Un trekking in Val Brenta

 Osservando le Dolomiti, tra malghe e cascate

La Val Brenta è uno dei punti d’accesso alle Dolomiti di Brenta, meno conosciuto ma così bello da lasciare senza fiato.

Da Sant’Antonio di Mavignola si imbocca questa valle, per poi lasciare la macchina in un ampio parcheggio; da qui parte il sentiero della forra, che percorre il canyon che la Sarca di Campiglio forma scendendo dai nevai delle Dolomiti.

La Sarca, sì, perché in tutta la Val Rendena questo fiume è chiamato al femminile! In particolare qui scorre la Sarca di Campiglio, che poi confluirà con quella di val Genova e della val Nambrone, per creare poi il grande fiume che, dopo il suo lungo corso, sfocerà nel Lago di Garda e col nome di Mincio da questo arriverà nel mare Adriatico.

La Sarca solca questa valle creando dei salti e delle vasche che sembrano delle piscine. L’acqua è così azzurra e limpida che ci faresti subito un bagno, se non fosse per la sua temperatura: è così fredda che risulta difficile starci anche solo coi piedi nudi. Il canyon è percorribile in mezz’ora ed è adatto anche ai più piccoli. Arrivati alla Malga Brenta Bassa davanti a voi avrete le Dolomiti di Brenta; il Crozzon da qui sembra essere così slanciato e alto che pare quasi un’altra montagna, dietro di lui si vede l’ormai esiguo nevaio della cima più alta del Brenta: la cima Tosa, che, pensate un po’, si è abbassato di qualche decina di metri a causa dello scioglimento della calotta di neve che aveva sulla sua enorme e piatta cima.

Poi, volgendo lo sguardo verso sinistra, tutte le guglie degli Sfulmini e infine verso Nord il grande massiccio di Cima Brenta!

Valli Giudicarie - Dolomiti di Brenta

"Volgendo lo sguardo verso  Nord, appare il grande massiccio di Cima Brenta"

In questo bel prato ci si può soffermare e immaginare la nascita di questo gruppo formato da roccia sedimentaria, nata dai fondali marini.
Qui infatti milioni di anni fa era come essere ai Caraibi, mai l’avreste detto vero? La storia della nascita delle nostre montagne è incredibile, tanto quanto lo è vederle ora; sembrano come se spuntate dai ghiaioni che le circondano: più o meno è così! Siete fortunati e c’è qualche nuvoletta in cielo? Allora durante questa piccola pausa potrete veder comparire ai vostri occhi il famoso Campanil Basso, avvolto dalle nebbie che ne risaltano il profilo!

Da qui si può proseguire lungo la Val Brenta e arrivare alla Malga Brenta Alta, al cospetto del Crozzon: un luogo ameno, con un piccolo fiume che scorre e un bel prato su cui sdraiarsi e prendere fiato.

Se si prosegue in direzione del Rifugio Brentei si giunge a un bivio che indica il sentiero Violi che, pianeggiante e con un breve tratto di cordino, vi condurrà al Rifugio Casinei, dove un piatto di strangolapreti è d’obbligo! Per arrivare qui dal parcheggio sono poco più di mille metri di dislivello.

Madonna di Campiglio - Val Rendena - Cascate

"Le cascate sono meravigliose, mostrano tutta la potenza della natura attraverso l’acqua"

Ora potete decidere se scendere da un sentiero diretto o da quello più lungo, dolce e panoramico delle Cascate Alte e di Mezzo per poi ritornare al parcheggio di Val Brenta. Le cascate che vedrete sono meravigliose, mostrano tutta la potenza della natura attraverso l’acqua, che, uscendo dal terreno tutto d’un tratto, sgorga a grandi volumi, facendo salti di parecchi metri. Vi chiederete perché tanta bellezza e straordinarietà? Cascate ce ne sono molte, soprattutto nella zona della Val Rendena, ma in Brenta sono uniche. E perché? Perché il calcare è una roccia permeabile, quindi la maggior parte dell’acqua presente tra queste montagne scorre sotto terra, per poi fuoriuscire solo in questo punto grazie a delle rocce più dure e impermeabili; l’acqua riesce così a passare tra due strati e creare uno spettacolo meraviglioso!

È un bene prezioso, si sa, ma lo è ancora di più in questo gruppo, dove sentire il rumore dell’acqua che sgorga è una vera rarità! Non è povero d’acqua, solo non è visibile ai nostri occhi, eccetto in questa selvaggia e meravigliosa valle che vale la pena di visitare!

 

A cura di: Linda Grossi, alpinista e accompagnatore di media montagna

Pubblicato il 11/09/2019