Arrampicare sulle Pale di San Martino

Selvagge e severe, offrono un'arrampicata divertente e sicura

Uno dei passi più spettacolari delle Dolomiti, il passo Rolle, è il punto di partenza per delle belle arrampicate sulle Pale di San Martino… e non solo! Avete qualche giorno e vi piace arrampicare? Le Pale di San Martino sono un luogo meraviglioso dove scalare: selvagge e severe, le pale offrono un’arrampicata divertente e sicura.

Arrivati al passo Rolle, se la giornata è instabile o è tarda mattina, potete optare per un’arrampicata in Tognazza, su porfido. E cosa ci fa qui il porfido? Siamo in Dolomiti! Ebbene sì, su questo passo c’è anche una roccia di origine vulcanica, un ultimo ramo della catena del Lagorai!

Salewa_getVERTICAL_sanMARTINO | © Anton Brey

"Si arrampica al sole, di fronte a voi le bellissime Pale, tra cui spicca il Cimon dela Pala e cima Vezzana"

Si arrampica al sole, di fronte a voi le bellissime Pale, tra cui spicca il Cimon dela Pala e cima Vezzana, entrambe sopra i 3000 metri. L’ambiente è meraviglioso e ci si arriva con mezz’ora di camminata. La maggior parte delle vie sono in stile moderno, chiodate a spit e adatte ad arrampicatori di medio livello e non per principianti. L’altezza di questa parete è di circa 250 metri e le vie sono una vera goduria, piccole tacche e fessure, piedi in spalmo sul porfido granuloso. La discesa è dal sentiero che riporta al passo Rolle, spesso affollato da turisti curiosi.

Già da quella parete, girando lo sguardo verso le Pale, si vede la cima della Madonna e il suo famoso ed esteticamente bellissimo spigolo del Velo; sicuramente attirerà il vostro sguardo e la vostra curiosità e per il giorno dopo non ci può essere un itinerario migliore!

Dal passo Rolle è veloce arrivare a Malga Zighertaghe, dove, nel pomeriggio volgendo lo sguardo in alto, potrete ammirare la bellezza dello spigolo Nord-Ovest risaltato dalla luce del sole che ne illumina solo un lato. Si prosegue ancora per un breve tratto in macchina dopodiché inizia il sentiero, prima nel bosco e poi per una breve e facile ferrata.

Salewa_getVERTICAL_sanMARTINO | © Anton Brey

"Lo Spigolo del Velo ha qualcosa di davvero speciale: invoglia chiunque a provare a scalarlo"

Il rifugio Velo della Madonna è posto in un luogo meraviglioso e ci si arriva in circa un’ora e mezza, compiendo 900 metri di dislivello. L’attacco della via Spigolo del Velo alla Cima della Madonna è molto vicino: 15 minuti. Spesso è molto affollata quindi è preferibile dormire al rifugio oppure partire presto dalla valle.

Le Pale sono un gruppo molto vasto e sicuramente con tante vie tra le più belle in Dolomiti, ma lo Spigolo del Velo ha qualcosa di davvero speciale: esteticamente è meraviglioso, invoglia chiunque a provare a scalarlo; la roccia è bellissima e le difficoltà sono continue sul quarto e quinto grado. È lungo 400 metri, la discesa è impegnativa ma molto bella. Nonostante le ripetizioni la roccia non è per nulla unta!

Dolomiti e avventura: arrampicata sulle Pale di San Martino

"Le nuvole corrono veloci: sembrano proprio creare un velo che avvolge la cima della Madonna"

Spesso c’è vento e le nuvole corrono veloci su queste cime e sullo spigolo, le luci e le forme che creano sono davvero uno spettacolo: sembrano proprio creare un velo che avvolge la cima della Madonna, proprio come il nome della via. Con qualche nuvoletta sopra la testa la via acquista ancora maggiore fascino, attenzione però al freddo, sicuramente un piumino, una fascia e i guanti è importante averli; perché il vento è forte, anche quando magari non ce lo si aspetta!

I passaggi chiave della via sono ben chiodati e la via risulta di facile intuizione; la discesa invece è articolata e necessita di attenzione! Un traverso esposto assicurati con la corda e qualche corda doppia e in un paio d’ore arriverete all’ospitale rifugio per gustarvi un buon piatto caldo o un buon dolce.

Sicuramente questa via è una delle vie classiche più belle e famose delle Dolomiti, il luogo in cui si scala è incantato e le nuvole creano spesso dei giochi di luce ed ombre che rendono il luogo ancora più affascinante.

 

A cura di: Linda Grossi, alpinista e accompagnatore di media montagna

Pubblicato il 11/09/2019