUSE solleva una serie di riflessioni in materia di gestione dei boschi e di cura della montagna, di salute delle piante e delle loro strategie di difesa in caso di attacchi parassitari e impatti antropici. Un percorso eterogeneo e intergenerazionale, tra i piani e le sale del museo eco-sostenibile progettato da Renzo Piano, ci apre le porte di questo mondo. Così fragile, spesso invisibile, ma inevitabile per le nostre vite. Un rapporto, sostiene il botanico francese Francis Hallé, “dove l’asimmetria ci è sfavorevole: l’albero non ha in alcun modo bisogno di noi, mentre per noi è essere vitale”.

Gli autori in mostra

La mostra, articolata attraverso cinque macro capitoli tematici, si sviluppa all’interno delle diverse aree espostive del MUSE ed è supportata da una narrazione di impianto storico-scientifico a cura di Matteo Garbelotto, direttore presso il Forest Pathology and Mycology Lab di Berkeley e Adjunct Professor presso l’Environmental Science, Policy and Management Department dell’Università della California.

Gli autori di “Tree Time” sono: Gabriela Albergaria, Emanuela Ascari, Joseph Beuys, Simone Berti, Ursula Biemann e Paulo Tavares, Walter Bonatti, Gabriella Ciancimino, Aron Demetz, Hannes Egger, Sam Falls, Helen Mayer Harrison & Newton Harrison, Jiří Havel, Cesare Leonardi e Franca Stagi, Cecylia Malik, Federico Ortica e Andrea Marchi, Sunmin Park, Steve Peters, Giusy Pirrotta, Craig Richards, Albino Rossi, Vittorio Sella, Giorgia Severi, Andrea Trimarchi e Simone Farresin (Formafantasma), Mali Weil, Museo Wunderkammer, Ermenegildo Zegna.

https://www.youtube.com/watch?v=u1GJLqm_C5w



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