Non seguire le orme del Mazaròl!

Un tempo nei boschi del Trentino potevate incontrare creature misteriose...

Passeggiando per i boschi del Primiero, ai piedi delle impervie Pale di San Martino, potrebbe capitarti di scorgere delle strane impronte sul terreno. A guardarle bene non sembrano quelle di una volpe, né tantomeno quelle di un camoscio: pare proprio che siano impronte di piedi, piccoli piccoli, come quelli di un folletto. Forse, potrebbero essere le orme del famoso Mazaròl, che abita questi luoghi.

Guardale bene, ma non seguirle mai! La leggenda dice infatti che, chiunque segua le sue orme, passo dopo passo finisca col perdere la memoria, fino a giungere nella grotta del Mazaròl. È un omino piccolo, con un una lunga barba, un cappuccio rosso come le fragole, un mantello nero e strane scarpe a punta, che lavora instancabilmente da mattino a sera. Conosce tutti i segreti della lavorazione del latte e del formaggio ed è sempre in cerca di qualcuno che possa aiutarlo nei suoi lavori.

San Martino di Castrozza - Primiero - Calaita

"È un omino piccolo che lavora instancabilmente da mattino a sera"

Tanto tempo fa una fanciulla, seguendo le sue impronte man mano perse la memoria, dimenticando chi fosse. Arrivata alla grotta del Mazaròl, il folletto la tenne con sé come serva e le insegnò a fare il burro, il formaggio e la tosèla, un gustoso formaggio fresco tipico del primiero. Un giorno però un cacciatore che si trovava a passare di lì riconobbe la ragazza scomparsa e riuscì a riportarla in paese. La poverina però non ricordava nulla, così i paesani si rivolsero ad una saggia vecchina che fece bere alla ragazza il latte di una capretta bianca. D’improvviso la fanciulla recuperò la memoria e, colma di gioia, insegnò ai suoi compaesani i segreti che il Mazaròl le aveva svelato. Per questo, ancora oggi, gli abitanti del Primiero sono bravissimi nel preparare il formaggio, come la tosèla che ti consigliamo di assaggiare quando vai a trovarli, ai piedi delle Pale di San Martino.

Pubblicato il 23/08/2019