Assorti nel paesaggio

Pittori nordici sul Garda tra '800 e '900

A partire dal XVIII secolo il lago di Garda fu tappa irrinunciabile dei Grand Tour e dei viaggi studio di molti pittori nordici, che affascinati dalla bellezza del paesaggio gardesano realizzarono splendide vedute del lago e dei paesi che vi si affacciavano.Assorti nel paesaggio. Pittori nordici sul Garda fra '800 e '900 è la nuova mostra, curata da Annalisa Bonetti, che il MAG propone nella Pinacoteca del Museo di Riva del Garda: un viaggio nell'Alto Garda attraverso una selezione di opere, dipinti e disegni di proprietà del MAG e di collezionisti privati, eseguiti fra la seconda metà del '800 e i primi del '900, che raccontano il paesaggio gardesano a cavallo fra i due secoli attraverso lo sguardo del pittore viaggiatore.

La mostra sarà visitabile dal 4 luglio all'1 novembre 2015 e prevede un'anteprima nel corso della serata di venerdì 3 luglio, dalle ore 21.00.

Per l'occasione, venerdì 3 luglio il Museo rimarrà aperto a ingresso gratuito dalle 20.00 alle 23.00.

Assorti nel paesaggio. Così si dovevano sentire questi pittori mentre dipingevano il Garda immersi in un paesaggio unico nel suo genere: il lago che si apriva a picco fra le montagne, silenzioso e malinconico, le campagne circostanti con la loro natura ancora incontaminata, i piccoli borghi di paese animati dal lavoro quotidiano e a dominare su tutto la città di Riva del Garda, protagonista a quell'epoca di un eccezionale sviluppo urbanistico legato al turismo, nella quale già si respiravano le atmosfere della città moderna.Il fascino che da sempre il Garda ha esercitato sui viaggiatori di tutte le epoche rivive oggi in questa esposizione il cui filo conduttore è l'immagine romantica del lago. La totalità delle opere esposte è stata eseguita da pittori nordeuropei, per lo più tedeschi e austriaci, giunti per brevi periodi in Italia in occasione di viaggi di studio e di formazione, ma rimasti a tal punto colpiti dal paesaggio del Garda da immortalarlo in disegni e dipinti confluiti negli anni nei depositi del MAG tramite prestiti, acquisizioni, depositi e donazioni.La mostra, da intendersi in realtà più come un'estensione dell'attuale permanente dedicata al paesaggio gardesano in Pinacoteca, si apre con una prima sezione che riunisce le vedute di Riva del Garda dal punto d'osservazione della Ponale, con opere di Carl Heinzmann, August Oeser, Heinrich Adam, Sørensen e Carl Rodde: qui l'immagine storica della città, con la Torre Apponale e la Rocca, dialoga con la natura quieta e silenziosa del lago e dei campi in primo piano, i cui ritmi sono scanditi dal lavoro di contadini e pescatori.Lo stesso connubio ideale fra paesaggio naturale e antropizzato si ritrova nelle vedute di Torbole e di Malcesine che proseguono l'esposizione, opere nelle quali tuttavia si assiste a un graduale ridimensionarsi della città in favore della natura. Questa tendenza introduce alla sezione centrale della mostra dedicata al paesaggio naturale gardesano con opere di Edward Theodore Compton, Albert Hertel, Joseph Hoffmann, Ludwig Neelmeyer e August Seidel: qui i pittori viaggiatori hanno immortalato vedute della Strada del Ponale, del Lago di Loppio, del castello di Arco e della rocca di Malcesine, dove la presenza dell'uomo è pressoché assente. Ad alternarsi sono paesaggi bucolici, quieti e rasserenanti, e paesaggi in cui gli elementi naturali esplodono invece in tutta la loro potenza, secondo un'idea romantica di paesaggio la cui forza e bellezza divengono talvolta così intense da sopraffare l’uomo, che di fronte a essa prova sentimenti contrastanti di pace, ammirazione, inquietudine, solitudine e impotenza.L'ultima parte del percorso espositivo ribalta nuovamente la prospettiva di lettura del paesaggio gardesano, passando dalla descrizione del paesaggio naturale a quella del paesaggio urbano. Si parte dalle imbarcazioni a vela sul Garda dipinte da Michael Zeno Diemer, per scendere poi a riva e ammirare gli scorci più suggestivi del paese di Torbole eseguiti da Toni  Schulz, Jacques François Carabain e Ludwig Hans Fischer, la piazza del porto di Riva e il paese di Gargnano, con opere di Stefan Simoni, Margarete Stall, Hans Hartmann e Andreas Roth. In questi dipinti è raccontata la vita quotidiana delle città e dei paesi del Garda, con immagini legate alle professioni dell’uomo, dalle lavandaie ai lavoratori della pescaia, e scene di vita popolare in corrispondenza di portici e fontane.