Il berretto a sonagli

Borgo Valsugana, Cinema Teatro del Centro Scolastico - ore 20.45

Sabato 4 novembre 2017 ore 20.45, andrà in scena a Borgo Valsugana presso il Cinema Teatro del Centro Scolastico:

IL BERRETTO A SONAGLI

Sicilia Teatro


di Luigi Pirandello
con Sebastiano Lo Monaco, Maria Rosaria Carli, Clelia Piscitello, Claudio Mazzenga, Rosario Petix, Lina Bernardi e Maria Laura Caselli
regia di Sebastiano Lo Monaco
foto Tommaso Le Pera


Ci sono classici che, quando vengono riproposti, prendono una nuova vita. Il sortilegio è dato dal loro incontro-scontro con la realtà del nuovo tempo. Il Berretto a Sonagli compie 100 anni, a contare la versione in siciliano, non a caso, di Angelo Musco. Un secolo. Il ’900 è stato definito “il Secolo breve”, ma è stato un tempo in cui è successo quasi tutto, la guerra, la rivoluzione, la controrivoluzione, l’abisso di Auschwitz e l’utopia concreta di un altro mondo, quello in cui gli ultimi diventano i primi. Poi, come ha scritto Carlo Levi «Sono passati molti anni, pieni di guerra, e di quello che si usa chiamare la Storia».

Intanto, è cambiato il mondo e, da noi, sono cambiate la gente e la vita. Quella Sicilia non c’è più; prima è stata cancellata dalla modernità dello sviluppo industriale, poi dall’avvento della società dei consumi, adesso dal post-moderno, da una società che qualcuno chiama fluida. Eppure, sotto la pelle, continua a dibattersi una umanità sofferente e ancora più irrisolti appaiono i problemi delle relazioni tra le persone. Gli amori, e gli odii, e le passioni continuano la loro danza che è la danza dei sentimenti, delle emozioni, degli sguardi sospesi. E lì trovi ancora Pirandello con il suo vedere acuto e doppio. Del resto, il Teatro si presenta come il doppio della vita. La Sicilia dei Berretti a Sonagli si è inabissata con il suo carico antico, quello che comprendeva persino il delitto d’onore. L’isola è stata occupata da ben altri crimini. I protagonisti della commedia sono tutti usciti dalla scena della vita reale: Ciampa, Beatrice, la Fana, Fifì e anche il delegato Spano, sebbene lo sguardo disilluso di Pirandello sullo Stato continui a fondarsi su solide ragioni. In realtà, si potrebbe dire che resta in vita chi neanche fisicamente si vede nella commedia di cui pure è un protagonista, il Cavaliere. Il potere del Cavaliere, che pesa su tutti i personaggi della commedia, si è certo trasfigurato, ma continua a dettare un gioco, condiziona ancora. Anche il Nuovo Cavaliere impedisce, fa negare l’esistente, spinge a corrompere la ricerca della verità, si insinua, pervade e si afferma. Resta la frase di Ciampa.

Ciampa dice a Beatrice che ci sono tre corde d’orologio a cui poter attingere: quella seria, quella civile e la pazzia. Che cosa impedisce alla corda civile di essere innocente, cioè di restare un atto di cortesia senza diventare la falsità, l’ipocrisia corruttrice? Lo impedisce l’invisibile presenza sulla scena del Cavaliere, il potente di turno. Pirandello si preclude la possibile esistenza di una quarta corda, quella di chi “pensa quel che dice”, rovesciando il troppo facile “dire quel che si pensa”. Ma l’eventuale quarta corda la potrebbe usare solo chi vuole cambiare il mondo e gli uomini. Mancando quest’ultimo alla commedia non resta che la pazzia a poter proclamare verità. Incuriosisce davvero, allora, l’impegno a mettere in opera, a far vivere oggi Il Berretto a Sonagli, oggi che tutto cambia, affinché nulla cambi. Sebastiano Lo Monaco incarna l’attore e una non dimenticata sicilianità. Su Pirandello ha lavorato, cercato e pensato. Chi, allora, se non lui, ci può provare? Per chi ama il teatro si prepara un’occasione da non perdere.

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